Come un corallo che si apre interagendo con l’ambiente marino nel quale è immerso, così le residenze progettate da Giuseppe Tortato Architetti in via Watt a Milano si relazionano con il tessuto urbano circostante grazie alla presenza di diversi affacci attentamente studiati. L’intervento si inserisce nell’ambito della riqualificazione dell’ex area industriale Richard Ginori, prospiciente il Naviglio Grande e compresa tra via Morimondo e via Lodovico il Moro: una zona abbandonata dalle realtà produttive negli anni Novanta, che è stata ripensata come luogo di creatività e innovazione. Il complesso di due edifici, identificati dai civici 22 e 24 di via Watt, rappresenta l’ultimo tassello di questa riuscita operazione di trasformazione urbana, della quale lo studio di Tortato è stato tra i principali artefici fin dai primi anni Duemila.
Al complesso residenziale in via Watt 22/24 è dedicato il più recente capitolo di questa storia di rigenerazione legata al sito industriale che ospitava la storica azienda ceramica milanese. Sul lotto di progetto insisteva in precedenza un piccolo capannone, oggi demolito, che era utilizzato in origine come deposito per poi divenire atelier d’arte. A partire da una situazione di criticità – dettata da un lotto intercluso di dimensioni ridotte, perimetrato dai vari edifici confinanti – l’intervento propone nuovi spazi abitativi luminosi e ariosi, con aree comuni gradevoli e ambienti privati altrettanto confortevoli. La firma di Tortato si legge chiaramente in un’architettura misurata, guidata da un approccio non aggressivo al contesto, cifra dello studio: edifici bassi, con soli tre livelli fuori terra, caratterizzati da uno stile elegante e minimale, che si esprime tanto nelle volumetrie pulite quanto nelle tonalità cromatiche tenui. I due volumi, collegati da una taverna condominiale a piano...
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