Strutture in acciaio inox lucidato a mano, superfici in vetro e pietra, arredi in legno di noce e teak per gli spazi corporate, palissandro e radiche esotiche per quelli executive: l'evoluzione del linguaggio materico modernista di SOM (Skidmore, Owings & Merrill) viene raccontata nella mostra Skidmore, Owings & Merrill: Hidden Furniture Masterpieces, attualmente in scena a New York.
Realizzata in occasione del 90esimo anniversario di SOM, l'esposizione nasce su iniziativa di Rarify, realtà specializzata nella selezione, vendita e creazione di oggetti d'arredo da collezione, vintage e contemporanei. Curata da David Rosenwasser, cofondatore di Rarify, è allestita nel flagship store di LuisaViaRoma, che con questa iniziativa si propone come piattaforma culturale per promuovere ed ospitare espressioni artistiche. La mostra è stata inaugurata il 10 febbraio durante la New York Fashion Week e resterà aperta al pubblico fino al 30 aprile.

La mostra Skidmore, Owings & Merrill: Hidden Furniture Masterpieces è la prima in assoluto interamente dedicata all’eredità di SOM nel campo dell’arredo e dell’interior design, ma rappresenta anche la prima presentazione pubblica curata da Rarify a partire dal proprio archivio. L'esposizione svela un corpus di opere in gran parte inedito, che ha plasmato il linguaggio visivo del modernismo corporate nella seconda metà del Novecento.
La mostra copre un arco temporale di quattro decenni e riunisce 60 pezzi storici, in prevalenza su misura, accanto a oltre 100 materiali d’archivio provenienti interamente dalla collezione Rarify, offrendo una prospettiva senza precedenti sulla filosofia progettuale del total design di SOM, nella quale architettura, interior e industrial design formano un sistema unitario.
A partire da progetti come la Manufacturers Hanover Trust Company nei primi anni Cinquanta, fino a incarichi emblematici come la Chase Manhattan Bank, SOM ha perseguito un’integrazione senza compromessi tra architettura, interni e arredi sotto la guida dell'architetto Gordon Bunshaft e dell’interior designer Davis Allen. La cultura progettuale di SOM ha funzionato come incubatore per alcuni dei più influenti designer di arredi della seconda metà del secolo scorso: oltre a Davis Allen, la mostra presenta opere di Lydia DePolo, Alexis Yermakov, Charles Pfister, Carol Groh, Raul De Armas e Nicos Zographos.
Il percorso espositivo di SOM: Hidden Furniture Masterpieces 1950-1991 è arricchito da fotografie originali di Ezra Stoller, disegni d’archivio di arredi e rari oggetti personali, tra cui il timbro professionale di Gordon Bunshaft e la sua lettera d'invito a ricevere il Pritzker Architecture Prize, che il progettista statunitense si aggiudicò nel 1988 ex aequo con il collega brasiliano Oscar Niemeyer.
«Per decenni, gli arredi di SOM sono esistiti sotto gli occhi di tutti, ma al di fuori della narrazione pubblica del design moderno», dichiara David Rosenwasser. «Non si tratta di prototipi o progetti secondari; esistono migliaia di opere meticolosamente progettate, specifiche per ciascun intervento, che hanno definito l’aspetto, l’esperienza e il funzionamento delle aziende nell'epoca moderna. Questa mostra è il risultato di oltre un decennio di ricerca e collezionismo e rappresenta la prima volta in cui questo corpus è stato studiato, riunito e presentato come un’eredità progettuale coerente».

© Lucas Blair Simpson, courtesy SOM


