L’azienda francese di dispositivi medici cresce con una chirurgica operazione di espansione
In un’area industriale a ridosso del centro urbano di Besançon, nella Francia orientale, Métra + Associés ha realizzato un nuovo edificio per Sophysa, azienda francese specializzata nella progettazione e produzione di dispositivi medici nel campo della neurochirurgia, in particolare di valvole neurologiche e di sistemi di neuromonitoraggio.
La costruzione ha preso forma per rispondere alla forte crescita cui l’azienda ha dovuto far fronte negli ultimi anni: 5.800 m2 aggiuntivi, distribuiti su tre livelli, hanno permesso di triplicare la sua capacità produttiva e raddoppiare il numero del personale in sede.

Il nuovo edificio affianca quello preesistente, opera di Brigitte Métra, consegnato nel 2007, e vi si pone in perfetta continuità sul piano estetico, strutturale e organizzativo.
Principio ispiratore all’origine del progetto è la coerenza concettuale con l’identità produttiva dell’azienda, oltre all’integrazione dell’architettura nell’ambiente, un dialogo tra natura e cultura che costituisce il filo conduttore dei lavori di Métra. Lo studio è inoltre impegnato da un punto di vista ambientale: in questo caso l’ideazione di un sistema aerotermico sostenibile contribuisce a far raggiungere all’edificio una quasi totale neutralità in termini di emissioni di gas a effetto serra.

La coerenza con la produzione di Sophysa è garantita da una serie di parallelismi tra l’architettura e l’ambito medicale e anatomico: l’utilizzo di materiali come vetro e acciaio rimanda alla precisione, alla pulizia, all’asetticità chirurgica. La facciata è viva come la pelle umana, con le lunghe lamelle che si inclinano in funzione dell’orientamento e dell’irraggiamento del sole e le ampie vetrate che nutrono di luce il corpo dell’edificio portandogli vita e respiro.
Anche l’organizzazione interna degli ambienti riflette la funzionale rigorosità del corpo umano. Il piano terra accoglie uffici, sale riunioni e locali per il personale. Il primo piano è strutturato in modo tale che gli spazi confluiscano nella camera bianca, ambiente asettico di 700 m2, cuore pulsante del complesso, osservabile dall’esterno grazie alle pareti vetrate e collocato al centro dell’edificio.
L’ultimo piano, con la sua vista panoramica, è adibito all’accoglienza di ospiti e visitatori, con un grande centro conferenze, e alla formazione. L’ampio atrio di ingresso funge da collegamento verticale tra i vari livelli, guidando lo sguardo in altezza fino ai molteplici riflessi del soffitto a specchio. Infine lo spazio esterno offre al personale momenti di pausa all’aria aperta, oltre a garantire una transizione graduale tra il fuori e il dentro del complesso.

La sfida progettuale di questa seconda costruzione si risolve inoltre in un’ulteriore operazione di integrazione, questa volta non con la natura ma con l’architettura preesistente. Il secondo edificio, collocato parallelamente al primo, si inserisce nel progetto con la stessa esattezza di una valvola perfettamente accolta da un corpo umano. La mimesi è totale, concretizzata nel passaggio vetrato, leggero, che collega delicatamente tra loro le due parti. Un terzo edificio, destinato alla logistica, completerà il progetto in futuro.
Il risultato è un complesso vivo, armonico, che non si configura come puro contenitore produttivo ma diventa parte integrante e manifesto dell’identità aziendale.





Location: Besançon, France
Architect: Métra + Associés
Floor Area: 5.800 m²
Consultants
Structure: S2T
Acoustics: Altia
Costs: Sletec ingénierie
Landscape: Territoires
Photography by Epaillard + Machado, courtesy of Métra + Associés