A Rajkot, in India, una struttura abbandonata riprende vita con un intervento che intreccia conservazione storica, saggezza costruttiva locale e rispetto per la natura
Nel cuore di Rajkot, nel Gujarat, dal recupero di un edificio abbandonato da quasi vent'anni prende forma Nyalchand House, una casa-atelier personale firmata BPS Architects.
Il progetto di rigenerazione si misura con una sfida precisa: restituire abitabilità contemporanea a una struttura in rovina, rispettando gli alberi centenari cresciuti al suo interno, la conformazione originaria degli spazi e la tradizione costruttiva locale. Il risultato è un'architettura silenziosa e radicata, capace di fare della memoria e dell'economia di mezzi i suoi punti di forza.

Il lotto, circondato da strade principali e secondarie e confinante a nord con un terreno commerciale, era rimasto disabitato per diciotto anni. Durante questo tempo, alcune specie arboree autoctone – in particolare ficus come l’Umro e il Peepal – avevano invaso gli spazi interni dell’edificio, che in origine era un outhouse, un volume secondario della proprietà. La costruzione, in muratura di mattoni crudi (Kaccha), si era deteriorata fino a sgretolarsi.

Da questa condizione di abbandono e sovrapposizione tra costruito e natura ha origine la visione progettuale. Il progetto ha scelto di conservare gli alberi, integrandoli nell’impianto architettonico attraverso due corti aperte che portano luce, aria e acqua all’interno, e che segnano una separazione naturale tra le aree pubbliche e private. La pianta originale e l’orientamento della costruzione sono stati mantenuti, così come le finestre affacciate sulla strada e la tipologia del tetto a falde, ricostruito con materiali tradizionali per rispettare le normative locali.
L’intervento, guidato dall’esperienza pluridecennale di un costruttore locale, ha saputo conciliare le esigenze di vivibilità moderna con la conservazione della stratificazione storica e naturalistica del luogo.

Il progetto trae forza, in ogni suo aspetto, dal dialogo con la tradizione costruttiva del Gujarat. I materiali, locali, valorizzano le tecniche artigianali del luogo: pietra basaltica a vista, laterizi rifiniti con intonaco e scialbatura a calce, travi e pilastri in legno, molti dei quali recuperati da abitazioni dismesse. La copertura in tegole tradizionali Morbi e i dettagli di gronde e cornicioni replicano gli elementi storici regionali, adattandoli però alle esigenze contemporanee.
Gli spazi interni, che riprendono l’organizzazione della tradizionale Vadi house, sono stati pensati per rispondere al clima subtropicale della regione e ridurre il bisogno di climatizzazione artificiale: orientamento nord-sud, verande profonde, aperture strategiche per ventilazione naturale e cortili aperti con fontane centrali.

Ogni scelta, dal recupero del legno alla lavorazione della pietra, esprime un equilibrio tra innovazione e saggezza locale. L'approccio sperimentale è evidente, ad esempio, nell'uso di telai prefabbricati in cemento e pannelli realizzati con scarti industriali locali. Nyalchand House rappresenta così un modello consapevole di rigenerazione, in cui il rispetto per il passato incontra esigenze moderne e sensibilità ambientale.
>>> Scopri anche The Pavilion, artigianato e introspezione ad Ahmedabad

Location: Rajkot, Gujarat, India
Gross Floor Area: 160 m²
Architect: BPS Architects (Parth Uday Shah, Brinda Parth Shah)
General Contractor: N.Kunvarji & Sons
Structural Consultant: V.R. Shah
Photography: Parth Shah-Brinda Shah, courtesy of BPS Architects