Come si regola il clima dentro casa quando quello esterno cambia? È possibile imparare dalla natura? Quanto “su misura” ci si può ancora permettere in architettura? A queste e tante altre domande inerenti al cambiamento e al progresso, anche e soprattutto in relazione ai serramenti, ai profili e alle finestre, ha cercato di dare risposta Finstral con il quarto numero della sua rivista, nel 2025 intitolata Frame Reframe. E per dare tali risposte ha coinvolto «persone con idee innovative a esplorare nuovi contesti», si può leggere nell’editoriale di apertura del magazine: insieme al designer statunitense Jonathan Olivares, per esempio, si affronta il tema se le finestre non siano degli oggetti d’arredo; con il fotografo Johannes Bauer la natura di porte e finestre quali primi arredi di una stanza; grazie al dialogo tra Arno Ritter e Nathalie de Vries, co-fondatrice di MVRDV, si ragiona sul valore del “su misura”, anche nella produzione di serie.

Il quarto numero della rivista di Finstral, come anticipato, ha coinvolto personalità come Jonathan Olivares, Johannes Bauer, Arno Ritter e Nathalie de Vries, ma i protagonisti sono anche molti altri, come lo studio Arquitectura-G di Barcellona, con il quale si parla della regolazione del clima all’interno di un’abitazione finalizzata al risparmio energetico in un momento di cambiamento climatico. Proprio in questo contesto viene illustrata Villa Girasole, una casa progettata in provincia di Verona per seguire il sole e firmata dall’ingegnere navale italiano Angelo Invernizzi, che la costruì tra il 1929 e il 1935 come propria residenza estiva. Si tratta di un’architettura che si muove meccanicamente e che ruota seguendo la luce e la ricerca del benessere, diventando una progenitrice della bioarchitettura grazie a soluzioni e dotazioni tecnologiche straordinarie per l’epoca.

Un altra significativo progetto presente nel volume è la casa-studio pensata dall’architetto Kersten Geers per l’artista belga Rinus Van de Velde, un edificio con una sola finestra. «Mi ha proposto di inserire una finestra per incorniciare un terreno incolto sul retro – racconta l’artista – e di trasformare la natura in un’opera d’arte. Mi ha convinto immediatamente», per poi spiegare il perché e i vantaggi. Ma questi non sono che alcuni esempi dei contributi raccolti all’interno del magazine, che contiene le voci e le opinioni di esperti di tutto il continente per provare a rispondere a come costruire per il futuro e per l’eredità.

Un capitolo è poi dedicato ai prodotti Finstral: tra questi, per citarne alcuni, la porta alzante scorrevole Fin-Slide Slim-line, la finestra Fin-Window Slim-line Twin per isolamento termico e acustico, l’anta Vent per un ricambio d’aria sicuro ed efficiente, il sistema modulare Fin-Vista per una parete interamente vetrata e così via. Il leitmotiv Frame Reframe è dunque sinonimo di infinite possibilità per ripensare e ridisegnare il mondo.

L’ultimo capitolo è dedicato alla circolarità, che per l’azienda ha un ruolo fondamentale nel proprio sviluppo: nel 2023 l’azienda ha raggiunto un tasso di riciclo dei rifiuti pari al 97,8%. Grazie all’Urban Mining, sono state recuperate oltre 4.200 tonnellate di vetro post-industriale. Nel 2024 l’azienda ha utilizzato il 58% di alluminio secondario rispetto alla quantità totale lavorata. Una scelta motivata dal fatto che l’alluminio secondario genera circa il 90% di CO2 in meno rispetto all’alluminio primario. Infine, dal 2025 Finstral utilizza esclusivamente granulato di PVC prodotto interamente con energia verde. Solo considerando la fase di produzione, tale scelta riduce le emissioni di circa il 25% per chilogrammo di prodotto. A questo si aggiunge l’introduzione graduale di vetro float con un’impronta di CO2 ridotta.
Per maggiori info: www.finstral.com



Foto courtesy Finstral