La Henrik Frode Obel Foundation ha annunciato Systems’ Hack come focus dell’Obel Award 2026, il premio internazionale di architettura che riconosce progetti d’eccellenza orientati al bene comune e alla sostenibilità sociale ed ecologica, valorizzando l’architettura come agente di cambiamento concreto.
Con l’obiettivo di stimolare un dialogo sulle questioni emergenti attuali, il tema invita l’architettura a confrontarsi in modo critico con i sistemi che sostengono la società contemporanea — dalle infrastrutture e l’energia al cibo, all’acqua, all’istruzione e all’informazione.

Stabilito annualmente dalla Giuria OBEL, il focus non è solo un tema curatoriale, ma un vero e proprio quadro concettuale che orienta le attività della fondazione e stimola un dibattito sulle sfide emergenti. Dopo il tema Ready Made (2025), dedicato alle risorse materiali e al riuso, Systems’ Hack amplia radicalmente la scala dell’intervento: non più soltanto come costruiamo, ma dentro quali sistemi e con quali conseguenze.
Il termine “system” viene inteso come un insieme di elementi interagenti, regolati da logiche spesso invisibili ma profondamente incisive. “Hack”, invece, non è qui sinonimo di rottura distruttiva, bensì di una pratica critica e strategica: comprendere il funzionamento di un sistema per manipolarlo, adattarlo, renderlo più equo, resiliente e rigenerativo. Affrontando il modo in cui questi sistemi possono essere adattati o “hackerati”, OBEL incoraggia approcci architettonici che privilegiano la resilienza a lungo termine, relazioni rigenerative e la collaborazione con i sistemi naturali.
In questo senso, Systems’ Hack è un invito all’architettura ad andare oltre il problem-solving convenzionale e a intervenire sui meccanismi stessi che generano crisi ambientali e disuguaglianze sociali. Fondata nel 2019, la Henrik Frode Obel Foundation si distingue proprio per questa visione ampliata dell’architettura: una pratica plurale, capace di contribuire in modo concreto allo sviluppo sociale ed ecologico globale. Attraverso premi, programmi e attività culturali, la fondazione sostiene idee e approcci che possono seminare trasformazioni future, promuovendo al contempo dibattito ed educazione architettonica.

Tra le peculiarità dell'OBEL Award, c'è anche il funzionamento della sua giuria internazionale, che – oltre a decretare il vincitore del premio – decide anche il tema del contest, attraverso un confronto di idee tra i membri della giuria stessa. Ogni anno, la giuria cambia composizione, assicurando al contempo alternanza e continuità: infatti, da un anno all'altro, cambiano solo alcuni membri, già presenti da diverse edizioni, che passano il testimone alle new entry.
Il focus dell'edizione 2026, Systems’ Hack, è stato decretato dalla giuria "uscente" del 2025, presieduta da Nathalie de Vries di MVRDV, e composta Sumayya Vally (fondatrice e direttrice di Counterspace, Johannesburg, Sudafrica, e Londra, Regno Unito), Aric Chen (direttore generale e artistico del Nieuwe Instituut, Rotterdam, Paesi Bassi), Xu Tiantian (fondatrice di DnA, Pechino, Cina) e Anne Marie Galmstrup (fondatrice di Galmstrup Architects, Londra, Regno Unito).
Il vincitore dell’OBEL Award 2026 sarà annunciato a maggio di quest’anno selezionato dalla giuria attuale, nella quale al membro uscente Xu Tiantian sono subentrati Manuel e Francisco Aires Mateus (cofondatori di Aires Mateus, Lisbona, Portogallo).
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Tutte le immagini courtesy OBEL Foundation