Immersa nel silenzio delle colline del Kuttikkanam, nel distretto indiano di Idukki, e in una natura rigogliosa lontana dalla frenesia e dai brusii delle grandi metropoli, Deck House è un angolo di paradiso immaginato dai suoi proprietari durante la pandemia di Covid, poi trasformato in realtà grazie al progetto dello studio Durga Sarath Architects guidato dagli architetti Sarath S. Kumar e Durga Cholapurath. Un progetto inscindibilmente legato alla natura e al paesaggio, che ha guidato la mano dei progettisti verso ambienti dalla visuale mozzafiato e dalla costante connessione con l’esterno.
A questo progetto, dove i colori e i materiali giocano un ruolo importante nella connessione con la natura e l’atmosfera ricercata, ha contribuito anche Nexion, azienda specializzata in superfici sinterizzate dal dna italo-indiano, che per ciascun piano della casa ha fornito differenti superfici. Il piano principale di Deck House è impreziosito dall’eleganza raffinata della Collezione Runa, colore Grigio chiaro, in grado di dare un tono raffinato agli interni. Per le verande si è optato per i prodotti in pietra della collezione Lithic nella finitura Gabbro Sfumato; infine, nei bagni, calore e contrasti sono ottenuti grazie all’abbinamento dei colori Melograno e Calce, Menta e Gesso, Gesso e Argilla, Calce e Sabbia della collezione Terraelino.
L’ambiente circostante viene richiamato anche dagli ampi spazi, adatti alla convivialità e alla socialità: tra le richieste dei committenti, infatti, vi era anche la necessità di rendere la propria casa adatta a ospitare amici e parenti in maniera accogliente. Per ottenere tale risultato, tutto è stato studiato nel dettaglio: la palette selezionata è appunto strettamente rispondente a quella della natura, con colori delicati e in grado di trasmettere serenità, così come sono studiate appositamente le alternanze tra materiali, tra cui anche il vetro, protagonista di numerose aperture che rendono gli spazi interni in connessione con l’esterno. Vetro che è presente anche in alcuni punti in copertura. L’architettura, dunque, torna sempre
alla natura.