A ispirare il suo design all’avanguardia è il mondo marino tutto intorno: la barriera corallina, la flora e la fauna marina, le distese infinite di dune sabbiose. È il St. Regis Red Sea Resort, l’hotel firmato dall’architetto Kengo Kuma, con gli interni di Kristina Zanic, sull’isola di Ummah, nel Mar Rosso. Si tratta di una destinazione di lusso, come lo è la stessa laguna di Al Wajh e l’isola, un’oasi raggiungibile solo via mare, in barca, o con idrovolante; la struttura è composta da 90 ville con una splendida vista fronte mare, ognuna arricchita da una piscina privata, da un solarium e da una doccia esterna.
Ma l’attenzione all’ambiente non è stata massima solo nel design, ma anche nella progettazione e nella realizzazione di una struttura il più possibile a basso impatto e sostenibile: per questo è stato ridotto al minimo l’uso del calcestruzzo, a favore di legno prefabbricato per le strutture, scandole di cedro naturale per i tetti e intonaco d’argilla per le pareti. Questi elementi – e non solo – hanno permesso alla struttura di ottenere la certificazione LEED Platinum: è infatti alimentata da fonti rinnovabili e garantisce un sistema avanzato di trattamento delle acque e una gestione completa dei rifiuti.

Le linee della struttura e le sue curvature, inoltre, sono pensate proprio per inserirsi con equilibrio e armonia nel contesto, fondendosi senza soluzione di continuità con il paesaggio. Alcune ville, in particolare, prendono il nome e si ispirano a specifici elementi naturali: ci sono le Duna Villas, che si rifanno alle forme delle dune del deserto, come anche le Coral Villas, le cui linee ricordano l’aspetto di una conchiglia grazie alla loro costruzione su palafitte con accesso diretto al mare.
La natura e la luce naturale, poi, hanno la possibilità di entrare all’interno delle stanze e delle ville grazie alle ampie finestre a tutta altezza, che rendono gli ambienti ancor più confortevoli ed eleganti. Questi spazi sono caratterizzati al contempo anche da arredi con morbide curve, forme a spirale e da una palette di colori ispirata al deserto e arricchita da tonalità blu e verdi, proprie della vegetazione e degli elementi naturali locali.

A questo ambizioso progetto ha partecipato anche Vimar, che ha fornito in particolare la serie civile Eikon Exé in metallo, dotata di comandi domotici. Questa presenta una placca dalle linee rigorose e squadrate, sintesi di precisione tecnologica e artigianalità; è disponibile in diversi materiali e finiture di pregio, come pietra, metallo e vetro, potendosi così integrare in diversi ambienti in modo sempre unico e originale. Eikon Exé, dunque, è un’ottima sintesi di estetica, tecnologia e sostenibilità.
Tutto questo è l’esempio di come l’architettura possa contribuire a preservare un prezioso ambiente naturale, in tale caso dell’isola: è stato questo, fin da subito, l’obiettivo principale alla base del progetto, in linea con la visione di sviluppo sostenibile di Vimar.
Per maggiori info: www.vimar.com






Immagini courtesy Vimar