All’interno del forum Perspective EU 2025, organizzato da THE PLAN e tenutosi a Venezia a inizio maggio, si è svolta la panel discussion dal titolo Quanto vale la rigenerazione. L’importanza del valore sociale nei processi di ricucitura urbana, tra sfide immobiliari e soluzioni progettuali.
Il confronto ha visto la partecipazione di Federica Provaroni (Supernova), Sara Paganin (Finanziaria Internazionale Investments SGR), Anna Maria Pacini (DeA Capital Real Estate SGR), Gabriele Pelligrò (Artisa Group) e Filippo Gelosi (BNL BNP Paribas), con moderazione a cura di Luca Giannelli (United Consulting).

Federica Provaroni (Supernova)
«Per noi, investire in aree urbane abbandonate e degradate significa ricucire parti di città tagliate fuori, creando nuovi luoghi di aggregazione. Il valore sociale si manifesta nella realizzazione di spazi pubblici e verdi, che contribuiscono a ridurre l’inquinamento e migliorare la salubrità degli ambienti cittadini. La rigenerazione urbana deve riguardare il benessere dei cittadini generando spazi salubri e luoghi di socialità e di natura urbana».
Filippo Gelosi (BNL BNP Paribas)
«Un esempio concreto di rigenerazione urbana è il nuovo Campus di ESCP Business School a Torino, un intervento che testimonia l’attenzione e l’impegno della Banca a favore della città di Torino e, più in generale, di tutte quelle iniziative che, a livello nazionale e locale, coinvolgono la collettività. La rigenerazione di un edificio abbandonato, che altrimenti avrebbe comportato costi elevati per il mantenimento e il degrado, si trasforma in un bene pubblico aperto alla collettività. La chiave è la rapidità nei lavori e la capacità di integrare l’edificio nella vita della comunità, riducendo le barriere e creando un valore condiviso. Il costo del non intervenire, e quindi quello di non cogliere un’opportunità infatti, può essere molto più alto».
Anna Maria Pacini (DeA Capital Real Estate SGR)
«Il nostro mestiere, di per sé, porta beneficio e valore sociale; forse risulta difficile misurarlo in modo oggettivo, perché molte componenti sono legate a contesti normativi e variabili che vanno oltre il nostro controllo. Credo che la cosa più importante sia aumentare la collaborazione tra pubblico e privato, perché questa sinergia può portare a risultati più efficaci e sostenibili».
Gabriele Pelligrò (Artisa Group)
«Per noi, il valore sociale si concretizza nel fornire servizi abitativi a target spesso esclusi, attraverso modelli abitativi inclusivi e flessibili. Gli spazi comuni sono centrali: favoriscono l’incontro tra comunità diverse, rafforzando la coesione sociale. La rigenerazione urbana ideale nasce dalla collaborazione tra privato e pubblico, creando ambienti che promuovano inclusione e coesione».
Sara Paganin (Finanziaria Internazionale Investments SGR):
«La rigenerazione urbana ha senso quando genera impatto sociale. Tuttavia, spesso, l’investitore si concentra principalmente sul rendimento economico dell’operazione. È l’architetto e i professionisti coinvolti a trasferire in modo più diretto questa visione di impatto sociale, che poi si traduce in un business plan. Soprattutto nelle città minori italiane, fatichiamo ad attrarre investitori perché spesso manca la pazienza di attendere i ritorni a lungo termine, è proprio qui che risiede la sfida: convincere le parti che il valore sociale e il beneficio collettivo sono un investimento a lungo termine».
La rigenerazione urbana crea valore sociale condiviso. La collaborazione tra pubblico e privato, la rapidità di intervento e la capacità di comunicare il valore sociale sono elementi fondamentali. Se affrontata con una visione integrata e collaborativa, la rigenerazione può portare benefici non solo economici, ma soprattutto sociali, contribuendo a costruire città più inclusive, salubri e resilienti.
Photography by Fabio Delfino