L'architetta Elena Trevisan, bassanese di nascita e veneziana di adozione, si è aggiudicata il Premio Anna Taddei 2023 con il suo arazzo dal titolo Mirta. Disegnato per Sitap Carpet Couture Italia e ispirato alla Sardegna, l'arazzo è un vero e proprio manifesto di denuncia del patriarcato. Oltre al primo premio, la giuria ha individuato anche una seconda e una terza classificata e ha assegnato due menzioni d'onore.
Il Premio Anna Taddei, rivolto alle progettiste che operano nel mondo dell’architettura contemporanea, è bandito con cadenza biennale dall'Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Modena in ricordo di Anna Taddei, vicepresidente dell’Ordine dal 2005 al 2013, anno della sua prematura scomparsa. Sponsorizzato dalla Fondazione IRIS Ceramica Group, il contest è giunto alla seconda edizione.
La giuria è composta da: Anna Allesina, presidente e ideatrice del premio, Lorenzo Ferrari, segretario, Barbara Camocini, professoressa al Politecnico di Milano, Tiziana Campus, vicepresidente del CNAPPC (Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori e Conservatori), Paolo Deganello, progettista, co-fondatore di Archizoom e professore di disegno industriale, e Nicola Leonardi, direttore di THE PLAN.
Dopo aver visionato le opere realizzate da 40 partecipanti provenienti da tutta Italia, la giuria ha selezionato cinque professioniste, che sono state premiate durante l’evento tenutosi lo scorso novembre al Palazzo dei Pio a Carpi.

L'arazzo Mirta realizzato da Elena Trevisan, ha dichiarato la giuria, «è stato considerato dalla commissione quello che maggiormente ha risposto agli obiettivi del bando, promuovendo un approccio serio e preciso al progetto di design come messaggero di contenuti e veicolo di cambiamento». Un'opera da cui emerge «la cura dei particolari mai casuali poiché parte essenziale di una narrazione che punta all’eguaglianza di genere».
Seconda classificata l’architetta Maura Caturano di StudioMaan, il cui progetto degli allestimenti interni del Platanos Exotic Bar a Napoli «ha suscitato l’interesse della commissione per il coraggioso utilizzo del "figurativo naturalistico"».
Terza classificata l’architetta Francesca Perani, con il progetto di ristrutturazione e interior design UrbanCabin, il rifugio urbano dal sapore persiano realizzato ad Albino, nel territorio di Bergamo, espressione di «un l'incontro compiaciuto di due identità culturali».
La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali ex aequo a Elisa Burnazzi dello studio Burnazzi Feltrin Architetti per il progetto dell'Appartamento TB a Vigo di Ton, in provincia di Trento, e a Elena Silvestri dello Studio Tecnico Silvestri per il suo progetto di ampliamento dei Musei del Duomo di Modena.
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