Una materia che non si limita a riflettere, ma che assorbe e imprime lo spazio in sé, in una superficie trattata da un gesto umano controllato, artistico e capace di generare vibrazioni cromatiche mai identiche; una materia progettuale, capace di creare relazioni dinamiche tra luce, corpo e tempo: è così che lo specchio entra nel lessico dell’architettura e del progetto contemporaneo. Da questa filosofia e con questa prospettiva è nato il nuovo brand Visio Mirror, progetto appena presentato frutto della visione del designer Mauro Olivieri e sviluppato dalla storica azienda toscana Antique Mirror. «Dopo quarant’anni di progetti, questo lavoro rappresenta la mia risposta – le parole del designer Olivieri –: un invito a guardare oltre la superficie, in un atto di profonda riflessione. La manualità, il colore e la luce diventano strumenti per costruire esperienze percettive autentiche».

Visio Mirror e le sue prime collezioni a catalogo sono dunque il frutto dell’incontro tra ricerca e sapienza artigianale e manifatturiera: ne nascono grandi lastre di superfici riflettenti per l’architettura, pensate per offrire agli architetti e agli interior designer uno strumento espressivo che vada oltre la propria funzione e che sappia trasformare gli spazi in esperienze percettive e sensoriali in un costante dialogo tra materia e colore. «Ogni lastra è un frammento unico di un racconto più ampio, capace di dare identità e senso allo spazio», aggiunge ancora Olivieri, con un colore lontano dall’essere applicazione decorativa quanto piuttosto elemento attivo in dialogo con la riflessione.

Il lavoro dei mastri artigiani, negli specchi di Visio Mirror, è il cuore del progetto: per il processo creativo, infatti, è stata compiuta una scelta radicale, definita con la formula NoDigitalPrint Method, vera e propria firma tecnica e identitaria del progetto, oltre che certificazione d’origine. Ciò significa escludere il digitale dal trattamento della superficie, affidando dunque la riproducibilità al solo gesto umano controllato, artistico. Il risultato è una profondità materica autentica, lontana dalla bidimensionalità dei pixel, con riflessi cromatici vivi e dinamici, con luce e pigmento in continua interazione a seconda dell’angolo di osservazione, della luce ambientale e della scala spaziale.

La forza di Visio Mirror, in altre parole, risiede nell’equilibrio tra rigore progettuale e micro differenze artigianali: ogni lastra è parte di un sistema coerente ma mai identico, capace di costruire superfici, volumi e installazioni che mantengono un’armonia organica, in cui la continuità progettuale convive con la presenza della differenza. «Visio Mirror nasce grazie a una sintonia immediata con Mauro Olivieri, basata su un approccio semplice e non ideologico al progetto, che ha portato alla scelta consapevole di aprire una pagina completamente nuova rispetto ad Antique Mirror – conclude Massimo Borgna, ceo di Antique Mirror –. Ho lasciato al designer la libertà totale, senza vincoli né riferimenti agli specchi che produciamo da anni e così il progetto ha preso forma come una scoperta inattesa, con un linguaggio inedito, capace di ridefinire la superficie specchiante e di rivelarsi passo passo».

Gesti Nature, Ritmiche Nature e Mirror Weave sono le prime tre collezioni di Visio Mirror, con lastre trasparenti in vetro float come punto di partenza che possono poi essere forate, stratificate, tagliate, molate, bisellate, sagomate. Gesti Nature – suddivisa in tre linee Sabbie e Terre, Acque e Ghiacci, Muschi e Cortecce – trae ispirazione della natura e dai suoi elementi, i quali vengono tradotti in pieni e vuoti sulla superficie riflettente.

Ritmiche Nature indaga invece la ripetitività delle linee naturali, come boschi e pietre stratificate, linee che conferiscono ritmo e profondità alle lastre in modo coerente. Sempre tre le linee della collezione: Boschi, Foreste Bamboo e Pietre.

Infine la collezione Mirror Weave, una forma di rilettura del mosaico: qui i tagli vengono trasformati da necessità tecnica a elemento decorativo, quasi a diventare una tessitura. I segni, infatti, si richiamano a tartan intrecciati. Due le linee: Tartan Arched, dai colori più accesi, e Tartan Plain, dai toni più neutri.




Courtesy of Visio Mirror