«Marmomac non è soltanto una fiera, ma la piattaforma dove il comparto lapideo dialoga con il mondo, unendo eccellenza industriale, ricerca tecnologica e cultura». A Verona, dal 23 al 26 settembre, ha portato oltre 1.400 aziende provenienti da 50 Paesi del mondo: Italia in testa, con 468 aziende, seguita da Cina (con 250), Turchia (142), Spagna (70) e India (62), una fotografia istantanea che rispecchia gli equilibri stessi del settore. A dirlo, a conclusione dell’appuntamento, Federico Bricolo, presidente di VeronaFiere, che per quattro giorni è stata appunto la capitale internazionale di marmi, graniti, pietre ornamentali e tecnologie all’avanguardia. «Il valore economico delle imprese presenti – ha aggiunto Adolfo Rebughini, direttore generale di VeronaFiere – racconta di un ecosistema che trova nella fiera non solo un acceleratore di crescita e di contatti internazionali, ma anche una piattaforma strategica per cogliere le prospettive offerte dall’innovazione tecnologica. Qui le aziende possono trasformare queste spinte in nuove direzioni di business e in un rafforzamento della propria competitività».

Lo stand in fiera da una parte, un padiglione dedicato ospitato nelle navate delle gallerie Mercatali: la partecipazione a Marmomac 2025 per Antolini ha visto quest’anno, per la prima volta, un’articolazione duplice, in due distinti luoghi dalle caratteristiche differenti ma complementari. Lo stand all’interno di VeronaFiere, disegnato dal designer Alessandro La Spada, si è presentato ai visitatori come un monolite compatto, a tratti misterioso, con una parete frontale rivestita in Silver Roots e finitura materica Hard Rock. Entrando al suo interno, poi, immersi nella materia ci si è potuti estraniare dalla frenesia della fiera. Diverse le soluzioni presentate tra reception, lounge e percorso successivo: Cipollino GreyWave con le sue vibrazioni dinamiche, Irish Green® con la sua eleganza intensa, infine l’opera site specific di Murran Billi, «un’epifania luminosa» dedicata a Caterina de’ Medici che appare gradualmente dal Cristallo Luminescence “Select”, natural quartz della Exclusive Collection.

A questo viaggio nel Made in Italy, poi, si è appunto aggiunto quello all’interno della maestosa architettura industriale del Dopoguerra rappresentato dalle gallerie Mercatali: è qui che è stato realizzato il cosiddetto Padiglione Antolini®. I materiali sono stati dunque esposti «in modo indipendente, permettendo a ogni pietra di esprimere la propria identità e fascino unici – ha spiegato Alberto Antolini, ceo dell’azienda –. Il nostro obiettivo era raccontare l’intero percorso della pietra naturale, dalla sua origine fino alla forma finale, offrendo ai visitatori una comprensione immersiva del processo. Strato dopo strato, la narrazione si svela, rivelando la complessità, la bellezza e il carattere racchiusi in ogni fase». In queste navate immerse nella luce, si sono potuti ammirare circa 50 materiali, provenienti dalla Exclusive Collection e dalla Natural Stone Collection, che sono diventati i protagonisti di un racconto corale.

Per l’edizione 2025 di Marmomac, Margraf ha riconfermato la collaborazione con il designer Raffaello Galiotto, che ha firmato l’installazione intitolata Planetario e che con l’azienda sta dunque portando avanti un percorso di sperimentazione fatto di innovazione, tecnologia, materia ed estetica. Al centro, in ogni caso, c’è sempre la pietra naturale, in questa opera messa in relazione con il cosmo e lo spazio. L’opera è composta da dodici grandi lastre circolari, allestite a coppie e realizzate ciascuna con pietre differenti – Breccia Bohemien e Taj Mahal, Blue Agate e Travertino Silver, Giallo Siena e Botticino Classico, Polaris Gold e Travertino Pantheon, Notre Dame e Alma, Rosso Cardinale e Bianco Covelano –, che emergono all’interno di uno spazio ampio e vetrato come corpi celesti in rotazione.

Lastre che ruotano lentamente e che traggono ispirazione dall’infanzia del designer: «Da piccino mi perdevo a guardare le pietre a distanza ravvicinata e in quel micromondo di avvallamenti, rilievi e distese lisce, mi immergevo in un universo fantastico, uno spazio dilatato quasi infinito che mi godevo tenendolo tutto per me – ha raccontato Galiotto –. Provo una sensazione analoga quando guardo le immagini satellitari della nostra terra, che mostrano fiumi, catene montuose, ghiacciai e mari che, senza capirne la scala, ricordano le micro-tessiture della pietra, disorientando lo sguardo e infrangendo il consolidato rapporto tra noi e lo spazio».
L’allestimento ha voluto dunque rappresentare e celebrare la varietà e bellezza di materiali come quarziti, calcari, arenarie, marmi, travertini e onici, esaltando al tempo stesso l’eccellenza tecnica e artigianale.

Il Marmomac 2025 è stata l’occasione anche per la presentazione ufficiale del nuovo brand Hima Soul, frutto della partnership tra Shangyue Mining, Qamar El-Muneir e Marmi Ghirardi. Il risultato è un nuovo marmo bianco, estratto dalle pendici dell’Himalaya, lavorato con abilità artigianale e al contempo con tecnologie all’avanguardia. Anche per questo il payoff scelto è The essence of the Himalayan marble, che racchiude il richiamo alla luce, la purezza e la forza spirituale di quelle cime, vera anima del brand. Cinque sono le sfumature della prima collezione Hima Soul, sfumature di bianco per una bellezza senza tempo.
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Appuntamento ormai da tradizione: al Marmomac Franchi Umberto Marmi ha portato, tra le varie cose, il suo nuovo progetto Distretto di Carrara, che unisce tradizione, competenza e visione contemporanea. Si tratta infatti di un hub innovativo dove design, arte e materia dialogano in un linguaggio comune, alimentando progetti contemporanei e collaborazioni e rendendo la materia la vera protagonista. Non solo il marmo, ma anche la pelle, celebrata all’interno del Poltrona Frau Store.
Sono oltre cento le tipologie di marmo – dal Bianco C al Calacatta Super Gold, dal Portoro al Cipollino – che convivono nel distretto come veri testimoni di biodiversità litica. Il marmo è dunque considerato e mostrato nel suo essere pietra viva, che viene modellata, scolpita, reinventata ed esplorata nel suo potenziale estetico e strutturale. «Con il Carrara District abbiamo voluto dare forma a un luogo che non fosse solo vetrina, ma espressione autentica del nostro territorio e della cultura del marmo – ha concluso Bernarda Franchi, vicepresidente di Fum –. È un progetto aperto, vivo, in cui l’impresa dialoga con l’arte, la formazione e l’innovazione».

Uno degli appuntamenti più attesi della 59esima edizione di Marmomac è stato l’incontro con Yuri Ancarani, artista visivo e regista, accompagnato da Laura Lamonea, direttrice artistica di ArtVerona. A distanza di 15 anni dalla presentazione alla Biennale di Venezia, la fiera ha voluto omaggiare l’opera di Ancarani Il Capo. Ambientato sul monte Bettogli di Carrara, il cortometraggio ha visto la partecipazione di GEMEG, l’azienda di famiglia fondata nel 1993 da Franco Soldati e specializzata nell’estrazione, selezione, taglio ed esportazione di marmo. Tra i marmi estratti, i più importanti sono lo Statuario, il Calacatta, il Cipollino e lo Zebrino.
Il marmo GEMEG, inoltre, è presente in importanti progetti internazionali, a partire dal One World Trade Center: durante la costruzione del grattacielo, un team di architetti americani si recava nei laboratori GEMEG una volta al mese per selezionare blocchi e tagli adatti al rivestimento dell’edificio in costruzione.

In occasione di Marmomac, Quartzforms®, brand di Scapin Group, ha presentato la sua nuova collezione sostenibile, chiamata Madreterra, espressione di ricerca e di dialogo tra natura e innovazione, tra etica, bellezza e durabilità. La serie si caratterizza infatti per un processo produttivo innovativo: ogni superficie prende vita dal 100% di inerti riciclati da scarti di cava. Inoltre è privo di quarzo aggiunto e con una presenza ridotta di silice cristallina.
Tutto questo fa sì che Madreterra entri a pieno titolo nella famiglia Ecotone™, il progetto di Quartzforms® dedicato alle superfici sostenibili, dove tecnologia e consapevolezza ambientale si fondono in un unico linguaggio. Madreterra introduce dunque una nuova poetica dell’upcycling: un gesto creativo che restituisce valore e nuova vita agli inerti di granito. «Con Madreterra proseguiamo un percorso di innovazione responsabile, dando forma a un’idea di estetica che nasce dal rispetto – ha sottolineato Marco Scapin, art director di Scapin Group –. È il risultato di un lungo processo di ricerca che ci ha permesso di trasformare materiali di scarto in una collezione di superfici nobili, capaci di coniugare funzionalità e sostenibilità. Una materia che parla di futuro, senza dimenticare le sue origini».
Cover photo: © Effezeta Group, courtesy of Marmomac