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Leonardo Possati, un bolognese alla Parsons School of Design

Un design giocoso, capace di cambiare il punto di vista dell'utente, è la cifra distintiva del giovane designer che, dopo la laurea alla NABA di Milano, ha conseguito il Master of Fine Arts a New York

Leonardo Possati, un bolognese alla Parsons School of Design
Scritto da Redazione The Plan -

"Let's design a better world": la visione della Parsons School of Design di New York si fonda sull'idea – ambiziosa ma non utopistica – che l'arte e il design possano divenire gli strumenti con i quali migliorare il mondo. Nata nel 1896 come The Chase School per volere del pittore impressionista William Merritt Chase, è stata la prima scuola di istruzione superiore americana ad aprire, negli anni Venti, una filiale a Parigi. Oggi, secondo il QS World University Rankings 2024, la Parsons è la prima università degli Stati Uniti nel campo delle arti e del design.VIVO Courtesy Leonardo Possati

Prototipi di Vivo, il sistema di arredo flessibile e modulare ideato e sviluppato dal designer Leonardo Possati


L'interdisciplinarietà e l'approccio practice-base rappresentano i pilastri della metodologia di formazione della Parsons, che ha sede nel Greenwich Village e conta oltre 5.700 studenti tra laureandi e iscritti ai programmi di studio post-laurea, provenienti da 116 diversi Paesi del mondo. Tra questi c'è anche un giovane designer di Bologna, Leonardo Possati, che racconta come l'esperienza a New York, dove tuttora vive dopo essersi laureato alcuni mesi fa, sia stata determinante nella sua formazione professionale, e non solo.

 

Intervista a Leonardo Possati: da Bologna a New York (e ritorno?)

Vivo Courtesy Leonardo Possati

Vivo


Qual è il percorso che l'ha portata alla Parsons School of Design?

Mi è sempre piaciuto molto disegnare: fin da piccolo andavo in giro portandomi in tasca taccuino e matita. In seguito, durante le scuole superiori, ho trascorso sei mesi in Nuova Zelanda, dove ho frequentato un corso di falegnameria, nell'ambito del quale ho costruito il mio primo sgabello. Quell'esperienza è stata molto importante per me, perché da lì ho deciso di seguire la strada del design di prodotto, che mi ha permesso di fondere le mie due grandi passioni: il disegno e l'artigianato, ovvero la realizzazione di un oggetto con le mie stesse mani.

Dopo la laurea triennale alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano, volevo prendere un master all'estero, per cui ho inviato varie application a Londra e negli Stati Uniti. Così sono arrivato alla Parsons School of Design di New York, dove ho iniziato a studiare Industrial Design nel settembre 2023 e ho conseguito il Master in Fine Arts a maggio 2025.VIVO Courtesy Leonardo Possati

Vivo


In che modo l'approccio practice-based della Parsons ha contribuito alla sua formazione come industrial designer?

Devo dire che già la NABA ha un approccio molto più anglossasone, hands-on come si dice, rispetto ad altri atenei italiani. Sia in NABA sia in Parsons ero in una classe di dimensioni contenute, con una trentina di studenti: questo mi ha permesso di instaurare un rapporto diretto e uno scambio personale con i professori, che sono anche professionisti. Di conseguenza, fin dai primi tempi dell'università si comincia un po' a respirare l'aria del mondo del lavoro. È stato come un inizio in medias res.

Inoltre, in Parsons avevo compagni di corso che venivano da diversi background: chi aveva studiato psicologia, chi musica, ma anche ingegneria o neuroscienze. Questo mi ha fornito una prospettiva sull'industrial design molto più allargata – e anche più moderna – di quello che avrei pensato, permettendomi di allargare la visione oltre la mia forma mentis di designer.VIVO Courtesy Leonardo Possati

Vivo


Come nasce il suo progetto di tesi Vivo?

L'idea è nata fin dal mio primo progetto in Parsons, una piccola collezione di oggetti chiamata Otio, che già esplorava il tema dell'assemblabilità, particolarmente rilevante a New York. Qui, infatti, gli appartamenti in genere presentano dimensioni ridotte e vengono dati in affitto privi di arredi, per cui le persone comprano spesso arredi poco costosi e di scarsa qualità ed è frequente trovare anche oggetti belli che vengono lasciati in strada. Questa realtà mi ha molto colpito al mio arrivo a New York: così, ho iniziato a pensare a un sistema di arredo modulare e personalizzabile che potesse essere configurato dall'utente e adattarsi a esigenze mutevoli.

D'altro canto, devo dire che mi ha sempre appassionato l'idea di un design giocoso, dove l’utente può creare configurazioni a suo piacimento, creando un'interazione con il prodotto. Questo sistema si chiama Vivo perché è qualcosa in continua evoluzione, grazie a questi moduli che possono essere disassemblati e riassemblati per creare i vari complementi d'arredo. Ad esempio, in caso di un monolocale, un divano a uso personale può trasformarsi in un tavolo allungabile per accogliere degli ospiti. Inoltre, la collezione può inoltre essere implementata nel tempo aggiungendo altri moduli a quelli acquistati in un primo tempo, in modo da moltiplicare le possibili combinazioni.VIVO Courtesy Leonardo Possati

Vivo, dettaglio del sistema di giunzioni a vite con maniglie a sfera in legno


Sta portando avanti questo progetto anche oltre gli studi?

Con la Parsons abbiamo realizzato due esposizioni, di cui uno alla International Contemporary Furniture Fair (ICFF). In questa occasione ho potuto raccogliere vari contatti utili per cercare un fornitore con il quale organizzare il processo produttivo in modo da rendere sostenibile economicamente il prezzo dei moduli. Il mio obiettivo è fare un test run di 50 moduli, anche per vedere come viene accolto il prodotto.

Per la tesi ho realizzato io stesso tre prototipi in legno multistrato, un modulo grande e due piccoli, realizzando le forature con una macchina a controllo numerico. Ora bisogna capire se si riesce a mantenere questo design forato, che rende i moduli immediatamente riconoscibili, oltre che leggeri da movimentare, e moltiplica le possibilità di combinarli tra loro i vari moduli, ma d'altra parte comporta lo scarto di un quantitativo consistente di materiale.VIVO Courtesy Leonardo Possati

Vivo


Può raccontarci i progetti più significativi del suo portfolio, oltre a Vivo?

Light Lines, il mio progetto di tesi in NABA, è una collezione di lampade nata dalla mia passione per l'architettura: i due pezzi sono infatti ispirati a due edifici iconici dello skyline di Milano. La lampada da terra Cristallo richiama il Grattacielo Pirelli di Gio Ponti, mentre la lampada da tavolo Velaschina è ispirata alla Torre Velasca di BBPR studio.Leonardo Possati, collezione Light Lines, lampada Cristallo Courtesy Leonardo Possati

Lampada da terra Cristallo della collezione Light Lines


BoBa Table è stato uno dei miei primi progetti in Parsons, che ho realizzato per il corso di Advanced Manufacturing Methods insieme alla mia compagna di studi Carmen Puig, artista che lavora molto con i tessuti. Nel primo semestre, infatti, abbiamo imparato a utilizzare tutti i macchinari disponibili in università, come la macchina CNC, taglio laser, incisione laser, taglio al plasma, stampa 3D, ecc.

Boba Table è una sorta di totem/tavolo modulare che si costruisce tramite la sovrapposizione di questi elementi in legno di noce alternati a cilindri decorati con tessuti realizzati con la tecnica di tessitura Saori, una tecnica giapponese contemporanea caratterizzata da questi pattern molto irregolari. BoBa Table è stato esposto nell'ambito di Echoes in Color, mostra della galleria messicana Lux Feminae tenutasi a New York nella primavera 2024, che ha visto la partecipazione di vari artisti emergenti. 

Leonardo Possati e Carmen Puig, tavolo BoBa Courtesy Leonardo Possati

BoBa table: tavolo/totem realizzato da Leonardo Possati insieme a Carmen Puig


Foldy è un altro progetto che ho realizzato sempre per il corso di Advanced Manufacturing Methods, questa volta tramite il taglio al plasma. Si tratta di una rastrelliera dove riporre la legna destinata al camino; nasce da una prima sperimentazione di vari tagli su un unico foglio piatto, seguita da una piegatura di precisione effettuata a mano per ridurre al minimo gli scarti del materiale in eccesso.Foldy Courtesy Leonardo Possati

Rastrelliera per legna da ardere Foldy


Infine, c'è Otio, che è stato come il preambolo della mia tesi di laurea alla Parsons: una collezione dedicata alla convivialità, composta da tre arredi in legno, costruiti soltanto tramite giunzioni a incastro. Ci sono uno sgabello che può anche essere utilizzato come schacchiera, una lampada da terra e un tavolino che serve anche per riporre la bottiglia di vino e i calici.Otio Courtesy Leonardo Possati

Otio: sgabello, tavolino e lampada da terra


Come nasce la sua collaborazione con Malaparte Design?

Malaparte Design, fondata nel 2019 da Tommaso Rositani Suckert (pronipote dello scrittore Curzio Malaparte, pseudonimo di Kurt Erich Suckert, ndr), crea reinterpretazioni moderne degli arredi di Casa Malaparte, l'iconica villa che il suo avo aveva disegnato per sè a Capri. Ho conosciuto Tommaso tramite amici comuni e ho inziato a collaborare con lui grazie a un tirocinio dopo il primo anno di master. Si tratta di arredi degli anni Trenta che proponiamo in serie limitata e numerata, con dodici pezzi al mondo, tramite la Gagosian Gallery qui a New York.Leonardo Possati e Carmen Puig, tavolo BoBa Courtesy Leonardo Possati

BoBa Table


Quali sono i suoi programmi per i prossimi anni?

Al momento sto ancora esplorando il mio design language: nelle mie creazioni vorrei inserire sempre un dettaglio giocoso, che cambia il punto di vista dell'utente rispetto al prodotto. Mi trovo molto bene a New York, che però vedo più interessante come piattaforma commerciale che come luogo di manifattura. In futuro, vorrei aprire un mio studio vicino a Bologna, in modo da organizzare la produzione con falegnami che conosco, artigiani del made in Italy, tornando a casa con il bagaglio di formazione alla Parsons e la rete di contatti che ho costruito a New York in questi anni.Leonardo Possati, rastrelliera per legna da ardere Foldy Courtesy Leonardo Possati

Foldy

Leonardo Possati, collezione Light Lines, lampada Cristallo Courtesy Leonardo Possati

Light Lines, Cristallo

Tutte le immagini courtesy Leonardo Possati
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