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Il Foro Italico di Roma si prepara a cambiare volto

Il Campo Centrale del Tennis, cuore pulsante degli Internazionali d'Italia, diventerà un'arena con copertura mobile, in grado di ospitare eventi sportivi e concerti lungo tutto l'arco dell'anno

Il refurbishment del Campo Centrale del tennis al Foro Italico di Roma
Scritto da Eugenio Petrillo -

Il Foro Italico si prepara a cambiare volto, e questa volta non si tratta di un semplice maquillage, ma di una trasformazione strutturale destinata a incidere in profondità sul profilo sportivo e urbano di Roma. Il Campo Centrale del Tennis, cuore pulsante degli Internazionali d'Italia, diventerà un’arena contemporanea con copertura mobile, capace di vivere dodici mesi all’anno e non più soltanto durante le due settimane del grande torneo sulla terra rossa.

Nei giorni scorsi, l’Assemblea capitolina ha approvato in via definitiva il progetto di riqualificazione architettonica e funzionale del cosiddetto "Centrale" del Foro Italico, concludendo il percorso progettuale avviato da Sport e Salute insieme al Ministero della Cultura, alla Regione Lazio, al CONI e a Roma Capitale.

Il progetto è stato di recente presentato allo stand di Roma Capitale al Mipim, il Marché international des professionnels de l'immobilier, tenutosi dal 9 al 13 marzo a Cannes. Il rendering racconta un impianto completamente ripensato: copertura retrattile, ampliamento della capienza, nuovi spazi hospitality, aree commerciali e servizi integrati in un distretto sportivo che supera i venti ettari.

 

Al Foro Italico una nuova arena da 12.500 posti

Il nuovo 'Centrale' del Tennis al Foro Italico - Sport e Salute Courtesy Roma Capitale


Il dato più immediato riguarda la capienza: grazie all'introduzione di nuove file di sedute e postazioni per i commentatori integrate nella struttura, il nuovo Centrale potrà accogliere fino a 12.500 spettatori, circa duemila in più rispetto all’assetto originario, con una capienza destinata ad aumentare ulteriormente in occasione di eventi non prettamente sportivi. Un numero che lo proietta tra le grandi arene europee e che risponde a standard internazionali sempre più stringenti.

A questo si affianca un intervento strutturale significativo: è prevista una copertura complessiva di 6.500 m2 fissi e 1.700 m2 mobili, pensata per garantire l’utilizzo dell’impianto durante tutto l’arco dell’anno. Inoltre, su un’area di 2.000 m2 saranno realizzate quattro terrazze panoramiche affacciate sul Tevere e sul parco, elementi che contribuiranno a ridefinire l’esperienza complessiva dello spettatore.

L’investimento complessivo stimato è di circa 60 milioni di euro. I lavori partiranno subito dopo l’edizione 2026 degli Internazionali – in programma dal 28 aprile al 17 maggio e, secondo il cronoprogramma aggiornato, dovrebbero concludersi entro l’estate 2027, con un’accelerazione rispetto alle prime ipotesi che parlavano di fine anno prossimo.

L’obiettivo dichiarato è rendere l’impianto operativo per circa 150 giorni all’anno, ospitando eventi di almeno 18 discipline sportive diverse, oltre a concerti e spettacoli. Il Foro Italico non sarà più un contenitore “a intermittenza”, ma un’infrastruttura permanente, viva e produttiva, con lounge panoramiche, uffici, fan village e spazi logistici all’altezza delle grandi capitali europee. Determinante, sul piano amministrativo, è stata la soluzione di alcuni nodi giuridici legati all’usufrutto dell’area, ora esteso fino al 2100, garantendo così stabilità e sostenibilità al progetto nel lungo periodo. Dietro questa trasformazione c’è anche un articolato percorso progettuale.

La riqualificazione del Campo Centrale nasce infatti all’interno di un concorso internazionale di progettazione in due fasi promosso da Sport e Salute, pensato per coniugare innovazione tecnologica e rispetto dell’identità architettonica del complesso del Foro Italico. L'intervento prevede l’introduzione di una nuova copertura mobile – che consentirà all’arena di funzionare sia in configurazione sia indoor che outdoor – il restyling architettonico delle facciate in coerenza con il contesto storico del Foro Italico, e l’adeguamento agli standard ATP e WTA.

 

Flessibilità funzionale e sostenibilità ambientale

Il nuovo 'Centrale' del Tennis al Foro Italico - Sport e Salute Courtesy Roma Capitale


La futura copertura retrattile, costituita da una struttura ovale in acciaio sostenuta da quattro pilastri principali e da una colonnata perimetrale, è stata pensata nel rispetto dei limiti altimetrici attuali, integrandosi con le volumetrie esistenti e con la griglia urbana che caratterizza l’area. Non un oggetto estraneo, dunque, ma una struttura armonica, progettata per dialogare con il contesto monumentale e con l’impianto razionalista del complesso sportivo.

L’apertura centrale sopra il campo è coperta da pannelli mobili che scorrono su guide integrate, consentendo diverse configurazioni per garantire la massima flessibilità funzionale e, di conseguenza, permettere l'utilizzo dell'impianto lungo tutto l'arco dell'anno.

Grande attenzione è stata dedicata alla sostenibilità ambientale e all’efficienza strutturale: geometrie essenziali per contenere i costi, riduzione delle interferenze con le strutture esistenti, soluzioni tecnologiche orientate all'utilizzo di fonti rinnovabili, al risparmio energetico e al controllo climatico. L’involucro completo consentirà infatti di gestire temperatura e comfort interno, trasformando il Centrale in un’arena pienamente fruibile in ogni stagione.

Anche l’accessibilità è stata ripensata in chiave urbana: l’impianto sarà permeabile su più lati, connesso ai percorsi pedonali e integrato in un sistema che supera la dimensione del singolo stadio per configurarsi come distretto sportivo evoluto.

In questo equilibrio tra tutela e innovazione si gioca la vera sfida del progetto: preservare la memoria di un luogo simbolo dello sport italiano e, allo stesso tempo, proiettarlo dentro una nuova era. La copertura retrattile non è soltanto un elemento tecnico, ma il simbolo di una metamorfosi più ampia: quella di un impianto storico che ambisce a diventare una delle arene multifunzionali di riferimento in Europa.

 

Da tempio dello sport italiano a casa del basket di vertice

Il nuovo 'Centrale' del Tennis al Foro Italico - Sport e Salute Courtesy Roma Capitale


La vera svolta, però, è nella vocazione futura dell’impianto. La copertura non serve soltanto a proteggere il tennis dalla pioggia: rappresenta pure la chiave per trasformare il Centrale in una casa stabile anche per il grande basket.

Già nei mesi scorsi il presidente federale Gianni Petrucci aveva indicato il Foro Italico come possibile sede ideale per una competizione continentale di nuova generazione. Un’ipotesi rafforzata dalle interlocuzioni con Andreas Zagklis e dalle mosse sempre più concrete della NBA sul fronte europeo. Il timing dei lavori – estate 2027 – si intreccia infatti con la nascita di NBA Europe, progetto che la lega statunitense sta sviluppando in sinergia con FIBA e che punta a partire nell’ottobre dello stesso anno.

Negli ultimi mesi, lo scenario romano ha assunto contorni molto più concreti rispetto al passato. Dopo l’uscita di scena della Virtus Roma dalla Serie A nel dicembre 2020, la Capitale è rimasta fuori dal basket che conta. Ma ora il ritorno non è più soltanto una suggestione.

Una cordata internazionale guidata da Donnie Nelson si sarebbe presentata alle istituzioni cestistiche con un preaccordo per acquisire il titolo sportivo della Vanoli Cremona, attualmente nella massima serie. Nelson, figura di spicco del basket americano, avrebbe coinvolto nel progetto anche nomi di enorme peso come Dirk Nowitzki e Luka Doncic, oltre a professionisti di comprovata esperienza internazionale. Nel gruppo operativo figura anche Rimantas Kaukenas, profondo conoscitore del basket italiano, presentato come referente sul territorio.

Sul piano logistico, l’accordo con Eur Spa consentirebbe di utilizzare il PalaEur già dalla prossima stagione, in attesa del completamento dei lavori al Foro Italico. Una soluzione ponte, con l’obiettivo dichiarato di trasferirsi nel nuovo Centrale non appena sarà disponibile. Il progetto NBA Europe prevede una lega a 16 squadre, 12 con licenza permanente e quattro a rotazione. Nei piani strategici, l’Italia dovrebbe essere rappresentata da Milano e Roma. Il dossier romano resta competitivo, anche se la partita sugli investitori e sulle licenze è ancora aperta e si gioca su scala internazionale.

 

Una nuova dimensione per Roma

La copertura del Centrale non è soltanto un intervento architettonico: è una dichiarazione di ambizione. Significa collocare Roma dentro un circuito globale di eventi, rendere il Foro Italico un hub multifunzionale capace di dialogare con le grandi arene europee e attrarre capitali, turismo e visibilità. Se il cronoprogramma sarà rispettato, l’estate 2027 potrebbe segnare uno spartiacque: un impianto rinnovato, una città pronta a riabbracciare il basket di vertice e un progetto internazionale che guarda alla Capitale come mercato strategico.

Il Foro Italico, nato come tempio dello sport italiano, si candida così a diventare una piattaforma moderna e polivalente. Non più solo teatro di finali sulla terra rossa, ma arena coperta capace di ospitare il futuro. E Roma, dopo anni di attesa, torna a intravedere un posto al tavolo dei grandi.

 

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Credits

Location: Rome, Italy
Status: ongoing
Project by Sport e Salute
Renderings courtesy of Roma Capitale

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