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Gloria Cabral: l’impronta etica e sociale del progettare

L’architetta brasiliana e paraguayana ha condiviso la sua visione di architettura in occasione della rassegna culturale di Cersaie 2025

Conferenza di Gloria Cabral al Cersaie 2025
Scritto da Redazione The Plan -

Gloria Cabral ha portato a Cersaie un'architettura sociale e collettiva, raccontando il suo approccio progettuale che affonda le radici nel territorio e si lega profondamente all’uso di materiali poveri e di recupero.

Il 24 settembre 2025 il programma culturale di Cersaie Costruire, abitare, pensare, dedicato all’architettura e al design contemporanei, ha ospitato la conferenza di Gloria Cabral. La rassegna di quest’anno si è distinta per una rappresentanza quasi totale di progettiste donne, tra cui Elizabeth Diller o Ángela García de Paredes, provenienti da diverse aree geografiche del mondo, che attraverso i loro lavori hanno condiviso sguardi e prospettive progettuali.

Gloria Cabral, architettura radicata nel territorio

Gloria Cabral Cersaie 2025 Courtesy Cersaie


Nata a San Paolo e trasferitasi durante l’infanzia in Paraguay, Gloria Cabral è rinomata per la sua architettura sostenibile e l'uso ingegnoso dei materiali. Per 17 anni è stata socia dello studio Gabinete de Arquitectura, con cui ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 2016. Tra i suoi riconoscimenti figurano anche il mentorato di Peter Zumthor nel 2014 e il Global Award for Sustainable Architecture nel 2021. Attualmente dirige il suo studio a Laguna, in Brasile.

L’architetta ha presentato a Cersaie una selezione di opere di diversa natura, accomunate dai principi che orientano la sua ricerca progettuale. Ogni progetto nasce da una profonda lettura del luogo e del contesto sociale e culturale in cui si inserisce. A caratterizzarli è soprattutto l’impiego di materiali di scarto e recupero – in particolare mattoni – reinterpretati con grande sensibilità.

>>> Scopri anche la conferenza di Ángela García de Paredes

I progetti presentati a Cersaie 

Gloria Cabral Cersaie 2025 Courtesy Cersaie


Il Centro di riabilitazione pediatrica Telethon in Paraguay, con cui la relatrice apre la conferenza, incarna pienamente la sua filosofia progettuale. Realizzato grazie all’uso estensivo del mattone, materiale recuperato da demolizioni precedenti, il centro è un'infrastruttura di assistenza sanitaria e sociale, capace di offrire supporto concreto in un Paese dalle risorse limitate.

Anche il padiglione di Casa Wabi, fondazione artistica a Oaxaca in Messico, è realizzato con materiali di riciclo. L’opera risponde a una duplice finalità, funzionale e comunitaria: da un lato, creare uno spazio dedicato alla trasformazione dei rifiuti organici in compost per i giardini della fondazione e per le comunità circostanti; dall’altro, offrire un luogo di incontro dove svolgere lezioni sulla produzione di compost.

I temi che contraddistinguono l’indagine progettuale della relatrice trovano una significativa espressione nell’installazione “Debris of History, Matters of Memory” alla Biennale di Venezia del 2023. Si tratta di un "arazzo di mattoni", fatto di detriti di costruzione e rifiuti minerari provenienti da Bruxelles, ex metropoli coloniale del Congo, i cui motivi evidenziano il valore dello scarto e il potenziale di queste risorse. L'unione di tre visioni diverse – dell’architetta insieme all’artista visivo Sammy Baloji e alla storica dell’arte Cécile Fromont – ha dato corpo a un’opera dal forte impatto comunicativo ed emotivo, che collega e interroga le storie di sfruttamento minerario e coloniale tra Sud America e Africa centrale.

Gloria Cabral Cersaie 2025 Courtesy Cersaie


La conferenza procede con la presentazione di altri due progetti dal profondo valore comunitario, una residenza per studenti e il centro di stoccaggio e distribuzione del ghiaccio a Laguna, in Brasile. Un intervento quest'ultimo di spiccata sensibilità, che recupera un edificio pubblico abbandonato per restituirlo alla comunità locale di pescatori, rispondendo all'ostacolo economico della mancanza di ghiaccio necessario per conservare il pescato.

I lavori presentati rivelano nel complesso un forte radicamento nella sostenibilità etica, un orientamento al riscatto sociale e alla valorizzazione delle risorse limitate.

L’intervento in fiera si è concluso con alcune immagini dello studio personale dell’architetta, uno spazio che rispecchia la sua sensibilità progettuale, e con l’invito, rivolto alla platea, di visitarlo di persona.

>>> Scopri anche la Lectio Magistralis di Elisabeth Diller al Cersaie 2025

 

Tutte le immagini: courtesy Cersaie

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