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"Sotto gli occhi di nessuno", una raccolta di immagini per non dimenticare

L’indagine fotografica di Fabio Mantovani, pubblicata da Quodlibet, è incentrata sulla memoria degli attentati di varia matrice che hanno colpito l’Italia dagli anni Settanta ai primi Duemila

Sotto gli occhi di nessuno di Fabio Mantovani, Quodlibet
Scritto da Redazione The Plan -

Sotto gli occhi di nessuno” è un intenso racconto per immagini della violenza e del terrore di un periodo sensibile della recente storia nazionale italiana, ultima opera del fotografo bolognese Fabio Mantovani. Il volume, a cura di Arianna Rinaldo per Quodlibet Edizioni, include testi di Michelangelo Pivetta e Cinzia Venturoli.

Dell'estremismo politico armato degli anni di piombo alle stragi mafiose, un’ondata di tensione ha attraversato l’Italia dalla fine degli anni ‘60 ai primi del duemila. Un lungo periodo percorso da timori e misteri mai del tutto chiariti, che hanno lasciato ferite profonde nella memoria collettiva.

 

"Sotto gli occhi di nessuno", i veicoli protagonisti delle immagini

Sotto gli occhi di nessuno - Fabio Mantovani © Fabio Mantovani

Relitto del DC9 Itavia precipitato  a Ustica il 27 giugno 1980


Il fotografo decide di raccontare questi anni in un modo particolarmente suggestivo, attraverso le immagini dei mezzi di trasporto coinvolti in questi episodi. Spiega Mantovani:

«Due le motivazioni di questa scelta: per mostrare la cruda realtà dei resti, colti in una atmosfera notturna che rende lampante il testimone materiale, e per la vicinanza e la confidenza che ciascuno di noi ha con questi mezzi, quotidianamente per le automobili, saltuariamente per velivoli e treni. Si annulla così la distanza emotiva del riguardante, amplificando l’attenzione sul fatto».

Sotto gli occhi di nessuno - Fabio Mantovani © Fabio Mantovani

Dettaglio del baule della Renault 4 dove venne fatto ritrovare il corpo dell’onorevole Aldo Moro il 9 maggio 1978 a Roma


Cinque anni di lavoro, di riflessione e ricerca solitaria e condivisa, hanno dato alla luce una narrazione fotografica toccante e profondamente evocativa. Il sequestro Moro, l’attentato di Bologna, le stragi di Capaci e Via D’Amelio, l’incidente aereo di Ustica, sono alcuni dei tragici eventi rievocati dall’indagine fotografica.

 

Una memoria viva e presente

Sotto gli occhi di nessuno - Fabio Mantovani © Fabio Mantovani

Fiat Croma dove viaggiava il giudice Flacone assieme alla moglie e a un agente sopravvissuto coinvolta nell’attentato di Capaci, 23 maggio 1992


Le fotografie parlano al lettore con un linguaggio forte e diretto. I veicoli, al centro dell'inquadratura, emergono nel buio come unici soggetti della scena. I colori saturi, uniti a una luce bianca e dura, che traccia ombre decise sugli oggetti, mettono drammaticamente in risalto squarci, ammaccature, fori di proiettile, segni materiali degli accaduti di cui si fanno silenziosi testimoni.Sotto gli occhi di nessuno - Fabio Mantovani © Fabio Mantovani

La Opel Ascona taxi recuperata sotto le macerie della stazione dopo l’attentato del 2 agosto 1980, divenuta uno dei simboli della strage


Gli oggetti diventano simulacri e testimoni del dolore e della violenza, viva e umana, di chi quegli eventi li ha vissuti, da vittima o carnefice. L’esistenza, inanimata e permanente, dell’oggetto, contrapposta alla fragile temporalità della vita umana, è capace di ricordarci come la memoria, individuale e collettiva, non si esaurisca nel passato ma sia parte atemporale di una coscienza attuale e futura.Sotto gli occhi di nessuno - Fabio Mantovani © Fabio Mantovani

Citroen Mehari appartenuta al giornalista Giancarlo Siani, a bordo della quale venne assassinato dalla Camorra a Napoli il 23 settembre 1985

 

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Tutte le immagini © Fabio Mantovani, courtesy l'autore

In copertina: frammenti di vetri penetrati nel corpo della sopravvissuta alla strage del rapido 904, San Benedetto Val di Sambro, 23 dicembre 1984. Nel corso dei decenni sono stati espulsi e conservati, la fotografia li ritrae sulla stessa borsetta e nella stessa posizione che la vittima aveva al momento della deflagrazione

 

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