Nell'ambito del GENS Public Programme della 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, si è svolto il workshop “The Fabbrica dell’Aria 2.0 Experiment. Nature as Technology” presso lo Speakers' Corner delle Corderie dell’Arsenale. L’iniziativa, promossa da PNAT (Plant Neurobiology and Architecture Team) con il supporto di A2A, Ottagono e Ricehouse, ha approfondito il rapporto tra natura, tecnologia e benessere, proponendo soluzioni innovative per un abitare più sostenibile e salutare.
Durante il talk, a cui hanno partecipato Stefano Mancuso cofondatore di PNAT insieme all’architetto Antonio Girardi; Camilla Pandolfi, CEO e cofondatrice di PNAT; Tiziana Monterisi, Ceo e Co-founder Ricehouse; Marco Coggi, Head of Group Real Estate A2A; Mattia Bedin, General Manager di Ottagono Green Architecture; sono stati presentati i risultati dell'esperimento di bio-filtrazione dell'aria in ambienti indoor attraverso il dispositivo “Fabbrica dell'Aria”, illustrando le sue possibili applicazioni, insieme a nuove tecnologie costruttive bioispirate e a materiali sostenibili per l'abitare del prossimo futuro.

L’installazione ed esperimento scientifico “Fabbrica dell’Aria”, disegnata dall'architetto Antonio Girardi, rappresenta un esempio concreto di come le piante e le tecnologie bioispirate possano migliorare la qualità dell’aria negli ambienti indoor.
La struttura ottagonale, realizzata con materiali sostenibili e riciclabili, si configura come un laboratorio di biofilia che sfrutta le capacità depurative delle piante attraverso un sistema brevettato Stomata®. Questo sistema amplifica l’azione naturale delle piante, convogliando l’aria esterna in una teca di vetro dove le comunità microbiche benefiche e le radici degradano e assorbono gli inquinanti prima che l’aria raggiunga le foglie. Il risultato è un ambiente interno più salubre, capace di ridurre sostanze nocive come i composti organici volatili (COV), formaldeide, particolato fine e muffe.
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L’aspetto innovativo di “Fabbrica dell’Aria” risiede anche nella sua sostenibilità: l’intera struttura è realizzata con acciaio inossidabile riciclabile e rivestimenti ecologici prodotti da Ricehouse, che utilizza scarti di riso come la lolla, mescolati con calce aerea. Grazie a sensori avanzati, i visitatori possono monitorare in tempo reale il processo di depurazione e verificare l’efficacia scientifica del sistema che, secondo i test condotti con standard internazionali, ha dimostrato di abbattere oltre il 70% degli inquinanti indoor, trovando applicazione in ambienti come uffici, scuole e ospedali. La versione stand-alone, presentata alla Biennale, può raggiungere portate di aria pura fino a 170 m³/h, offrendo una soluzione efficace e accessibile per migliorare la qualità dell’aria negli spazi chiusi.
Dalla fine del 2025, l’esperimento proseguirà in condizioni reali negli uffici dell’headquarter di A2A.
Cover image: © Giulio Boem, courtesy of La Biennale di Venezia