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Cosa vedere a Expo Osaka 2025

I padiglioni più significativi dell’Esposizione Universale di quest’anno secondo THE PLAN

Expo Osaka 2025, Designing Future Society for Our Lives
Scritto da Redazione The Plan -

Dopo le edizioni del 1970 e del 1990, la città giapponese di Osaka torna a ospitare l’Expo, che quest'anno vede la partecipazione di 160 Paesi. Fino al 13 ottobre 2025, l’isola di Yumeshima accoglie l’Esposizione Universale dedicata al tema Designing Future Society for Our Lives (ovvero Delineare la società del futuro per le nostre vite), un invito a riflettere su nuovi modelli di società capaci di rispondere alle sfide ambientali, sociali e tecnologiche del presente.

I 188 padiglioni dell’Esposizione, organizzati attorno a tre sottotemi principali – Saving Lives, Empowering Lives, Connecting Lives sono veri e propri dispositivi narrativi che traducono in architettura identità culturali, visioni progettuali e prospettive sul futuro.

Ecco i progetti da non perdere secondo THE PLAN.

 

Padiglione Italia: Art Regenerates Life

Padiglione Italia - Mario Cucinella Architects (MCA) ©Yumeng Zhu, courtesy Mario Cucinella Architects (MCA)

© Yumeng Zhu, courtesy MCA - Mario Cucinella Architects


Il Padiglione Italia, firmato MCA - Mario Cucinella Architects, è un laboratorio aperto, relazionale, un «ecosistema vivente» che racconta il Paese attraverso una serie di esperienze sensoriali e narrative

Una struttura modulare in legno, leggera e permeabile, in grado di filtrare la luce naturale, accoglie un percorso espositivo che si snoda attraverso diversi ambienti: dagli Atelier della creatività, dove si esplorano manifattura, arte e ricerca, al Teatro, che fonde scenografia digitale e performance dal vivo. Uno spazio intimo e contemplativo ospita La Deposizione di Caravaggio, mentre l’area dei Territori italiani racconta eccellenze e tradizioni locali. Cuore concettuale del progetto è la Città Ideale, piattaforma di riflessione sulle città future. Infine il Giardino all’Italiana sul tetto: un labirinto verde dove biodiversità e progetto si fondono evocando l’armonia tra natura e sapere umano.

Sintesi dell’incontro tra tradizione e innovazione, bellezza e sostenibilità, il Padiglione è un manifesto concreto della visione italiana di un nuovo modello di città responsabile, inclusiva e condivisa.

In questo contesto, il 5 settembre, l’Auditorium del padiglione ha ospitato la cerimonia del Compasso d’Oro International Award, promossa da ADI – Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con il Commissariato Generale per l’Italia a Expo 2025. La giuria internazionale ha conferito 20 Compassi d’Oro e  35 Menzioni d’Onore a progetti provenienti da tutto il mondo, selezionati per l’intuizione nell’interpretare il tema dell’Esposizione Universale “Designing Future Society for Our Lives”.

Le cupole Binishell all'Expo '70 di Osaka Courtesy Dante Bini

Le Binishell intorno al Fuji Goup Pavilion di Expo '70, progettato da Kenzo Tange, autore anche del masterplan dell'Esposizione Universale. Il sistema Binishell è la più nota tra le invenzioni dell'architetto emiliano Dante Bini: utilizzato in oltre 20 Paesi in tutto il mondo, questo sistema costruttivo prevede l’uso di una cassaforma pneumatica dinamica per realizzare strutture ellittiche in cemento armato, in modo da abbattere tempi e costi del cantiere

 

La Biennale di Venezia a Expo 2025: Nest Of Silence


All’interno del giardino pensile del Padiglione Italia prende vita Nest of Silence, installazione sonora firmata da Caterina Barbieri, nuova direttrice artistica della Biennale Musica. L’opera, concepita appositamente per questo contesto, trasforma il giardino in un paesaggio immersivo, dove natura e artificio dialogano attraverso il suono. Sintetizzatori modulari, registrazioni ambientali e frammenti elettronici si intrecciano in una composizione mutevole, capace di amplificare il silenzio come spazio di ascolto attivo.

Realizzata in collaborazione con la field recorder Sarah Keirle, il sound designer Thierry Coduys e l’artista Ruben Spini, Nest of Silence riflette sul rapporto tra il vivente e il tecnologico, in sintonia con il tema L’arte rigenera la vita.

 

Masterplan Grand Ring: «un unico cielo condiviso»

Grand Ring - Sou Fujimoto Architects © Iwan Baan

© Iwan Baan


Progettato da Sou Fujimoto, il Grand Ring è la struttura simbolo di Expo 2025: un colossale anello in legno di due km di circonferenza che racchiude l’intero sito espositivo. Con un diametro esterno di 700 metri e un volume di legno impiegato pari a 20.000 m³ – per il 70% hinoki (cipresso) e sugi (cedro) di provenienza locale – la struttura è stata riconosciuta come la più grande architettura in legno al mondo.

Realizzato senza chiodi, con giunti tradizionali nuki tipici dei templi giapponesi, l’anello sintetizza artigianato ancestrale e innovazione tecnologica. Ospita al suo interno 47 padiglioni nazionali e offre un percorso coperto e accessibile, che protegge i visitatori dagli agenti atmosferici e restituisce una vista aperta sulla baia di Osaka

Per Fujimoto, il Grand Ring è metafora di un «unico cielo condiviso» sotto cui le differenze si accostano in armonia: un microcosmo di convivenza e relazione, dichiarazione concreta di come l’architettura possa oggi farsi luogo di connessione e speranza.

 

Padiglione dell'Austria: Composing the Future

Padiglione Autria @ Stefan Schilling, courtesy Expo Austria

 © Stefan Schilling, courtesy Expo Austria


Nel padiglione austriaco la musica si fa metafora di una comunità globale in cui uomo, natura e tecnologia generano un’armonia condivisa. Progettato da BWM Designers & Architects, uno spartito di oltre 16 m a forma di spirale incarna il legame tra tradizione culturale e innovazione tecnologica. Questo spartito in legno, realizzato con oltre 40 m3 di abete rosso forniti da Hasslacher Group, diventa un nastro digitale che invita a un’esperienza architettonica nella quale esplorare tecnologie e soluzioni per una società più sostenibile e inclusiva.

Sostenibilità e altissima competenza artigianale sono i punti di forza del progetto: la struttura, ispirata ai principi delle fasce geodetiche, è composta da lamelle di abete rosso ad alta resistenza, piegate e tassellate a formare una sezione trasversale stabile e autoportante, e progettata in modo che ogni componente possa essere smontato e riutilizzato.

Con il motto Composing the future, il padiglione si distingue in quanto capolavoro di artigianato, valorizzando il ruolo dell'Austria come centro di innovazione, ricerca e tecnologia.

 

Better Co-Being: un padiglione etereo come una nuvola

Better Co-Being - SANAA con Hiroaki Miyata © Iwan Baan

© Iwan Baan


«Come possiamo condividere meglio le risorse, invece di lottare per ottenerle? Come possiamo rispettarci e connetterci, invece di tracciare confini che ci dividono?». Con Better Co-Being, lo studio giapponese SANAA firma, in collaborazione con il data scientist Hiroaki Miyata, uno dei progetti più evocativi di Expo 2025.

Immerso nella "Foresta della Tranquillità", il padiglione è una struttura aperta, leggera e impalpabile, pensata per fondersi con il paesaggio più che dominarlo. Un tetto fluttuante a griglia, sospeso a undici metri da terra grazie a sottili colonne in acciaio, definisce lo spazio senza recintarlo, trasformando l’architettura in una presenza eterea, simile a una nuvola.

Il progetto riflette su un nuovo modo di vivere: condividere risorse, rispettare le differenze e immaginare il futuro come un’esperienza collettiva. Attraverso un percorso in tre sequenze – tra persone, tra individui e mondo, tra umanità e futuro – i visitatori sono invitati a «risuonare» insieme, esplorando affinità e differenze. Guardare il cielo diventa un gesto semplice ma potente, simbolo di coesistenza e speranza condivisa.

 

EARTH MART: un manifesto ecologico

EARTH MART ©︎ Katsumasa Tanaka, courtesy Kengo Kuma & Associates

©︎ Katsumasa Tanaka, courtesy Kengo Kuma & Associates


Progettato da Kengo Kuma & Associates in collaborazione con Kundo Koyama, EARTH MART è un manifesto ecologico che unisce tradizione costruttiva e riflessione critica sul consumo. In controtendenza rispetto all’uso diffuso del legno, Kuma sceglie un materiale ancestrale e carico di significati, la paglia, proveniente da cinque diverse località giapponesi, per rievocare il ruolo del satoyama — il paesaggio rurale tradizionale che riflette un’antica alleanza tra uomo e ambiente.

All’interno, il padiglione assume la forma di un supermercato alternativo, dove il valore del cibo viene misurato non in denaro ma in impatto ambientale e umano. Tra installazioni immersive e oggetti iconici — come il grande lampadario fatto con 28.000 uova, il numero medio consumato da un giapponese nella vita — EARTH MART spinge a ripensare la nostra relazione con il cibo. Una critica diretta alle logiche dell’iperconsumo attraverso un’architettura testimone di antica saggezza costruttiva sostenibile.

 

Padiglione della Francia: A Hymn to Love

Padiglione Francia © Julien Lanoo, courtesy Coldefy&CRA

© Julien Lanoo, courtesy Coldefy & CRA


Un Inno all’Amore: Il Padiglione della Francia si presenta come un «teatro della vita» che accoglie i visitatori in un percorso emozionale e concettuale articolato in tre movimenti interconnessi: amore per sé stessi, per l'altro, per la natura

Ideato dagli studi Coldefy e CRA – Carlo Ratti Associati, il progetto è un invito profondo a rispondere alle sfide sociali e ambientali attraverso un impegno al contempo individuale e collettivo. La facciata, schermata da tende di tessuto alte 17 m e animata da aste di acrilico trasparente sospese, insieme alla scenografica scalinata rivestita in rame, restituisce l’immagine di un palcoscenico aperto, fluido, immersivo.

All'interno, lo studio di design GSM Project ha collaborato con l’artista contemporanea Justine Emard per realizzare un'esposizione immersiva sotto il tema del battito, di un cuore pulsante. Ispirato alla leggenda giapponese dell’Akai Ito, il filo rosso invisibile che lega due destini, il padiglione simboleggia il legame d’amore tra Francia e Giappone.

Con A Hymn to Love, la Francia mette in scena la propria visione del futuro: un’alleanza tra ingegno umano, rispetto per il vivente e bellezza condivisa.

 

Padiglione della Repubblica Ceca: Talent and Creativity for Life

Padiglione Repubblica Ceca © BoysPlayNice, courtesy Apropos Architects

© BoysPlayNice, courtesy Apropos Architects


Firmato dallo studio Apropos Architects, il Padiglione della Repubblica Ceca interpreta il tema dell’energia vitale e dello sviluppo continuo. Una spirale architettonica in legno e vetro avvolge il visitatore in un percorso ascensionale lungo 260 m, che culmina in una terrazza panoramica facendosi metafora di crescita personale e collettiva

La struttura trasparente, collocata in posizione strategica a Osaka, richiama con sensibilità il padiglione ceco del 1970, omaggiando la tradizione vetraria nazionale grazie all’uso di vetro artistico che trasforma la luce naturale in materia espositiva. Al centro del padiglione, un auditorium multifunzionale si integra con il percorso espositivo, mentre installazioni di Rony Plesl, Jakub Matuška, Alfons Mucha e Lasvit guidano i visitatori in un viaggio immersivo tra arte e architettura. Un padiglione che unisce movimento e contemplazione, corpo e pensiero, in un'espressione architettonica limpida ed evocativa.

 

Padiglione della Spagna: Kuroshio Current

Padiglione Spagna @archexist, courtesy EXTUDIO, ENORME Studio e Smart & Green Design

@archexist, courtesy Expo Spain


Il Padiglione spagnolo, firmato EXTUDIO, ENORME Studio e Smart & Green Design, prende forma attorno al tema dell’oceano, risorsa vitale per il pianeta e legame storico tra Spagna e Giappone. Lontano dalla monumentalità tipica delle esposizioni universali, il progetto propone un'architettura aperta e accogliente ispirata alle piazze mediterranee, luoghi di sosta, di incontro e riflessione.

L’esperienza si sviluppa lungo una rampa che simula un’immersione negli abissi, tra tonalità blu e installazioni interattive dedicate alla sostenibilità, alla blue economy e all’identità culturale spagnola. Completamente smontabile e riutilizzabile, il padiglione adotta un sistema costruttivo circolare basato su elementi lignei assemblati a secco, che riducono al minimo l’impatto ambientale. Uno spazio vivo, dove mare e sole diventano metafora di un’identità accogliente e proiettata verso un futuro sostenibile.

 

Padiglione del Bahrain: Connecting Seas

Padiglione Bahrain - Lina Ghotmeh Architecture © Iwan Baan

© Iwan Baan


Per il Padiglione del Regno del Bahrein, intitolato Connecting Seas - A Journey Through the Senses, l’architetta Lina Ghotmeh firma una struttura potente e poetica che fonde memoria marittima e sensibilità contemporanea. Realizzato con oltre 3.000 pezzi di cedro giapponese non ingegnerizzato, il padiglione rievoca la trama intrecciata dei dau, le imbarcazioni tradizionali del Golfo Persico, e le vele spiegate al vento, richiamate anche dall’involucro bianco che lascia filtrare la luce. Il legno, protagonista del progetto, attiva un dialogo profondo tra l’artigianato navale del Bahrein e la precisione costruttiva giapponese, trasformando l’architettura in un ponte culturale tra due mondi affacciati sul mare.

Il tema Connecting Seas guida un percorso espositivo esperienziale che esplora il legame del Bahrain con il mare attraverso i sensi. Le gallerie raccontano la trasformazione del Paese da porto commerciale a hub globale per turismo e finanza, toccando temi come il commercio, la perlicoltura, l’ecologia e la manifattura. L’allestimento, firmato da Shepherd Studio, è arricchito da proiezioni dinamiche e da uno spazio dedicato alla promozione del Bahrain come destinazione di investimento. Un progetto che fonde forma e contenuto per raccontare un’identità in costante dialogo tra tradizione e futuro.

 

Padiglione del Regno Unito: Come Build The Future

Padiglione UK © Hufton+Crow, courtesy Expo UK

© Hufton+Crow, courtesy Expo UK


blocchi da costruzione dei giochi dell’infanzia diventano l’ispirazione per celebrare il potere trasformativo delle idee semplici nel Padiglione del Regno Unito, opera di WOO architects.  Ogni elemento architettonico, modulare e ripetibile, si fa metafora di un pensiero che può crescere e innescare soluzioni globali. Attraverso un percorso digitale interattivo, il progetto racconta la storia dell’innovazione britannica, dai pionieristici traguardi scientifici alle più recenti sfide affrontate con creatività e spirito di collaborazione.

Il Padiglione si configura come una piattaforma di scambio, un invito concreto a costruire insieme un futuro fondato sulla condivisione delle idee.

 

Padiglione USA: Imagine What We Can Create Together

Padiglione USA © Hufton+Crow, courtesy Expo USA

© Hufton+Crow, courtesy Expo USA


Progettato da Trahan Architects con BRC Imagination Arts, ES Global e Alchemy, il Padiglione degli Stati Uniti, simbolo di innovazione e collaborazione culturale, fonde riferimenti all’architettura tradizionale giapponese con la forza creativa dello spirito americano

Due edifici triangolari contornano una piazza centrale, ispirata ai ponti giapponesi; al centro, un cubo traslucido fluttuante, richiamo ai torii, i tradizionali portali che segnano l’ingresso a luoghi sacri, funge da soglia tra la vitalità dell’esterno e la quiete del giardino interno, generando un dialogo tra monumentalità e leggerezza.

L’interno accompagna i visitatori in un viaggio che esplora le possibilità del pensiero condiviso, attraverso installazioni che celebrano cultura, imprenditorialità e nuove tecnologie, guidate dalla mascotte Spark, simbolo di creatività e futuro. Per Trey Trahan, il padiglione è «un faro che celebra le migliori idee americane sul palcoscenico mondiale, con un’architettura minimalista ma monumentale, profondamente radicata nel contesto giapponese».

 

Padiglione del Portogallo: Ocean, The Blue Dialogue

Padiglione Portogallo © Fernando Guerra, courtesy Kengo Kuma & Associates

© Fernando Guerra, courtesy Kengo Kuma & Associates


«Il mare non ha forma: è creato dalla luce e dal vento. Attraverso la corda, diamo forma al mare nell’architettura». Progetttato da Kengo Kuma, il Padiglione del Portogallo appare come una struttura eterea e vibrante, che racconta l’oceano come spazio di connessione. Intitolato Ocean, The Blue Dialogue, il progetto propone un’esperienza sensoriale e simbolica: un’architettura porosa e mutevole che accoglie i visitatori in un viaggio tra la fragilità del presente e le utopie sostenibili del futuro. Al centro, un'onda fluttuante evoca il continuo movimento del mare e dissolve i confini tra interno ed esterno.

Il progetto, nato dalla collaborazione tra artigiani e professionisti giapponesi e portoghesi, celebra il legame secolare tra i due Paesi, proponendo una riflessione poetica sulla resilienza, la memoria e l’innovazione. Costruito con materiali naturali, pensato per essere smontato e riciclato, il padiglione incarna la visione di un’architettura responsabile e profondamente umana.

 

Padiglione della Malesia: Weaving a Future in Harmony

Padiglione Malesia © Kengo Kuma & Associates, courtesy Expo Malaysia

©Kengo Kuma & Associates, courtesy Expo Malaysia


Kengo Kuma firma anche il Padiglione della Malesia, raccontando l’intreccio culturale e sociale del Paese attraverso un dialogo tra cultura, natura e tecnologia. Al centro del progetto c’è l’uso del bambù, che dà forma a una facciata composta da quasi 5.000 aste intrecciate, realizzate con tecniche digitali e ispirate al tradizionale tessuto malese songket. Questa superficie leggera e filtrante, simile a un tessuto luminoso, cattura la luce naturale e simboleggia la vitalità e l’apertura della nazione. All’interno, legno di Selangan Batu e tonalità tanamera evocano la terra rossa malese, definendo un’atmosfera calda e identitaria

Il padiglione diventa così un luogo di incontro simbolico tra Malesia e Giappone, passato e futuro, tradizione e innovazione, tessendo una trama culturale dove diverse anime convivono e si rafforzano reciprocamente.

 

Padiglione del Qatar: From the Coasline, We Progress

Padiglione Qatar - Kengo Kuma & Associates Photo by Abasa / Wikimedia Commons, Public Domain

Photo by Abasa / Wikimedia Commons, Public Domain


Il Padiglione del Qatar, quarto e ultimo di questa rassegna realizzato da Kengo Kuma & Associates per Expo Osaka 2025, coinvolge i visitatori in un viaggio attraverso il significato storico e contemporaneo delle aree costiere del Qatar. Realizzato in collaborazione con Qatar Museums, il progetto celebra la storia marittima del Paese mediorientale, il suo sviluppo sostenibile e la sua visione economica.

Il padiglione fonde la cultura del Qatar con quella del Giappone: il mare, centro di risorse e scambi commerciali, ha infatti favorito la creazione di solide relazioni bilaterali tra Qatar e Giappone, contribuendo a far prosperare entrambi i Paesi. Con una struttura in legno e una copertura bianca che evoca le vele, il design dell'edificio trae ispirazione dalle tradizionali imbarcazioni qatariote dhow e dalla maestria artigianale giapponese nella lavorazione del legno e in particolare nella tecnica kigumi, che utilizza incastri e giunzioni di precisione tra i pezzi di legno.

Il padiglione ospita al suo interno una mostra multimediale curata da OMA AMO che esplora l’identità del Qatar raccontando come sia stata plasmata dalle sue coste.

 

Padiglione dell'Arabia Saudita: Together for a Better Future

Padiglione Arabia Saudita © Nigel Young, courtesy Foster + Partners

© Nigel Young, courtesy Foster + Partners


Il Padiglione dell’Arabia Saudita, firmato Foster + Partners, traduce l’essenza degli antichi villaggi sauditi, attraverso stretti passaggi articolati in un intreccio di strade, cortili, soglie. I visitatori vengono condotti lungo ambienti che raccontano scorci di vita quotidiana ed evocano il ritmo lento delle città storiche del Regno.

Cuore del progetto è il Saudi Courtyard, luogo di quiete di giorno e di performance notturne, spazio collettivo di scambio e incontro. L’orientamento dei volumi e l’uso di simulazioni fluidodinamiche permettono un’efficace ventilazione naturale accuratamente studiata. 

Costruito con materiali a basse emissioni e dotato di sistemi fotovoltaici in copertura, il progetto si allinea agli obiettivi della Saudi Green Initiative. Primo padiglione temporaneo ad aver ottenuto la certificazione WELL Health and Safety Rating, raggiunge anche il livello più alto del sistema giapponese CASBEE, affermandosi come esempio virtuoso di architettura sostenibile.

 

Blue Ocean Dome, un padiglione per la salvaguardia del mare

Blue Ocean Dome - Shigeru Ban Architects © Hiroyuki Hirai, courtesy Shigeru Ban Architects

© Hiroyuki Hirai, courtesy Shigeru Ban Architects


Il Blue Ocean Dome, progettato da Shigeru Ban, si presenta come un’architettura-manifesto dedicata alla salvaguardia degli ecosistemi marini. Al centro del progetto, promosso da ZERI Japan, vi è l’“Osaka Blue Ocean Vision”, un impegno globale per azzerare l’inquinamento da plastica nei mari entro il 2050.

Il padiglione si articola in tre cupole – una in bambù laminato, una in carta e una in CFRP (Carbon Fiber Reinforced Plastic) – materiali inediti per applicazioni architettoniche su larga scala, scelti per la loro leggerezza, riciclabilità e semplicità di montaggio. Il CFRP, in particolare, viene qui impiegato per la prima volta come struttura portante di un edificio.

Blue Ocean Dome non è solo uno spazio espositivo, ma un vero hub internazionale per la divulgazione, la ricerca e la collaborazione, dove istituzioni, aziende e visitatori possono confrontarsi su temi cruciali come il cambiamento climatico oceanico, la rigenerazione dell’industria marina e la riduzione della plastica nei mari.

 

Padiglione Mitsubishi: un’inedita estetica del provvisorio

Padiglione Mitsubishi © Mitsubishi Expo 2025

© Mitsubishi Expo 2025


Tre forme geometriche – ellisse, rombo e rettangolo, simboli rispettivamente di vita, natura e società –danno forma al Padiglione Mitsubishi, progettato da Mitsubishi Jisho Design.

Dal Waiting Park parzialmente interrato, area fresca e ombreggiata che richiama l’idea della engawa, tipica veranda giapponese, i visitatori salgono progressivamente attraverso un percorso che culmina nel Sankaku Park, spazio sospeso tra terra e cielo. Materiali effimeri e di cantiere scaffalature metalliche, sacchi di sabbia, teli blu – diventano finiture primarie in un’inedita estetica del provvisorio.

L’illuminazione, discreta e diffusa, si ispira alla tradizione giapponese della penombra, conferendo una profondità silenziosa agli spazi.  La struttura, un corpo architettonico sospeso sul suolo, riduce al minimo l’impatto ambientale rendendo possibile il completo ripristino del terreno al termine dell’evento. Un manifesto di architettura responsabile, che coniuga tecnologia, memoria e sostenibilità.

 

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In copertina: Padiglione Italia, progettato da MCA - Mario Cucinella Architects. © Yumeng Zhu, courtesy MCA
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