Nel mosaico diffuso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, in scena tra febbraio e marzo di quest'anno, poche opere raccontano il peso della scelta – politica, sportiva e simbolica – quanto lo Sliding Centre Eugenio Monti: la nuova pista di bob, skeleton e slittino costruita a Cortina d’Ampezzo per riportare le discipline sliding nel cuore delle Dolomiti, in uno scenario naturale di incomparabile bellezza.
Con una lunghezza di 1.749 m, una velocità massima di 140 km/h e un tempo di gara di 55/60 secondi, il Cortina Sliding Centre è tra le opere simbolo dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, ormai alle porte. Non è un semplice restyling: è un ritorno alle origini con un impianto ricostruito e ripensato secondo i criteri contemporanei di sicurezza, tecnologia e gestione. Allo stesso tempo, è però una delle infrastrutture più discusse dell’intero progetto olimpico.
Cortina non è una sede qualsiasi. È storia olimpica, essendo già stata sede dei giochi del 1956, immaginario internazionale e identità sportiva italiana. Il tracciato del nuovo sliding centre sorge nell’area che fin dal 1923 ospita gli sport di scivolamento e riprende parzialmente il tracciato storico lungo la pendice orientale del Col Druscié, utilizzato nei VII Giochi Olimpici Invernali nel 1956. La pista intitolata a Eugenio Monti – leggenda azzurra del bob, il famoso “Rosso volante”, nome che da solo richiama tutta un’epoca – diventa così un ponte tra passato e futuro: da un lato l’eredità di una località che vive di sport e turismo, dall’altro la necessità di un impianto di nuova realizzazione per ospitare eventi ad altissima complessità tecnica, con standard ormai non negoziabili.

Milano Cortina 2026 nasce con un mantra: ridurre nuove costruzioni, puntando su sedi esistenti e su un modello più sostenibile. È il contesto in cui la decisione di realizzare una nuova pista a Cortina ha assunto un valore che va oltre lo sport: scelta organizzativa da un lato, ma dall’altro anche terreno di scontro tra chi teme l’effetto “cattedrale nel deserto”, con pesanti ricadute a livello ambientale ed economico, e chi rivendica l’importanza di mantenere in Italia le gare degli sport da scivolamento, discipline che hanno negli anni arricchito il medagliere azzurro, nonostante il non grande numero di praticanti.
Il tema centrale che stava alla base del dibattito non era soltanto legato alle preoccupazioni per la sua costruzione e sull’impatto conseguente sul territorio (deforestazione per realizzare il tracciato e forti consumi idrici per il ghiaccio), ma anche sul peso in seguito della sua gestione. Le piste di bob/skeleton/slittino hanno infatti costi di esercizio e manutenzione elevati e la sostenibilità reale si misura negli anni successivi ai Giochi. Per questi motivi, da più parti si proponeva la ristrutturazione dell’impianto di Cesana, in Piemonte, o lo spostamento delle gare a Innsbruck, in Austria, dove c’è una pista funzionante. Alla fine è prevalsa la volontà di confermare Cortina quale sede della disciplina, ma è indiscutibile che sia proprio su questi temi che la struttura si gioca la sua partita più delicata: diventare un asset di lungo periodo.

Il percorso realizzativo è stato una vera corsa contro il calendario olimpico. L’appalto dei lavori è stato aggiudicato a fine gennaio 2024, con avvio cantiere a febbraio 2024 e una tabella di marcia che ha previsto una pre-omologazione nella primavera 2025, passaggio chiave per validare sicurezza e funzionalità del tracciato. La consegna e l’omologazione finale sono state inquadrate entro l’autunno 2025, per arrivare ai Giochi con tempi tecnici di collaudo e messa a regime.
La pressione sul cronoprogramma spiega anche perché ogni intoppo, pur fisiologico nella realizzazione di un’opera complessa, abbia avuto un’eco immediato. Emblematica, in questo senso, la notizia del sabotaggio a febbraio 2025: un episodio che, al di là degli aspetti investigativi, fotografa quanto l’opera sia stata “sensibile” sotto i riflettori, proprio nel momento in cui si avvicinavano verifiche e visite istituzionali.
Il punto più complesso, in un luogo come Cortina, è sempre lo stesso: come inserire un’infrastruttura ad altissima impronta tecnica in un ambiente montano iconico, dove paesaggio, vincoli e percezione pubblica sono parte del progetto.

Dal punto di vista tecnico, lo Sliding Centre “Eugenio Monti” è concepito come un’infrastruttura di nuova generazione, non limitata esclusivamente al tracciato di gara. L’intervento riguarda un’area complessiva intorno agli 8 ettari, all’interno della quale trovano spazio non solo la pista di bob, skeleton e slittino, ma anche tutte le opere complementari indispensabili per il funzionamento continuo e sostenibile dell’impianto.
Il cuore del progetto resta il tracciato ghiacciato, completamente ricostruito secondo gli standard internazionali più recenti in materia di sicurezza, velocità controllata e protezione degli atleti. Particolare attenzione è stata dedicata alla geometria delle curve, alle zone di transizione e alle barriere di contenimento, progettate per assorbire energia e ridurre i rischi nelle fasi più critiche della discesa.
Elemento centrale è il sistema di refrigerazione, vera spina dorsale dell’impianto: una rete tecnologica integrata che corre sotto l’intero tracciato e consente di mantenere condizioni di ghiaccio costanti anche in presenza di variazioni climatiche. La progettazione ha previsto soluzioni orientate all’efficienza energetica, con l’obiettivo di contenere i consumi e rendere sostenibile l’esercizio dell’impianto anche nel lungo periodo.

Accanto alla pista da bob vera e propria sorgono edifici e infrastrutture di supporto: locali tecnici, spazi per atleti e staff, aree per la gestione operativa delle competizioni e per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tutti elementi pensati non solo in funzione olimpica, ma già calibrati per un utilizzo post-giochi, condizione chiave per evitare che la struttura perda centralità una volta terminato l’evento.
In questa prospettiva si inserisce anche la destinazione futura dell’impianto. Dopo i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, lo Sliding Centre è stato indicato come sede di gara dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali Dolomiti Valtellina 2028, assegnati ufficialmente a Losanna il 30 gennaio 2025. Sarà la prima volta nella storia che l’Italia ospiterà questa manifestazione, un passaggio che rafforza la vocazione internazionale e la continuità sportiva dell’impianto.
L’obiettivo dichiarato è che il Cortina Sliding Centre non sia solo una venue olimpica, ma un polo stabile per eventi internazionali, attività federali, allenamenti e promozione degli sport da scivolamento. Una sfida che passa dalla qualità tecnica dell’opera, ma soprattutto dalla capacità di trasformare un’infrastruttura complessa in una risorsa viva per il territorio, la comunità e il sistema sportivo italiano. Perché il vero successo dello sliding centre Eugenio Monti non si misurerà nel 2026, ma nella sua capacità di restare utile, vivo e credibile anche quando l’Olimpiade sarà ormai passata agli annali sportivi della manifestazione.
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Location: Cortina d'Ampezzo, Italy
Client: SIMICO – Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026
Work Supervision & Structural Design: ITS Engineering Company
Structural Detail Design for Manufacturing: LMSteel Consulting
Main Contractor: Impresa Pizzarotti
Cover Image © IBSF (International Bobsleigh & Skeleton Federation), courtesy of SIMICO