Promuovere un’architettura capace non solo di rispondere a bisogni funzionali, ma di generare emozioni positive, relazioni significative e senso di appartenenza: è questo l'obiettivo del percorso culturale "Building Happiness" condotto dalla Fondazione per l’architettura / Torino nell'arco del 2024, con un caleidoscopico programma di incontri, approfondimenti ed esperienze per indagare la relazione tra spazi ed emozioni.
Che cos’è la felicità e come si misura? Può l’architettura influenzare la nostra felicità? Da questi interrogativi è partito un vero e preoprio viaggio alla scoperta della connessione tra architettura e felicità, attraverso un confronto interdisciplinare e intergenerazionale in grado di offrire nuove prospettive nella progettazione degli spazi urbani e domestici.

Questo percorso di ricerca viene raccontato nel volume Building Happiness. Esplorazioni sulla felicità degli spazi a cura della Fondazione per l’architettura / Torino. Il libro raccoglie visioni, esperienze e contributi eterogenei – da architetti e urbanisti a filosofi, sociologi, economisti, attivisti, scrittori e cittadini – per indagare il rapporto tra spazio e benessere. Attraverso progetti, citazioni, immagini, disegni, fotografie e dialoghi narrativi, il volume propone un approccio trasversale, capace di parlare a pubblici diversi e restituire strumenti e riflessioni utili alla pratica progettuale, ma anche al vivere quotidiano.
Edito da FrancoAngeli, il libro è stato presentato martedì 8 luglio al Circolo Esperia di Torino, e sarà disponibile per l'acquisto nelle librerie e online da settembre. Un libro multidisciplinare e corale, nel quale si intrecciano prospettive architettoniche, neuroscientifiche, filosofiche, economiche e sociali, mettendo in luce l’impatto diretto dello spazio costruito sull’esperienza emotiva.

Al centro del volume si trovano otto figure relazionali, ovvero metafore spaziali che aiutano a comprendere come si articola il rapporto tra l’essere umano e lo spazio: rifugio, scala, tetto, parete, soglia, strada, piazza e giardino. Per indagare in chiave quantitativa il legame tra spazio e benessere, la Fondazione ha promosso anche un questionario, coinvolgendo 747 persone: per l’85,5% dei partecipanti, le caratteristiche dello spazio influenzano direttamente il proprio stato d’animo. Il volume illustra dunque una pluralità di esperienze e contesti, esempi di architetture che mettono al centro il benessere, la relazione e la qualità dell’abitare: dai Tulou cinesi reinterpretati da Xu Tiantian alle Terme di Vals di Peter Zumthor, dal Fuji Kindergarten di Tezuka Architects alle Superilles di Barcellona.
«Crediamo che la felicità sia un indicatore essenziale per misurare la salute delle persone e l’attrattività dei territori», dichiara Gabriella Gedda, Presidente della Fondazione. «Building Happiness è un invito a considerare la felicità come leva concreta per rigenerare l’ambiente urbano e costruire città più inclusive, accoglienti e capaci di rispondere ai bisogni profondi di chi le abita».
Tutte le immagini courtesy Fondazione per l’architettura / Torino