Dal 9 all’11 gennaio 2026, il National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Mumbai ospita la seconda edizione di ADFF:STIR Mumbai 2026, il capitolo indiano del celebre Architecture and Design Film Festival.
Più ampio nella portata e più profondo nelle intenzioni rispetto al debutto sudasiatico del 2025, l'evento si conferma come una piattaforma culturale capace di andare oltre il cinema, intrecciando architettura, design, arte e narrazione filmica in un programma multidisciplinare composto da proiezioni cinematografiche, conversazioni dal vivo, installazioni ed esperienze immersive.

Fondato nel 2009 dall’architetto newyorkese e appassionato di cinema Kyle Bergman, ADFF è oggi il più grande festival cinematografico al mondo dedicato all’architettura e al design. Nato a Waitsfield, nel Vermont, il festival ha costruito nel tempo una rete internazionale di edizioni e appuntamenti, mantenendo al centro una convinzione chiave: architettura e cinema condividono il potere di raccontare storie e costruire mondi.
A guidare questa seconda edizione di ADFF:STIR Mumbai sono quattro pilastri: i film, il programma di incontri ~log(ue), il Pavilion Park e gli Special Projects, che insieme daranno forma a un ecosistema culturale capace di coinvolgere tanto la comunità creativa quanto il pubblico più ampio. Co-organizzato da STIR, media house globale e agenzia curatoriale, ADFF Mumbai rafforza il proprio ruolo come piattaforma di diffusione culturale e come spazio di collaborazione tra le industrie creative del Sud Asia e il panorama internazionale.
Il cuore pulsante del festival restano le pellicole, con un programma che attraversa film, documentari e docu-film capaci di offrire prospettive inedite sul mondo costruito, sulle sue implicazioni sociali, ambientali e culturali. Le opere selezionate propongono nuovi modi di guardare e interpretare la realtà, restituendo chiavi di lettura preziose sul presente e sulle trasformazioni in atto, e riaffermando il ruolo del cinema come strumento critico e narrativo.

Tra gli elementi più attesi dell’edizione 2026 spicca il Jaquar Pavilion Park, che trasformerà i prati dell’NCPA in un vero e proprio palcoscenico all’aperto per l’architettura temporanea. Sostenuto da Jaquar e curato da Aric Chen, direttore della Zaha Hadid Foundation, il Pavilion Park è costruito attorno al tema Mumbai Transcripts, un’indagine sulle relazioni tra spazio, movimento ed evento nella metropoli contemporanea.
Pensato come piattaforma di sperimentazione architettonica, il Pavilion Park invita alla riflessione e all’interazione, proponendo strutture temporanee che superano la dimensione espositiva per diventare esperienze spaziali vive e partecipate.

Il progetto curatoriale ha raccolto le proposte di 52 architetti, designer e artisti, che hanno risposto al bando, testimoniando il carattere sempre più aperto e democratico dell’iniziativa. Tra queste proposte, una giuria internazionale di altissimo profilo ha selezionato dieci progetti destinati alla realizzazione. La giuria, presieduta dal curatore Aric Chen, è composta da Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra, Lesley Lokko, fondatrice dell'African Futures Institute di Accra e curatrice della Biennale Architettura 2023 di Venezia, Ma Yansong, fondatore di MAD Architects, Martha Thorne, già direttrice esecutiva del Pritzker Architecture Prize, e Raj Rewal, fondatore di Raj Rewal Associates.
I dieci padiglioni che daranno forma al Jaquar Pavilion Park 2026 sono: Mangrove Pavilion di Studio Sangath, Sift di Reddymade, Pentad Pavilion di UHA Global, The Street of Aspiration di SJK Architects, The Pavilion of Conversations di Bose Krishnamachari, Unscripted di Abin Design Studio, The Script di Field Architects, Mountain Transcripts di NORTH, The Mumbai Transcripts di Mathew and Ghosh Architects, Tectonics of Mumbai – Anagram Architects.
Riletti attraverso lo sguardo curatoriale di Chen, i padiglioni esplorano l’interazione dinamica tra spazio, movimento ed evento, suggerendo come l’architettura possa generare nuove relazioni sociali e forme di condivisione. Come in una coreografia o in un parco giochi urbano, le installazioni invitano il pubblico a un coinvolgimento fisico ed emotivo, trasformando i visitatori in partecipanti attivi dell’esperienza.

Nell'ambito degli Special Projects, l’edizione di quest’anno presenta un’installazione commissionata all'artista e designer britannico-caraibico Samuel Ross MBE dal titolo DIASPORA PASSAGE 01001A. L'opera site-specific, realizzata in collaborazione con il British Council, STIR e Friedman Benda New York, è pensata come luogo di pausa e ristoro. Il padiglione presenta una selezione intima di dipinti, disegni, oggetti e testi-manifesto realizzati da Ross e da voci di spicco della comunità.
Con questa edizione, ADFF:STIR Mumbai si afferma non solo come festival cinematografico, ma come laboratorio culturale in cui cinema, architettura e design diventano strumenti per leggere, interpretare e immaginare il futuro delle città.
In copertina: Sift by Suchi Reddy. © Ram Rahman, courtesy Reddymade