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I vincitori della sesta edizione del Premio italiano di Architettura

Triennale e MAXXI annunciano i progetti che si aggiudicano l'edizione del 2025 del riconoscimento

Antonio Ravalli e Giorgio Grassi vincitori della sesta edizione del Premio italiano di Architettura
Scritto da Redazione The Plan -

Impegno verso l’innovazione, la qualità del progetto e il ruolo sociale dell’architettura: sono questi i criteri che hanno guidato l’assegnazione dei Premi italiani di Architettura 2025, annunciati il 30 ottobre presso la Triennale di Milano.

Il Premio per il miglior edificio è stato attribuito ad Antonio Ravalli per il progetto di riqualificazione dell’Accademia Carrara di Bergamo; il Premio alla carriera è andato a Giorgio Grassi. Sono state inoltre conferite tre menzioni speciali: alla Riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio, al progetto Echo of the Mountain e a quello del Padiglione della Santa Sede.

 

Il Premio Italiano di Architettura e la giuria 

Mostra Courtesy Triennale

Mostra del sesto Premio italiano di Architettura 2025. © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano


Promosso da Triennale Milano e dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Premio Italiano di Architettura si svolge ad anni alterni tra Roma e Milano. Istituito nel 2019, mira a valorizzare la qualità, la varietà e la capacità dell’architettura italiana di interpretare la complessità culturale, sociale e ambientale del presente.

La giuria di questa sesta edizione ha visto partecipi Nina Bassoli, curatrice per Architettura, rigenerazione urbana e città di Triennale Milano; Lorenza Baroncelli, Direttrice del Dipartimento MAXXI Architettura e Design contemporaneo; Pippo Ciorra, Curatore senior di MAXXI Architettura; e gli architetti Mirko Zardini e Tosin Oshinowo.

 

Il Premio alla carriera a Giorgio Grassi

Ampliamento della Deutsche Bank a Lipsia Archivio Giorgio Grassi, Collezione MAXXI Architettura Courtesy Fondazione MAXXI, Roma

Ampliamento della Deutsche Bank a Lipsia, 1992. Immagine Archivio Giorgio Grassi, Collezione MAXXI Architettura. Courtesy Fondazione MAXXI, Roma


La decisione unanime della giuria ha assegnato il Premio alla carriera all’architetto e docente milanese Giorgio Grassi. Una scelta così motivata:

«per la qualità, la rilevanza e il rigore del suo percorso disciplinare e professionale dagli anni Cinquanta a oggi. Membro essenziale del gruppo di autori di tendenza che tra Milano e Venezia rifondavano negli anni Sessanta l’architettura sulla base dei valori di urbanità, continuità, autonomia, Grassi ha caratterizzato il proprio lavoro per l’altissimo livello di integrità e coerenza. A partire dallo studio dei tessuti urbani storici, Grassi ha costruito una logica ferrea e consequenziale del progetto architettonico, che attraversa gli scritti, i bellissimi disegni e gli edifici realizzati senza perdere forza e nitidezza concettuale. I suoi lavori più importanti – il teatro di Sagunto, i vari interventi a Berlino, la biblioteca di Groningen – costituiscono un lascito denso ed essenziale al futuro dell’architettura italiana e internazionale».

 

Il miglior edificio ad Antonio Ravalli Architetti

Accademia Carrara di Bergamo - Antonio Ravalli © Marco Toté

© Marco Toté, courtesy Antonio Ravalli Architetti


Il Premio per il miglior edificio realizzato negli ultimi tre anni è stato assegnato ad Antonio Ravalli Architetti per il progetto di ampliamento e valorizzazione dell’Accademia Carrara. La giuria ha riconosciuto al progetto la capacità di raggiungere due obiettivi centrali: riorganizzare accessi e percorsi interni del museo e introdurre nuovi spazi e servizi per i visitatori, tra cui un giardino e una caffetteria.Accademia Carrara di Bergamo - Antonio Ravalli © Marco Toté

© Marco Toté, courtesy Antonio Ravalli Architetti


Il nuovo corpo lineare, inserito tra la facciata occidentale e il basamento di pietra che un tempo mediava tra l’edificio e il paesaggio antistante, assume molteplici funzioni: portico, rampa, elemento distributivo e sistema di ambienti affacciati sulla città.
La sua forma ambigua e adattiva dialoga con il contesto, accogliendo materiali e segni di epoche diverse – pietra, acqua, legno, metallo e resti archeologici – in un equilibrio che fonde memoria e contemporaneità.

Le menzioni

Riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio © Edoardo Schiari

Riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio. @Edoardo Schiari, courtesy Coutan Studio


Tre le menzioni assegnate. La prima ad Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini (Politecnico di Torino), Edoardo Schiari e Maicol Guiguet (Coutan Studio) per la riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio, premiata per il valore architettonico e strategico del riuso in una visione di innovazione sociale e valorizzazione dei territori interni.Echo of the mountain - Associates Architecture

Echo of the Mountain. Courtesy Associates Architecture


La seconda a Associates Architecture per Echo of the Mountain, riconosciuto per la sensibilità ambientale e paesaggistica con cui reinterpreta l’idea di monumento in chiave poetica e sobria.Padiglione della Santa Sede - Studio Albori © Marco Cremascoli

Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2025. @ Marco Cremascoli, Studio Albori


La terza a Studio Albori per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2025, apprezzato per la qualità concettuale e compositiva del progetto, capace di trasformare un evento effimero in un lascito materiale e comunitario attraverso pratiche di riuso ed economia circolare.

>>> Qui i vincitori della scorsa edizione del Premio Italiano di Architettura

Premio italiano di Architettura - premiazione © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano

Premio italiano di Architettura 2025, la cerimonia di premiazione. © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano

Premio italiano di Architettura - premiazione © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano

Premio italiano di Architettura 2025, la cerimonia di premiazione. © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano

Mostra Courtesy Triennale

Mostra del sesto Premio italiano di Architettura 2025. © Gianluca Di Ioia, courtesy Triennale Milano
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