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Annunciati i vincitori del Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse

Il premio, istituito da Fiera Bolzano con il patrocinio di Politecnico di Torino e dell’Università Iuav di Venezia, e in collaborazione con PEFC Italia, celebra le eccellenze dell’architettura in legno responsabile e a servizio della collettività

Annunciati i vincitori del Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse
Scritto da Redazione The Plan -

Istituito da Fiera Bolzano con il patrocinio e il contributo scientifico del Politecnico di Torino e dell’Università Iuav di Venezia, e in collaborazione con PEFC Italia, il Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse racconta un’idea di architettura in cui il legno non è solo una soluzione tecnica o una scelta ecologica, ma un vero e proprio dispositivo culturale, capace di rispondere alle nuove esigenze dell'abitare e dell'educare.

 

Wood Architecture Prize 2026, i progetti vincitori

 

Non è un caso che l’edizione 2026 sia stata inaugurata dall’intervento dell’architetto Enrico Molteni, che ha riportato l’attenzione sul valore dell’architettura come servizio alla collettività. Parlare di scuole e asili come spazi inclusivi, flessibili e accoglienti significa riconoscere al progetto un ruolo attivo nella formazione delle comunità, dove il legno diventa materia empatica, capace di costruire ambienti educativi a misura di persona. A decretare i vincitori, tra i finalisti selezionati, la giuria presieduta da Manuel Benedikter e composta da sette esponenti di spicco del settore, della ricerca e dell’innovazione: Sandy Attia (MoDusArchitects), Marta Baretti (Arbau Studio), Guido Callegari e Paolo Simeone (Politecnico di Torino), Mauro Frate (Iuav) e Luca Gibello (Il Giornale dell’Architettura).

The Big Zip – A house for happy cows - Studio act_romegialli ©Marcello Mariana, courtesy Klimahouse

The Big Zip – A house for happy cows - Studio act_romegialli. © Marcello Mariana


I progetti premiati raccontano questa visione con chiarezza. The Big Zip – A house for happy cows di Studio act_romegialli ribalta un programma funzionale spesso relegato ai margini del dibattito architettonico: una stalla che diventa modello replicabile anche per altre funzioni di servizio, dimostrando come qualità spaziale e chiarezza strutturale possano convivere.Nuove Scuole Medie di Primiero - Mimeus Architettura courtesy Klimahouse

Nuove Scuole Medie di Primiero - Mimeus Architettura e Studio Campomarzio. © Marco Cappelletti 


Le Nuove Scuole Medie di Primiero di Mimeus Architettura con Studio Campomarzio traducono invece il tema dell’educazione in un’idea domestica dello spazio pubblico: una "scuola-casa", organizzata intorno a un grande atrio centrale che favorisce relazioni e senso di comunità. Edificio multifunzionale a Barbiano - Roland Baldi Architects ©Oskar Da Riz, courtesy Klimahouse

Edificio multifunzionale a Barbiano - Roland Baldi Architects. © Oskar Da Riz


L’Edificio multifunzionale a Barbiano, firmato da Roland Baldi Architects e finanziato dal PNRR, lavora sul rapporto tra architettura e paesaggio. Due edifici indipendenti, situati sui lati opposti della strada, ospitano una scuola dell’infanzia, un asilo nido, un ristorante per bambini e un ufficio turistico, diventando un’infrastruttura territoriale capace di dialogare con l’orografia del sito. Il legno, lasciato a vista con una matericità autentica, viene ripreso anche negli interni, favorendo un’atmosfera calma e particolarmente adatta ai bambini. Maso Stregozzi - Michele Sicher © Elisa Fedrizzi, courtesy Klimahouse

Maso Stregozzi - Michele Sicher. © Elisa Fedrizzi


Accanto ai vincitori, le menzioni speciali ampliano ulteriormente lo sguardo del premio. Dal Maso Stregozzi di Michele Sicher, che reinterpreta con sensibilità contemporanea la tipologia dell’abitazione rurale in legno, alla riqualificazione della contrada Polaggia a Berbenno di Valtellina, dove il progetto diventa strumento di ricucitura urbana e memoria costruita. Fino a T+T progettato da Piraccini+Potente, esempio virtuoso di demolizione e ricostruzione consapevole, e a Punto Luce Gallaratese di Studio AOUMM, premiato dalla filiera PEFC per il suo impatto sociale in un contesto metropolitano complesso.T+T - Piraccini+Potente ©Francesco Montaguti, courtesy Klimahouse

T+T - Piraccini+Potente. © Francesco Montaguti


È proprio questa coralità di approcci a rendere il Wood Architecture Prize un premio di filiera: non una celebrazione individuale, ma il riconoscimento di un ecosistema composto da architetti, ingegneri, ricercatori, committenze e progettisti. Una rete di competenze che dimostra come l’innovazione tecnologica, quando è guidata da una visione etica e culturale, possa tradursi in architettura di qualità.Punto Luce Gallaratese - Studio AOUMM ©Giacomo Bianco, courtesy Klimahouse

Punto Luce Gallaratese - Studio AOUMM. © Giacomo Bianco


Come ha sottolineato Céline Faini, Brand Manager di Klimahouse, il messaggio che emerge con forza è chiaro: il legno non è solo una scelta ecologica, ma uno strumento per costruire comunità. Vedere premiate scuole e spazi di aggregazione ci ricorda che l'architettura sostenibile ha il dovere di prendersi cura dei territori e delle persone che li abitano. Il Wood Architecture Prize 2026 sottolinea questa visione, evidenziando come la sostenibilità più autentica è quella capace di generare benessere condiviso, lasciando un’impronta che va oltre l’edificio e si radica nella vita quotidiana.

 

Cover image: © Marco Parisi

All images courtesy Klimahouse

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