Dopo quasi vent’anni dalla sua chiusura, una delle sale storiche cinematografiche del centro di Bologna si prepara a essere di nuovo protagonista della scena culturale cittadina. In via Montegrappa, all’angolo con Vicolo Ghirlanda, si dà ufficialmente il via ai lavori di ristrutturazione del Fulgor Cinematografo – Bologna 1913, con riapertura prevista per l’autunno 2026.
Il progetto di restauro e rinnovamento è a cura di Pop Up Cinema Bologna, con progettazione affidata all’architetto Simone Gheduzzi di Diverserighestudio e a T.h.e.m.a. per quanto riguarda strutture e sicurezza. La realizzazione dell’opera sarà affidata all’impresa AhRCOS in collaborazione con THE PLAN, Poltrona Frau e Cinemeccanica.

Con questa iniziativa, Pop Up Cinema mira a restituire alla città uno spazio unico, capace di coniugare l’eleganza degli ambienti liberty originari con tecnologie di proiezione all’avanguardia. Un collegamento tra passato e futuro che offrirà due sale, rispettivamente da 76 e 24 posti, entrambe accessibili a persone con disabilità motoria e dotate di proiettori digitali di ultima generazione. Inoltre, sarà realizzata un’ampia area lounge, pensata come spazio di incontro e socializzazione, oltre a un’accogliente zona food e ristoro.
Attingendo dall’esperienza del Cinema Modernissimo e della Cineteca di Bologna, con cui si è creata una sinergia naturale, l’obiettivo principale è stato quello di trasformare il Fulgor in uno spazio pubblico, su misura per la Città. Il progetto architettonico si ispira alla metafora del “cinema come libro”, di cui ogni intervento rappresenta un gesto di reinterpretazione, restauro e riscrittura di un’opera stratificata e viva, per riportare alla luce le geometrie originali del cinema.
Pur di dimensioni contenute, il Fulgor ha svolto un ruolo fondamentale nel panorama culturale di Bologna. Risalente ai tempi della Belle Époque, il cinema aprì le sue porte l’11 novembre 1913, per opera di Ermanno Pizzi. Il progetto originale, firmato dall’ingegnere Arturo Buldrini, rispecchiava lo stile Liberty dell’epoca, con dettagli raffinati e un’iconica pensilina in ferro e vetro all’esterno. Fin dai primi anni, le proiezioni erano accompagnate da musica dal vivo al pianoforte, in seguito, con l’avvento del sonoro verso la fine degli anni Venti, la sala fu oggetto di una ristrutturazione che portò all'installazione di pannelli fonoassorbenti per modernizzare l’impianto, comportando la copertura degli affreschi liberty di Ferruccio Pasqui e Gino Barbieri.
Negli anni Cinquanta, il Fulgor offrì una programmazione di carattere popolare e familiare, lasciando un ricordo speciale in molti bolognesi: per diverse generazioni fu il primo incontro con il cinema, grazie soprattutto alle proiezioni di film d'animazione Disney, spesso presentate in anteprima. Verso la fine degli anni Novanta, alcune edizioni del Cinema Ritrovato si svolsero proprio al Fulgor.
Oggi, la riqualificazione in corso si impegna a preservare un patrimonio prezioso, integrando elementi dello stile liberty, valorizzando la memoria collettiva e creando uno spazio cinematografico accogliente e innovativo.
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Immagine di copertina courtesy Archivi Fotografici Cineteca di Bologna