THE PLAN 168 è il primo numero del 2026. Contiene uno speciale interamente dedicato all’Architettura Italiana In copertina mostra il progetto Monteleone21 – Cantina Masi Agricola, a Valpolicella, a firma di Studio Architetti Mar.
Nell’editoriale “Riscoprire come abitare la città: housing e responsabilità condivisa”, l’architetto Gloria Cabral invita a ripensare l’abitare contemporaneo, promuovendo una città pedonale, inclusiva e sostenibile, che attraverso la riqualificazione, alloggi equi per i giovani e investimenti responsabili rimetta al centro l’uso, la comunità e il valore sociale rispetto alla logica speculativa del mercato.
Per la rubrica Viaggio in Italia, a cura di Valerio Paolo Mosco, viene ripercorsa la tradizione italiana del restauro come pratica critica che, tra storia urbana e conservazione, valuta nuove scelte di progetto-esemplificate. I nuovi innesti, come la scala in acciaio dei di Architettura Tommasi, rendono il monumento nuovamente fruibile, secondo una sobria cultura del restauro fondata su esperienza e gusto.

Nella rubrica Conversation, Philip Jodidio intervista Lina Ghotmeh, in merito al progetto dell’ala ovest del British Museum.

Per la rubrica Letter from America Raymund Ryan descrive il Living Village della Yale Divinity School, come un ampliamento che reinterpreta la tradizione in chiave sostenibile e inclusiva. Unisce tipologia, innovazione tecnologica e sensibilità formale in un’architettura “monolitica” in legno e terracotta che integra passato e presente secondo un rinnovato senso storico. È un’opera di Bruner/Cott Architects, Höweler + Yoon, Andropogon Associates.

L’articolo di Michael Webb, per la rubrica Highlights, presenta l’opera di Pitsou Kedem che, reinterpretando il Modernismo con un linguaggio minimalista e rigoroso, ha contribuito alla trasformazione architettonica di Tel Aviv attraverso residenze, edifici a uso misto e complessi direzionali.

A Pune, nel quartiere di Ravet Pradhikaran, la City Pride School di A Threshold reinterpreta la scuola come un’architettura verticale e permeabile che, attorno a un vuoto centrale luminoso, trasforma spazi intermedi e ballatoi in luoghi di apprendimento informale, integrando sostenibilità e relazioni sociali in un contesto urbano denso.

La sezione Architettura è interamente dedicata a cinque studi italiani. A nord-ovest di Bergamo, Floriani e Strozzi Architetti hanno progettato Ca’ del Bosco, una residenza per vacanze concepita come un padiglione in vetro e legno immerso nel paesaggio, che sfrutta l’orografia del terreno articolando zona giorno panoramica e piano ipogeo più intimo, utilizzando materiali naturali e soluzioni sostenibili per integrarsi con discrezione e durabilità nel contesto naturale.

Ad Asnières-sur-Seine, a est di Parigi, Atelier(s) Alfonso Femia realizza due edifici residenziali che, attraverso coerenze geometriche e differenze materiche, instaurano un dialogo urbano fondato sull’orizzontalità, sulla vibrazione luminosa delle facciate e su un equilibrio tra identità autonome e costruzione di un nuovo tessuto contemporaneo.

A Milano, nell’ex area industriale Richard Ginori lungo il Naviglio Grande, Giuseppe Tortato Architetti realizza in via Watt 22/24 un complesso residenziale di due edifici bassi e articolati che, attraverso un’attenta composizione volumetrica, ampi spazi outdoor e soluzioni sostenibili, trasforma un lotto intercluso in un “borgo” urbano luminoso e minimale, capace di rigenerare il contesto e valorizzare la qualità dell’abitare.

A pochi chilometri da Noto, sulle colline affacciate sul mare in provincia di Siracusa, Casa Calypso di G’n’B studio interpreta l’architettura come linguaggio, traducendo la grammatica essenziale miesiana di piani, setti e struttura in una sintassi spaziale fluida e monodirezionale che, integrata all’uliveto e all’orografia terrazzata, trasforma l’abitazione in un osservatorio scenico sospeso tra paesaggio e mare.

Nel Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Monteleone21, Visitor Center di Masi Agricola progettato da Architetti Mar, traduce il paesaggio terrazzato e la tradizione vitivinicola locale in un’architettura che reinterpreta le marogne in pietra e accompagna il visitatore in un percorso immersivo culminante nel fruttaio, “cattedrale del vino”.

THE PLAN 168 si conclude con il ricordo di Frank Owen Gehry, scomparso lo scorso dicembre, con l’articolo a cura di Durganand Balsavar.
THE PLAN 168 è il primo numero del 2026. Si apre con l’editoriale "Riscoprire come abitare la città: housing e responsabilità condivisa" di Gloria Cabral e contiene uno speciale interamente dedicato all’Architettura Italiana. Fra i progetti ci... Read More