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È uscito THE PLAN 164, il quinto volume del 2025

È uscito THE PLAN 164, il quinto volume del 2025
Scritto da Redazione The Plan -

THE PLAN 164 è il quinto numero del 2025. La copertina è dedicata al progetto degli Spazi commerciali e uffici a Borgo Mascarella, di Antonio Iascone & Partners.

Si apre con l’editoriale dal titolo “Il vernacolare come approccio progettuale”, a cura di Sumayya Vally, fondatrice di Counterspace. L’architettura vernacolare, non è un residuo nostalgico del passato, è un’etica progettuale viva e mutevole che valorizza l’ascolto, la memoria e l’improvvisazione, offrendo un’alternativa sensibile e comunitaria al paradigma urbano dominante, e diventando uno strumento per costruire futuri radicati nella saggezza collettiva e nella resistenza quotidiana.

THE PLAN 164

Per la rubrica Letter from America di Raymund Ryan, viene illustrato il progetto dell’Edificio residenziale “Frame 122”, di Brent Buck Architects, in cui l’architettura contemporanea e le tecniche costruttive in legno si fondono in spazi efficienti, sobri e luminosi, pensati per una comunità urbana in evoluzione.

A PM23, nuovo spazio espositivo nel cuore di Roma nato dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, l’arte, la moda e l’architettura si fondono in un vibrante dialogo tra passato e presente, dove il restauro filologico e gli interventi contemporanei progettati da Nemesi Architects creano una scenografia fluida e luminosa.

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A Shenzhen la New Hakka Academy, progettata da Urbanus, reinterpreta l’identità culturale Hakka all’interno di un’architettura scolastica innovativa che fonde memoria, paesaggio e comunità, trasformando il campus in un’infrastruttura civica permeabile e narrativa, dove l’educazione diventa un’esperienza spaziale condivisa e radicata nel territorio in dialogo con la rapida urbanizzazione cinese.

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Nel paesaggio dell’Ontario, lo studio Williamson Williamson esplora due modi distinti di abitare con il Cottage Dogtrot, prototipo in legno prefabbricato a basso impatto ispirato all’architettura vernacolare e pensato per l’efficienza energetica, e la House of Monitors a Toronto, un volume materico e luminoso che fonde legno e calcestruzzo per dare forma a un’abitazione che riflette la vita e la creatività dei suoi committenti, in perfetto dialogo con la natura.

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Nel nuovo edificio direzionale del Laboratorio Farmacologico Milanese, lo studio INS di Ilaria Nava trasforma una struttura prefabbricata preesistente in un’architettura identitaria e funzionale, dove trasparenza, comfort e partecipazione guidano un progetto che riflette i valori aziendali attraverso scelte spaziali razionali, materiali calibrati, cromie coerenti e una continua attenzione alla relazione tra forma, luce e benessere degli utenti. 

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Sempre in Italia, la nuova sede della Fondazione Caterina Dallara a Varano de’ Melegari, firmata da Atelier(s) Alfonso Femia, reinterpreta il linguaggio dell’architettura rurale emiliana in chiave contemporanea, fondendo memoria e innovazione.

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Con Casa Cueva, Alejandro D’Acosta dà forma a un manifesto architettonico poetico e radicale, dove riuso, minimalismo e memoria si intrecciano in un’architettura ancestrale e simbolica, costruita con ciò che il luogo offre e capace di fondersi con la terra, la storia e le comunità indigene in un dialogo profondo tra materia, spirito e futuro.

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Il nuovo Photography Seoul Museum of Art, progettato da Jadric Architektur con 1990uao, si configura come un’architettura simbolica e urbana che intreccia fotografia e spazio costruito, luce e memoria, traducendo la stratificazione del tempo in forma e materia.

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All’interno del distretto TEK di Bologna, il nuovo edificio direzionale e commerciale firmato Antonio Iascone & Partners per Borgo Mascarella rilegge in chiave contemporanea la memoria industriale del sito attraverso un linguaggio architettonico ritmato e trasparente, che unisce metallo, vetro e legno.

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Nel progetto di ampliamento dell’Accademia Carrara, Antonio Ravalli Architetti adotta il linguaggio dell’innesto e dell’adiacenza per creare un’architettura sobria e funzionale che dialoga con la classicità del museo esistente, reinterpretando con naturalezza la tradizione italiana della stratificazione storica e trasformando un’aggiunta contemporanea in un’estensione organica della vita stessa dell’edificio.

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