Il paesaggio di Minorca, unico per la grande varietà di scenari pur nelle ridotte dimensioni dell’isola – con spiagge incontaminate, entroterra selvaggio e città storiche – fa da sfondo ad alcuni tra i più recenti interventi a firma di Vestige Estudio, come i due boutique hotel Son Ermità & Binidufà – The Noble and the Humble. Queste due proprietà “sorelle”, situate nel contesto bucolico del nord dell’isola, risalgono al XVIII secolo: cadute in disuso negli ultimi anni, oggi rinascono con uno spirito contemporaneo grazie al progetto di Vestige, che ne valorizza la parentela esaltandone al contempo le rispettive identità. Son Ermità si trova sulla collina, in sintonia con la storia nobile della tenuta: 800 ettari di natura protetta, che alterna foreste secolari e campi punteggiati da balle di fieno. Binidufà, attualmente in fase di completamento, è collocata a valle e presenta un carattere più rustico, poiché è nata con una vocazione agricola ed è stata utilizzata come fattoria per gran parte della sua storia.
Son Ermità presenta alcune caratteristiche ricorrenti nei lavori di Vestige, in primis la scelta di materiali locali e naturali, come pietra, legno e intonaci a calce. Gli ambienti interni combinano arredi d’epoca e opere d’arte contemporanea, insieme a mobili progettati su misura, mentre nelle aree esterne vengono piantumate specie autoctone capaci di prosperare e di nutrire la biodiversità. Il tutto privilegiando l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile: all’interno della tenuta sono infatti previsti pozzi geotermici e pannelli solari, un impianto di illuminazione con sensori di movimento e un sistema di recupero delle acque piovane.

Sempre a Minorca, a pochi passi dalla soleggiata spiaggia di Cala Son Vell e dall’antico Camí de Cavalls, sorge l’hotel Son Vell. Situata non lontano dalla pittoresca città portuale di Ciutadella e immersa nella campagna minorchina, la struttura offre 34 camere e suite, ed è avvolta da sette ettari di verde tra agrumeti, uliveti, un roseto e un orto biologico che fornisce prodotti per la cucina. L’hotel include due piscine esterne: quella originale del XVIII secolo e una nuova piscina, più grande; entrambe dispongono di bar a bordo vasca e letti balinesi realizzati su misura.
Per gli amanti delle attività all’aria aperta, della natura e del mare, dall’equitazione allo snorkeling, dal kayak alle immersioni fino alle gite in barca, Minorca offre ai suoi visitatori innumerevoli possibilità di esplorare il territorio dell’isola, che viene preservato dal suo status di Riserva della Biosfera Unesco. È possibile vivere un’autentica riconnessione con la natura anche a Santa Ana, hotel che comprende sei ampie camere matrimoniali con bagno privato, pensato per accogliere gruppi di persone, con spazi per la condivisione – tra cui biblioteca, palestra e sala lounge – e aree per godersi momenti di intimità e tranquillità. Dalla casa, circondata da giardini profumati ricchi di fiori ed erbe mediterranee e immersa in boschi rigogliosi, è possibile raggiungere con una breve passeggiata Cala Macarella e Cala Macarelleta.
Lo stesso tipo di esperienza, con famiglia e amici, viene proposto agli ospiti di Palacio de Figueras, un castello del XVI secolo nelle Asturie, caratterizzato da una serie di giardini terrazzati che degradano fino alla costa. Grazie a un accurato intervento di restauro, l’edificio storico è stato trasformato in una residenza privata con undici camere, dove si possono organizzare diverse tipologie di eventi, come matrimoni, feste private e servizi fotografici. Dalla struttura, che si innalza sopra un vivace porto sull’estuario dell’Eo, è possibile raggiungere agevolmente una delle migliori spiagge al mondo per il surf, Tapia, e nel giro di un’ora e mezza arrivare all’antica città di Oviedo con le sue architetture preromaniche.
INTERVISTA
Intervista a Enrique Pujana
Creative Director, Vestige Estudio
Dare nuova vita a edifici di grande valore storico e architettonico: è questa la mission di Vestige Estudio, studio di Madrid diretto da Enrique Pujana. Realtà specializzata nella valorizzazione del patrimonio storico, Vestige opera in diverse regioni della Spagna: dalle Asturie alle Isole Baleari, dalla Galizia all’Estremadura, dai Paesi Baschi a Madrid. Abbracciando tutte le scale progettuali – architettura, paesaggismo e interior design – il team multidisciplinare dello studio affronta ogni progetto a partire da una meticolosa analisi dell’esistente, per valorizzarne l’essenza nel pieno rispetto della memoria del luogo.
In una società come quella odierna, nella quale tutto cambia rapidamente, il patrimonio costruito è depositario della nostra memoria e identità collettiva, che custodisce nel tempo. Gli interventi sull’esistente, di diverso tipo a seconda che si tratti di architettura tradizionale o di beni sottoposti a vincolo di tutela, permettono di conservare l’eredità dei nostri predecessori, in modo da evitarne il deterioramento e poterla trasmettere alle generazioni future.
All’interno di questa visione, il legame tra l’opera architettonica e il paesaggio nel quale essa stessa si inserisce assume un significato profondo: l’ambiente costruito risponde a quello naturale circostante, al punto che non avrebbe senso slegato da esso. A Minorca le acque blu del Mediterraneo dialogano con il verde dell’isola, percorso da antichi muri di pietra, nei quali si rifugia il bestiame, trovando protezione dai venti che battono questa terra quasi pianeggiante. Con il passare del tempo, natura e architettura si fondono fino a diventare un’entità inscindibile, della quale fa parte a pieno titolo anche la storia del luogo. «I resti architettonici ci parlano: sono discorsi incompiuti che invitano alla riflessione», racconta Enrique Pujana. «Studiando le rovine come se fossero veri e propri documenti storici, possiamo imparare molto sulla loro storia e sulla nostra».
I materiali e le tecniche costruttive di un luogo rappresentano la voce narrante di questo racconto. «L’utilizzo di materiali originali e di tecniche locali e l’attenzione al dettaglio – spiega ancora Pujana – costituiscono la base del nostro lavoro». A Minorca, come a Maiorca, la roccia arenaria marés, molto comune nel terreno di entrambe le isole, è stata utilizzata per quasi tutte le opere costruite dall'epoca romana fino alla comparsa del calcestruzzo nel
XX secolo. Su questa base comune, sono i materiali non strutturali, come le balaustre lavorate in ferro battuto e i pavimenti in cotto, a conferire a ogni edificio il suo carattere distintivo.

La matericità è un aspetto che sta alla base della filosofia progettuale di Vestige Estudio: che relazione c’è tra i materiali tipici della tradizione costruttiva di un luogo e la memoria del luogo stesso?
Per noi i materiali non sono mai neutri, ma si fanno portatori di memoria. Pietra, legno, intonaco a calce oppure ferro sono profondamente legati non solo alle tradizioni costruttive locali, ma anche ai ritmi della vita quotidiana che hanno plasmato un determinato luogo nel corso dei secoli. Lavorare con materiali radicati in un territorio significa prendere in mano la sua memoria collettiva. Riutilizzarli, restaurarli o reinterpretarli con attenzione permette all’edificio di rimanere leggibile e di raccontare la propria storia senza nostalgia né intenti di imitazione. La matericità diventa così un ponte tra passato e presente, ancorando gli interventi contemporanei a qualcosa di autentico, che si può percepire dal punto di vista tattile e, al contempo, cogliere a livello emozionale.
Son Ermità & Binidufà – The Noble and The Humble: in che modo i due hotel esprimono da un lato il legame tra le due proprietà sorelle e dall’altro le peculiarità che li distinguono uno dall’altro?
Entrambi i progetti si basano sul rispetto per il paesaggio di Minorca, per l’architettura e per la cultura agricola dell’isola. Questa base condivisa crea un forte legame tra le due strutture, visibile nelle scelte materiche, nella logica costruttiva e nel comune senso di misura. Allo stesso tempo, ciascuna proprietà possiede una propria identità. Son Ermità esprime un carattere più nobile e monumentale, che si riflette nella gerarchia spaziale e nella presenza architettonica della struttura. Binidufà abbraccia invece uno spirito più umile, rurale e domestico, vicino alla scala dimensionale e all’atmosfera degli edifici agricoli tradizionali. Il rapporto tra i due hotel è di complementarità, più che di contrasto.
Nel progetto di Son Vell, la casa padronale del XVIII secolo e i suoi edifici agricoli sono stati riportati in vita grazie a un accurato restauro delle superfici. Come si è articolato il lavoro svolto dai progettisti di Vestige insieme agli artigiani minorchini?
La collaborazione con gli artigiani locali è stata fondamentale nel progetto e si è svolta in maniera molto organica. Fin dalle prime fasi abbiamo lavorato a stretto contatto con scalpellini, falegnami e intonacatori, il cui sapere affonda le radici nelle tradizioni costruttive di Minorca: invece di imporre soluzioni predefinite, abbiamo ascoltato, osservato e permesso al progetto di evolversi in maniera spontanea in cantiere. Molte decisioni sono emerse dal dialogo diretto con le maestranze, guidate dallo stato delle superfici esistenti e dall’esperienza degli artigiani. Questo approccio ci ha consentito di restaurare gli edifici con onestà e precisione, integrando in modo naturale gli usi contemporanei nel tessuto storico.
Palacio de Figueras sorge in una posizione unica, nel punto esatto in cui il Mar Cantabrico si insinua nell'entroterra e separa le Asturie dalla Galizia. Come si relazionano i vostri progetti di interior design con il paesaggio naturale tutto intorno?
A Palacio de Figueras il paesaggio non è uno sfondo, ma una presenza attiva: l’estuario, la luce mutevole, l’umidità e la vegetazione circostante modellano l’atmosfera degli interni.
La nostra risposta è stata quella di lavorare con materiali e tonalità che risuonano con questo ambiente: superfici minerali, texture morbide, colori smorzati e una certa sobrietà che lascia alla natura il ruolo principale. Le viste sono accuratamente incorniciate e gli interni sono concepiti come una prosecuzione del paesaggio, rafforzando un forte senso di appartenenza al luogo.
Tornando a Minorca, Santa Ana propone ai suoi ospiti un soggiorno che bilancia momenti e spazi dedicati all’intimità con altri votati alla convivialità. Quanto è importante questo mix in un progetto di hospitality contemporaneo?
Questo equilibrio è essenziale nell’ospitalità contemporanea. Oggi gli ospiti apprezzano sia la privacy sia le esperienze condivise significative, e l’architettura deve rispondere a questa duplice esigenza. A Santa Ana abbiamo calibrato con attenzione elementi come le scale, gli ambienti di transizione e le atmosfere che permeano le varie zone. Gli spazi intimi offrono calma e protezione, mentre le aree comuni favoriscono la connessione senza risultare opprimenti. Questo equilibrio riflette il modo in cui le persone vivono e viaggiano oggi, muovendosi in maniera fluida tra solitudine e socialità.
Nei vostri progetti, si può dire che texture materiche, specialità gastronomiche, paesaggio, profumi e suoni del territorio creano un’esperienza multisensoriale immersiva?
Assolutamente sì, perché i nostri progetti sono concepiti come esperienze olistiche, nelle quali architettura, paesaggio e vita quotidiana sono inseparabili. A Minorca, questo approccio è strettamente legato al concetto di agriturismo: la terra resta produttiva, il personale è locale e l’agricoltura è una parte attiva dell’identità del progetto. Produciamo il nostro olio d’oliva da un ampio uliveto, così come frutta mediterranea e miele, e attribuiamo grande importanza ai prodotti a chilometro zero. Questo legame diretto tra terra e tavola definisce fortemente il carattere dei ristoranti e l’esperienza complessiva degli ospiti. Oltre al cibo, cerchiamo di stabilire sottili continuità tra passato e presente attraverso dettagli significativi. A Santa Ana, ad esempio, le camere portano i nomi delle mucche che un tempo vivevano nella fattoria, permettendo a frammenti della memoria agricola del luogo di risuonare all’interno dell’esperienza contemporanea. Texture materiche, cucina locale, paesaggio, profumi e suoni si fondono così in modo naturale, non come una narrazione costruita, ma come un’espressione autentica del luogo. Quando questo accade, il risultato non è semplicemente una struttura ricettiva, ma un’esperienza che viene percepita, ricordata e abitata emotivamente.
Luogo: Ferreries, Minorca, Spagna
Completamento: 2025
Superficie lorda: 1.700 m2
Progetto architettonico e degli interni: Vestige Estudio
Tutte le immagini courtesy Vestige Estudio
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