Rigenerare vuol dire restituire a un luogo quel significato di cui il tempo lo aveva svuotato. Da questa idea nasce il progetto di Corde Architetti Associati, che ha trasformato un ex capannone industriale degli anni Settanta in uno spazio di lavoro condiviso e aperto alla collettività. Incastonata nel paesaggio della campagna friulana, a Sacile, la vecchia marmeria abbandonata da oltre vent’anni si configura oggi come un polo direzionale contemporaneo, dove relazione, riuso e sostenibilità rappresentano i principi costitutivi del progetto.
L’intervento è divenuto una best practice per il progetto di ricerca BOXinBOX, il cui obiettivo è la creazione di una piattaforma di rigenerazione urbana che punta a riattivare le oltre 11.000 aree produttive dismesse nel Triveneto. In questo caso, però, il progetto non resta un modello astratto: diventa uno spazio reale, abitato ogni giorno da chi lo ha pensato. Corde Architetti Associati, insieme ad altri professionisti creativi, ha scelto infatti di insediarvi la propria sede, contribuendo a dar vita a un ecosistema di lavoro dinamico e inclusivo.

L’edificio originale, una struttura metallica con copertura a shed e tamponamenti in calcestruzzo, è stato bonificato, svuotato e ripensato come contenitore di un nuovo scenario architettonico. Seguendo il principio delle scatole cinesi, i progettisti hanno inserito al suo interno dodici moduli prefabbricati in pannelli X-Lam, senza necessità di realizzare nuove fondazioni e senza il problema di impermeabilizzazione essendo protetti dalla copertura esistente. Questi volumi formano una composizione spaziale articolata, con percorsi, corti e piazzette, rievocando un piccolo tessuto urbano. Le pareti perimetrali del capannone sono state in parte demolite e sostituite con chiusure in policarbonato traslucido, trasformando la vecchia fabbrica in una sorta di serra urbana apribile. Questo spazio intermedio, luminoso e non climatizzato, funge da luogo di connessione tra i vari moduli, offrendo protezione dalle intemperie e favorendo una ventilazione naturale.

La sostenibilità è stato un criterio guida in ogni fase del progetto: dove possibile, i materiali esistenti sono stati recuperati e reimpiegati, come nel caso delle lastre di marmo, riutilizzate come pavimentazione e dei pannelli di copertura, riutilizzati per il rivestimento di parte delle facciate. Gli interni si distinguono per una palette cromatica dai toni naturali, con superfici bianche e finiture in legno, animate da tocchi di giallo nel telaio strutturale e da arredi in delicate sfumature pastello. Completano gli spazi un pavimento flottante in ceramica grigio chiaro nelle aree comuni e una moquette scura nelle zone più riservate.
Il complesso è energeticamente autosufficiente grazie alla presenza di un impianto fotovoltaico, mentre il piazzale esterno è stato trasformato in un nuovo spazio verde, dove piante spontanee, api e farfalle tornano a popolare il paesaggio urbano. Nel tempo, professionisti, creativi e progettisti hanno scelto di stabilirsi qui, dando vita a una comunità dinamica e a un luogo in continua trasformazione, capace di accogliere eventi, concerti e incontri pubblici. Gli spazi restano aperti e in dialogo con il contesto, mentre i grandi portoni si spalancano verso la città, riducendo la distanza tra lavoro e territorio.
Luogo: Sacile, Pordenone
Committente: Iris Immobiliare
Superficie lorda: 1.000 m2
Progetto architettonico
e degli interni: Corde Architetti Associati
Appaltatore principale: Impresa Dorigo
Consulente per le strutture: Paolo Nardo Ingegnere
Fotografie: gerdastudio, courtesy Corde Architetti Associati
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