Nello storico distretto di Beykos a Istanbul nasce Scalla, ristorante mediterraneo di lusso da 120 posti, progettato da Urbanjobs, studio di design multidisciplinare con sede nella medesima città.
Lo studio abbraccia nel suo lavoro una visione dello spazio come esperienza olistica più che come pura forma, ed è in questa prospettiva che coerentemente si inserisce il progetto: il ristorante Scalla fa proprio della rielaborazione dei tradizionali confini spaziali e sensoriali il punto di partenza per ridefinire un’idea di ristorante come narrazione esperienziale e multisensoriale.

È già il nome dello spazio a contenere l’origine del suo approccio: dall’italiano scala, l’ambiente è – nelle parole dello stesso progettista Murat Dede, fondatore di Urbanjobs – un’esperienza stratificata piuttosto che un semplice tragitto, una pura sequenza di movimento. La verticalità della scala suggerisce proprio la possibilità di una visione globale, seppur lineare, e non esclusivamente sequenziale.
Il progetto ruota infatti attorno al concetto di fluidità, che si materializza a livello formale e strutturale: gli spazi non sono rigidamente divisi ma si fondono visivamente grazie alla ricorrenza di trasparenze e linee curve: il pattern serpeggiante del pavimento, le sfere dello scenografico lampadario, i tavoli circolari, i contorni arrotondati dei divani, delle sedie, delle luci. La presenza ricorrente di tende, finestre, specchi e vetri oltre a rifinire preziosamente il contesto rende i diversi spazi permeabili alla vista di chi ne fa uso.

Rappresentativa di questa concezione progettuale è la Glass Curtain, elemento cardine del progetto: una struttura curvilinea che divide le sale disegnando un confine fluido, sfumato, che richiama la trasparenza dell’acqua e i margini non lineari della costa marina di Beykos.
La superficie della struttura è sostenuta da profili di alluminio rivestiti in rame, realizzati su misura così come tutti i dettagli e gli elementi di arredo. Una ricchezza artigianale e autoriale che caratterizza l’ambiente nella sua interezza, negli interni così come all’esterno, arricchito dalla vegetazione scultorea progettata dal designer botanico Yunus Karma.

La fluidità dello spazio è tenuta insieme da un’identitaria coerenza cromatica e materica: il rame, la pelle, il legno, il vetro costruiscono un ambiente caldo e accogliente, dominato da toni neutri e naturali – beige, sabbia, marrone, oro – a evocare il calore del paesaggio mediterraneo, macchiato solo dal verde delle palme e dall’azzurro di alcuni elementi di arredo e decoro, come le poltrone del bar o i contorni dei cassetti della cucina.
Anche il soffitto svolge un simile ruolo di collegamento, concepito proprio come superficie architettonica unificante. La sua ampia varietà formale – delle altezze, delle linee, di materiali e colori – riprende il concetto di stratificazione su cui è costruito l’intero progetto.
L’impressione che si ha nell’attraversare gli spazi è quella di trovarsi in un ambiente che valica il ruolo strettamente funzionale per cui è concepito. L’articolata composizione del ristorante dà vita a un racconto spaziale in cui i sensi del gusto e dell’olfatto, che tracciano i confini tradizionali dell’esperienza culinaria, si completano in un percorso visivo e tattile altamente scenografico che accompagna il visitatore in una immersione gastronomica multisensoriale.
>>> Scopri anche il ristorante Iris, racchiuso in una capsula che galleggia sul mare






Location: Beykoz district of Istanbul, Türkiye
Architect: Urbanjobs
Gross Floor Area: 575 m²
Main Contractor: Altamira Ventures
Consultants
Lighting Design: Planlux
Fire Safety: Etik Yangin
Photography by İbrahi̇m Özbunar, Ece Pekbaşaran, courtesy of Urbanjobs