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Lucy Harris: il design come linguaggio ereditario

La progettista newyorkese disegna interni plasmati dalla memoria, dal modernismo e dall'artigianato

Lucy Harris Studio

Lucy Harris: il design come linguaggio ereditario
Scritto da Redazione The Plan -

Per Lucy Harris il design non è una disciplina acquisita, ma un linguaggio ereditato. Cresciuta in una casa modernista nel New England, con una madre ceramista e un padre fotografo, l’interior designer è stata immersa fin da piccola nell’arte del fare. La sua genealogia familiare, che include ebanisti, artisti, architetti e attivisti sociali, affonda le radici nei primi anni del Novecento, con le donne spesso protagoniste della ricerca creativa e intellettuale.

Circondata da un design d'alta qualità e senza tempo, Harris ha sviluppato fin dall’infanzia una sensibilità profonda per l’arte e la progettazione.

 

Lucy Harris: «Il design nasce dalle persone»

Scarsdale House - Lucy Harris Studio © Read McKendree, courtesy Lucy Harris Studio

Scarsdale House. Foto: © Read McKendree / JBSA. Stylist: Olga Naiman


Dopo un percorso formativo presso Meyer DavisLucy Harris ha fondato il suo studio a New York nel 2012. Il suo approccio progettuale si basa su una filosofia chiara e al tempo stesso articolata: il design nasce dalle persone. «Mi interessano le storie», spiega, «e mi piace tradurre le storie di vita delle persone nelle loro case». Ogni progetto prende avvio da un’analisi approfondita di come i committenti vivono, si muovono, lavorano e condividono gli spazi. «I nostri clienti sono la nostra ispirazione», osserva Harris. «Sono il punto di partenza di ogni progetto».Scarsdale House - Lucy Harris Studio © Read McKendree, courtesy Lucy Harris Studio

Scarsdale House. Foto: © Read McKendree / JBSA. Stylist: Olga Naiman


Radicato nell’eredità culturale della sua famiglia
, il lavoro dello studio attinge a molteplici movimenti artistici e progettuali, restando però saldamente ancorato al modernismo. I principi del Bauhaus e la chiarezza scandinava informano un linguaggio fatto di misura e precisione, ma Harris rifiuta deliberatamente ogni rigidità stilistica. «Il modernismo non è una tendenza», afferma. «È un flusso di energia che deve allinearsi con ogni progetto». Nella sua pratica, il modernismo diventa così una struttura flessibile, non un’estetica fissa, capace di generare interni caldi, tattili ed emotivamente coinvolgenti.

 

Eclettismo e sensibilità inteculturale

Scarsdale Pool House - Lucy Harris Studio © HulyaKolabas, courtesy Lucy Harris Studio

Scarsdale Pool House. Foto: © Hulya Kolabas. Stylist: Mieke ten Have


L’eclettismo è al centro dell’identità dello studio. Harris descrive spesso il suo approccio come un «bouquet impossibile», evocando i pittori fiamminghi che accostavano elementi destinati, in natura, a non coesistere. Pezzi contemporanei dialogano con oggetti storici e da collezione, selezionati a livello globale e assemblati con intenzionalità.Scarsdale Pool House - Lucy Harris Studio © HulyaKolabas, courtesy Lucy Harris Studio

Scarsdale Pool House. Foto: © Hulya Kolabas. Stylist: Mieke ten Have


Dopo aver vissuto a Roma e Milano e viaggiato frequentemente in Europa, Harris porta nel suo lavoro una sensibilità interculturale, ricercando arredi, tappeti, illuminazione e materiali in tutto il mondo, ma collaborando anche con artigiani specializzati, da Brooklyn a Los Angeles, per realizzare progetti su misura. Il risultato è un interior design stratificato e personale, mai prescrittivo. Spazi modellati dalla memoria, dalla materia e dall’uso, in cui il modernismo non è un fine, ma uno strumento al servizio della vita quotidiana.

 

I progetti come storie da raccontare

Scarsdale Pool House - Lucy Harris Studio © Hulya Kolabas, courtesy Lucy Harris Studio

Scarsdale Pool House. Foto: © Hulya Kolabas. Stylist: Mieke ten Have


Questa filosofia emerge chiaramente nella Scarsdale House, concepita come un esercizio di «minimalismo romantico». Bilanciando un’architettura formale con la vita dinamica di una famiglia di cinque persone, Harris ha creato interni eleganti, contemporanei e vissuti. Arredi di design internazionale ammorbidiscono il linguaggio tradizionale dell’edificio, introducendo personalità e freschezza. Poco distante, la Scarsdale Pool House reinterpreta l’architettura per il tempo libero come rifugio utilizzabile tutto l’anno, attraverso tonalità morbide, legni naturali e una continuità fluida tra interno ed esterno.Chelsea High Line Apartment - Lucy Harris Studio © Read McKendree, courtesy Lucy Harris Studio

Chelsea High Line Apartment. Foto: © Read McKendree / JBSA. Stylist: Katja Greeff


Nel Chelsea High Line Apartment, il calore bilancia il contesto urbano. «Volevamo offrire al cliente una fuga dalla città», ricorda Harris, creando un’esperienza sensoriale fatta di forme curve, toni ocra e terracotta e materiali tattili. La Brooklyn Townhouse, progettata per una giovane famiglia, incarna in modo emblematico il suo “bouquet impossibile” con forme organiche, colori autunnali, tappeti sovrapposti e oggetti scultorei che animano spazi inondati di luce naturale proveniente da lucernari e aperture verso il giardino.Chelsea High Line Apartment - Lucy Harris Studio © Read McKendree, courtesy Lucy Harris Studio

Chelsea High Line Apartment. Foto: © Read McKendree / JBSA. Stylist: Katja Greeff


Il prossimo capitolo riporta Harris alle origini: la ristrutturazione di un fienile del 1791 nel New Hampshire. I 65 acri di boschi e prati appartengono alla sua famiglia da 135 anni e sono stati utilizzati per tre generazioni come rifugio e studio d’artista, destinati oggi a tornare a essere uno spazio di incontro familiare e di ricerca creativa.

 

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Brooklyn Townhouse - Lucy Harris Studio © Brian W. Ferry, courtesy Lucy Harris Studio

Brooklyn Townhouse. Foto: © Brian W. Ferry. Stylist: Katja Greeff

Brooklyn Townhouse - Lucy Harris Studio © Brian W. Ferry, courtesy Lucy Harris Studio

Brooklyn Townhouse. Foto: © Brian W. Ferry. Stylist: Katja Greeff

In copertina: Lucy Harris. Foto: © Weston Wells
Tutte le immagini courtesy Lucy Harris Studio
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