Ultimi giorni per visitare l'installazione Le Stanze del Metallo, allestita durante la Milano Design Week 2026 nel Cortile d'Onore dell'Università degli Studi di Milano, dove resterà fino al 30 aprile. Progettata da Alessandro Pandolfo – direttore creativo di Secco Sistemi, realtà che da oltre 70 anni contribuisce all’evoluzione dell’ingegneria del serramento – l'opera si inserisce nell'ambito della mostra-evento INTERNI Materiae, proponendo un viaggio immersivo che celebra l’incontro tra architettura e metallo.
Le Stanze del Metallo si compone di quattro volumi cilindrici autoportanti – realizzati con lamiere di corten, inox brunito, ottone e acciaio zincato – distribuiti nello spazio come presenze in dialogo con l’ambiente. Il metallo si trasforma così da semplice rivestimento a materia viva, in un luogo come La Statale, che da molti anni rappresenta il cuore della Design Week milanese.

Come nasce l'idea per l'installazione Le Stanze del Metallo?
Nasce dalla volontà di andare oltre il prodotto finito, riportando l’attenzione all’essenza della materia da cui tutto ha origine. Il progetto prende forma dal desiderio di rendere visibile ciò che quotidianamente anima l’azienda dove lavoro, l’attenzione per i metalli e la forza della loro trasformazione. L’installazione si configura come un viaggio sensoriale nella materia al suo stato più autentico, una narrazione costruita attraverso suoni e profumi che ne amplificano identità e profondità. Ogni stanza è dedicata a un metallo utilizzato da Secco Sistemi, ottone, corten, inox e acciaio zincato, e ne esplora le diverse espressioni. Il visitatore è invitato a entrare, sostare, lasciarsi attraversare dallo spazio e dalle sensazioni che ogni superficie è in grado di evocare.
In che modo l'opera interpreta il tema del Fuorisalone di quest'anno, Essere Progetto, e quello della mostra-evento Materiae?
In quanto percorso immersivo, l’installazione invita ad entrate in relazione con la materia che è alla base del progetto, un viaggio tra architettura e metallo, tra tecnologia e percezione. Il visitatore è invitato a riscoprire la bellezza della materia al suo stato naturale liberandosi dalle sovrastrutture che solitamente la “limitano”. In questo contesto, il metallo non è più solo complemento tecnico ma linguaggio poetico e architettonico che, nella sua configurazione circolare, invita il visitatore a sostare in ciascun ambiente per vivere la materia pienamente, a 360 gradi. Ogni metallo si racconta tramite la sua matericità e nel modo in cui riflette la luce, accompagnato da suoni e profumi che la narrazione poetica.
Corten, Inox Brunito, Ottone e Acciaio Zincato sono i quattro metalli protagonisti dell'opera, a ognuno dei quali è dedicata una stanza: quali sono le caratteristiche distintive di ciascuno di essi in termini di valenza estetica?
Ogni metallo ha una sua identità e racconta una storia diversa. Il corten è un materiale che ha imparato a difendersi dagli agenti atmosferici che lo scalfiscono trasformandosi, facendo della ruggine una corazza che registra i segni del tempo che passa e che lo caratterizza. L’inox brunito invita al silenzio e alla contemplazione, trattiene la luce infondendo calma; la superficie, brunita a mano, si mostra lentamente strato dopo strato. L’ottone, nobile e avvolgente con i suoi riflessi d’orati, caldi come il sole al tramonto: non invecchia ma matura e con il tempo si fa più vero. Infine l’acciaio zincato, rigoroso e severo, infonde un senso precisione, disciplina e equilibrio. Ricoperto da un sottile velo che lo protegge, la sua bellezza risiede nella funzione.
Che ruolo svolgono nell'installazione suoni, profumi, tendaggi e la forma delle lamiere?
Sono gli elementi che compongono assieme ai metalli il percorso sensoriale, permettendo al visitatore di immergersi in una narrazione poetica attraverso il contatto diretto con i metalli, ascoltando suoni e riconoscendo profumi creati su misura con l’intento di evocare sensazioni diverse a seconda del materiale. Nel corten, per esempio, note di patchouly tabacco e mirra narrano di trasformazione e di tempo che scorre, nell’ottone invece il senso di familiarità avvolgente e sontuosa è data da note di bergamotto, ambra e legno di cedro.
La disposizione circolare e il tendaggio filtrano gli ambienti, rallentano il ritmo della visita, creando una condizione di sosta necessaria e un momento per entrare in contatto con la materia. La forma delle lamiere, che compongono le stanze, ha una funzione strutturale, al tempo stesso replica il ciclo produttivo dei prodotti Secco, la cui piegatura conferisce rigidità ai profili. Questa configurazione inoltre ha un ruolo di isolante acustico e permette al metallo di mostrarsi in tutte le sue sfumature anche grazie al sistema di illuminazione integrato che ne valorizza finiture naturali e bruniture.
Quale significato assume per Secco Sistemi la presenza dell’azienda negli spazi della Statale, uno dei luoghi simbolo della Milano Design Week?
Partecipare all’evento di design più famoso al mondo, in particolare nel suo cuore pulsante, il Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, rappresenta il raggiungimento di un obiettivo che è stato a lungo cercato. Ricevere un invito di tale prestigio è stato motivo non solo di grande orgoglio, ma ha anche offerto alla Secco la possibilità di raccontarsi oltre i suoi prodotti, portando al Fuorisalone non solo le Materiae con cui lavora ma anche la propria competenza industriale coniugata ad una sensibilità verso il mondo del design.

