Il Los Angeles County Museum of Art (LACMA) inaugura ufficialmente le David Geffen Galleries. Frutto di una partnership pubblico-privata di lungo termine tra il museo e la contea di Los Angeles, il progetto nasce dalla collaborazione del celebre architetto svizzero Peter Zumthor con il direttore del museo Michael Govan e lo studio di architettura Skidmore, Owings & Merrill (SOM). L’impegno nella costruzione delle nuove gallerie per la collezione permanente del LACMA ha ispirato alcune delle più importanti donazioni economiche e artistiche nella storia del museo, provenienti da una vasta comunità di sostenitori.

Il progetto di Zumthor per le David Geffen Galleries è una struttura rivestita in vetro e cemento lunga circa 275 metri che si snoda con linee morbide e sinuose lungo Hancock Park e attraversa Wilshire Boulevard. 
La particolarità dell’intervento risiede nella sua organizzazione spaziale. Il livello espositivo sopraelevato offre ampie vedute sulla Città e crea al contempo piazze aperte e nuovi spazi pubblici sottostanti. La sua configurazione consente di presentare tutte le opere su un unico piano permettendo ai curatori di creare connessioni originali svincolate dalle classificazioni tradizionali e ai visitatori una fruizione libera, guidata dalla curiosità più che da un percorso prestabilito.
Anche lo studio della luce naturale rappresenta una componente importante nel progetto. Le gallerie lungo il perimetro, aperte verso la città attraverso ampie superfici vetrate a tutta altezza, convivono con ambienti più raccolti e contemplativi, in un delicato equilibrio tra luce e ombra, tra trasparenza e introspezione. I sottili cambiamenti atmosferici, a seconda dell’ora del giorno, della stagione e del clima, trasformano continuamente la percezione delle opere e dello spazio. Anche le tende tessili progettate su misura dalla designer giapponese Reiko Sudō partecipano a questa narrazione sensoriale: tessuti cromati e trasparenti filtrano la luce naturale aggiungendo ulteriore profondità all’architettura e proteggendo le opere sensibili alla luce.

L’allestimento inaugurale delle David Geffen Galleries è il risultato del lavoro congiunto di quarantacinque curatori provenienti da differenti aree di studio. La palette materica sobria che caratterizza gli ambienti mette in risalto le opere della collezione, che occupano oltre 10.000 metri quadrati di spazi espositivi. Il percorso espositivo si dispiega come una sequenza narrativa tra Oceano Pacifico, Indiano e Atlantico e Mar Mediterraneo, volta a esplorare le connessioni tra diverse culture, tradizioni artistiche e aree geografiche.
Le gallerie dedicate all’Oceano Atlantico riuniscono tessili africani e afroamericani, dipinti, sculture e arredi latinoamericani, opere della ricca collezione fotografica del XX secolo del LACMA, oltre a esempi di arti decorative e design statunitense. Quelle dedicate all’Oceano Pacifico esplorano invece gli scambi culturali della regione, segnati dai viaggi indigeni, dall’espansione imperiale e dalle rotte del commercio globale.
Le sezioni dedicate all’Oceano Indiano, una delle più antiche reti marittime della storia umana e sede di alcune delle città portuali più antiche del mondo, attraversano l’intero arco cronologico della collezione; mentre le gallerie del Mediterraneo riflettono sulle profonde interconnessioni culturali della regione attraverso dipinti, disegni, sculture e arti decorative provenienti dal mondo islamico ed europeo, opere dai territori un tempo governati dalla Spagna, antichità egizie, greche e romane e capolavori barocchi.
Per l’apertura delle nuove gallerie, il LACMA ha inoltre commissionato quattro importanti opere site-specific: Octavia’s Gaze (2025) di Todd Gray, Jagyeong Hall, Gyeongbok Palace (2026) di Do Ho Suh, Fulani (A Map of the Crown) (2024) di Tavares Strachan e Threading the Boundless: Omnidirectional Terrain (2025) di Sarah Rosalena, un arazzo lungo otto metri realizzato a mano a partire da immagini satellitari, come quelli di Marte e della Terra, che l’artista ha distorto.

Il livello espositivo delle David Geffen Galleries è sostenuto da sette padiglioni che ospitano spazi educativi e pubblici, un teatro, negozi e ristoranti. Gli spazi tra e intorno ai padiglioni, ombreggiati dal piano principale sovrastante, offrono aree aperte pensate per l’arte pubblica, tra cui l’East West Bank Commons e la W.M. Keck Plaza sul lato nord di Wilshire Boulevard. L’intera piazza è essa stessa un’opera commissionata all’artista Mariana Castillo Deball intitolata Feathered Changes. I motivi disegnati a mano dall'artista visiva animano la piazza all'aperto con le loro texture, caratterizzate da una serie di vivaci stampe animalier e da linee sinuose. 
In questo spazio aperto e permeabile, la collezione del LACMA - composta da oltre 155.000 opere che attraversano più di seimila anni di storia - può essere riletta attraverso connessioni inattese e narrazioni trasversali. L’architettura diventa così un dispositivo capace di suggerire relazioni, contaminazioni e nuovi cortocircuiti culturali.






Location: Los Angeles, California, USA
Completion: 2026
Architect: Peter Zumthor & Partner, Skidmore, Owings & Merrill (SOM)
Main Contractor: Clark Construction
Project Manager: Aurora Development
Consultants
MEP, Lighting, Sustainability/LEED: Buro Happold
Civil: KPFF
Electrical: SASCO
Mechanical and Plumbing: ACCO
Landscape: Olin
Cover image: © Iwan Baan
All images courtesy of Peter Zumthor & Partner