La storia di Casa Frati è indissolubilmente legata al suo territorio e alla sua tradizione, ma lo è anche e soprattutto, oggi, a quella dei suoi proprietari, Samira e Nicolai. Lei, in questa residenza a Veleggio sul Mincio – un paesino tra Verona e il lago di Garda –, ha portato l’essenza delle terre che l’hanno vista crescere, il calore di Teheran, l’essenzialità di Stoccolma, le luci e l’eclettismo di Dubai, dove ha conosciuto Nicolai. Lui ha fatto lo stesso, da vero cittadino del mondo: le sue radici natali a Rio de Janeiro da mamma cinese e papà danese, poi le tradizioni della Corea del Sud, della Francia, della Danimarca, infine di New York, dove lui e Samira hanno conosciuto l’architetto Alberto Pizzoli.
E così, passo dopo passo, insieme hanno creato una nuova casa in un nuovo Paese, per un nuovo inizio. Una sola richiesta essenziale che ha portato a Casa Frati, alla fine: un luogo di pace, con una verde e infinita campagna vicina che entra all’interno degli spazi di vita, dove poter far vivere in tranquillità anche Napoleon e Caesar, i due barboncini di Samira e Nicolai.

La scelta è arrivata subito da parte della coppia, che per due anni l’ha voluta abitare e conoscere quella casa risalente al Novecento, in tipico stile rurale. Solo dopo è arrivata la richiesta al progettista di trasformare Casa Frati in un «manifesto di ospitalità»: e ora è proprio così, tra celebrazioni, feste, compleanni, persino un matrimonio.
L’intervento di Alberto Pizzoli ha dunque ricercato un profondo rispetto tra passato e contemporaneità, tra tradizione e nuove necessità, nonché una valorizzazione dei cambi di quota tra i tre diversi moduli della residenza e del portico frontale, un tempo spazio di servizio agricolo accanto all’antico pozzo e ora chiuso, dotato di ampie vetrate e trasformato in una splendida veranda in costante contatto con il giardino. Questa può essere utilizzata sia come zona pranzo o cena sia come angolo di convivialità e riposo.
Altro cuore pulsante della casa è rappresentato dal salotto, reso ancora più accogliente dal calore dato dal parquet in rovere naturale e dal rigore formale di un camino scultoreo con la base realizzata in marmo rosso scuro. Da qui, poi, scendendo giusto un paio di gradini si può arrivare alla cucina, caratterizzata da toni chiari, neutri e naturali, nonché da un pavimento in pietra bianca di Verona che riprende quello della veranda.
Al primo piano, poi, un salotto più intimo e familiare, la camera padronale e una prima camera ospiti.

Nel complesso, lo stile della casa è piuttosto eclettico, tra minimalismo scandinavo e tessuti e calore mediorientale, ma presenta anche un’anima tech. Nicolai è infatti un appassionato di musica e il secondo piano è stato adibito a suo rifugio creativo: per questo è stato completamente rifatto il tetto, con travi “uso fiume” per conservare il fascino rustico e che al contempo si contrappongono a un pavimento in resina grigio chiaro.
L’ultimo «capitolo», come l’ha definito l’architetto, della ristrutturazione ha riguardato l’esterno, dove sono stati completamente ridisegnati i cancelli di ingresso e il viale alberato del giardino. La pavimentazione esterna è rimasta quella originale, mentre i muri esterni sono stati finiti con intonaco di calce naturale: la facciata principale, in questo modo, vibra di luce dorata a tutte le ore, in particolare al tramonto. «Casa Frati non è più solo una ristrutturazione; è un porto sicuro», concludono Pizzoli, Samira e Nicolai.















Location: Verona, Italy
Interior design: Alberto Pizzoli Architetto
Client: Private
Suppliers: Ideal Standard, Vimar, Kerakoll, Marazzi
Photography: Simone Marcolin, courtesy of Alberto Pizzoli Architetto