Nel villaggio di Kościelisko, ai piedi dei Monti Tatra, BXB studio Bogusław Barnaś realizza una residenza che reinterpreta l’architettura tradizionale del Podhale attraverso una visione contemporanea del rapporto tra abitare e natura.
The House with a Private Giewont nasce come omaggio al celebre sentiero che conduce alla cima del Giewont e traduce questa esperienza in un percorso architettonico che attraversa l’intera abitazione.
The House with a Private Giewont: il legame con il territorio

© Piotr Krajewski
Il nome della casa richiama una delle montagne più caratteristiche della regione, il Giewont, conosciuto come il “cavaliere dormiente”, sia per il suo profilo, sia per una leggenda popolare secondo cui nelle sue grotte riposerebbe un esercito di cavalieri pronto a risvegliarsi per proteggere la nazione.

© Rafał Barnaś
Lo stretto rapporto con il territorio ricorre in tutto il progetto, a partire da una connessione simbolica e visiva privilegiata che la costruzione instaura con il Monte, incorniciato costantemente con aperture e affacci. La casa rilegge le antiche baite dei pastori del Podhale, reinterpretandone proporzioni, matericità e impronta paesaggistica; allo stesso tempo rende esplicito un tributo ai Tatra, con colori, texture e materiali che ne evocano il paesaggio.
L’accesso all’abitazione avviene tramite un percorso in grandi lastre di pietra che richiama i sentieri d’alta quota, introducendo all’esperienza narrativa.
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Un involucro mutevole

© Piotr Krajewski
All’esterno la casa appare come un volume compatto con copertura in lamiera titanio-zinco, una scelta durevole e coerente con i toni grigio-roccia del paesaggio. La facciata è definita da pannelli mobili traforati, progettati su misura, che richiamano – nella texture e nel colore bianco – le vette innevate dei Tatra e i motivi decorativi locali.

© Rafał BarnaśL’
automazione consente di
aprire o chiudere il rivestimento, trasformando l’
edificio in un
guscio protettivo quando necessario. Dopo il
tramonto, grazie all’
illuminazione integrata, la casa assume l’aspetto di una
lanterna che diffonde una
luce morbida attraverso la
trama dei pannelli. Il
giardino, composto da
rocce locali e
pini montani, prosegue il
dialogo con il territorio.
Interni concepiti come un sentiero

© Piotr Krajewski
L’idea di cammino prende forma in una struttura verticale in acciaio nero che attraversa i quattro livelli dell’abitazione: una vera e propria spina dorsale che organizza gli spazi ed è visibile da quasi ogni ambiente, persino dal garage, sormontato da un soffitto vetrato.

© Piotr Krajewski
Al culmine del percorso, una passerella sospesa oltrepassa il soggiorno a doppia altezza, attraversa la parete di testata vetrata e si prolunga all’esterno in una piattaforma panoramica situata all’altezza del colmo del tetto. Sostenuta da tre sottili cavi in acciaio, la passerella presenta un parapetto metallico che si dissolve gradualmente in una struttura interamente in vetro.
La zona giorno, ai piani superiori, beneficia della migliore vista verso il Giewont: la grande parete vetrata inquadra la montagna come parte integrante dell’interno, rafforzando la dimensione emozionale del progetto.

© Piotr Krajewski
The House with a Private Giewont è una fusione equilibrata tra
tradizione alpina e
sperimentazione contemporanea. Attraverso
materiali essenziali, un
involucro dinamico e un
percorso architettonico esperienziale, la casa stabilisce un
rapporto profondo con la montagna, trasformando l’abitare in un dialogo continuo con il
paesaggio dei Tatra.
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© Rafał Barnaś

© Rafał Barnaś

© Rafał Barnaś

© Piotr Krajewski

© Piotr Krajewski

© Piotr Krajewski

© Piotr Krajewski

© Piotr Krajewski
