Esempio concreto di densificazione urbana intelligente, la struttura a Tampere integra l'impianto sportivo con edifici residenziali, un centro commerciale e parcheggi, creando una città in miniatura
Nel cuore di Tampere, in Finlandia, tra strade residenziali compatte e servizi di quartiere, si nasconde uno degli esperimenti urbani più audaci del Nord Europa: il Tammela Stadium, a firma di JKMM Architects. Più che un semplice impianto sportivo, è un frammento di città che ha scelto di crescere su se stesso invece di espandersi verso la periferia. Un luogo dove calcio, case, negozi e parcheggi convivono sotto lo stesso tetto, ridefinendo il significato di stadio nel XXI secolo.

Per decenni gli stadi urbani sono stati cattedrali intermittenti: pieni di vita per novanta minuti, deserti per il resto della settimana. Tampere ha deciso di rovesciare questo paradigma. Invece di spostare l’impianto fuori dal centro – soluzione adottata da molte città europee – l’amministrazione ha scelto di mantenerlo nel quartiere storico di Tammela, trasformandolo in un complesso ibrido capace di funzionare 24 ore su 24.
Il vecchio stadio, costruito negli anni Trenta e tra i primi in Finlandia dedicati esclusivamente al calcio, occupava già un intero isolato. Con il tempo, però, l’area intorno si è densificata: nuove abitazioni, attività commerciali, flussi urbani più intensi. La sfida non era solo sostituire un impianto obsoleto, ma inserirne uno contemporaneo senza spezzare l’equilibrio del quartiere.
La risposta è arrivata nel 2014, quando la città ha bandito un concorso a inviti vinto dallo studio JKMM Architects con una proposta dal nome evocativo: Hattutemppu, ovvero tripletta. Un progetto che non si limitava a disegnare uno stadio, ma immaginava un intero lotto urbano come organismo unitario.
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Oggi il complesso occupa una superficie di 50.000 m2. Il campo e le tribune – 13.500 m2 – sono incastonati al centro, mentre sui lati est e ovest si innalzano edifici residenziali rivestiti in mattoni chiari che ricompongono la cortina stradale. Dalla strada, l’impianto quasi scompare: ciò che si percepisce è un isolato elegante e compatto. Solo entrando nei varchi agli angoli si rivela il “gioiello nascosto”, come lo ha definito parte della critica finlandese.
La capienza è di intorno agli 8.000 posti per le partite di calcio, con standard UEFA di categoria 4 per competizioni internazionali, e può arrivare a 15.000 spettatori in caso di concerti o grandi eventi. Lo stadio è la casa dell’Ilves Tampere, ma il suo utilizzo va ben oltre il calendario sportivo.
Sotto il campo trovano posto un parcheggio sotterraneo e un centro commerciale; ai livelli superiori si sviluppano cinque edifici residenziali, parte dei quali realizzati in collaborazione con YIT Suomi Oy, una delle principali imprese di costruzione e sviluppo immobiliare nel Nord Europa. L’accesso è organizzato con precisione: ingressi pubblici agli angoli del lotto, varco dedicato ai tifosi ospiti a nord-est, accesso riservato a squadre, stampa e VIP sul lato ovest, collegamenti indipendenti per le funzioni commerciali e i residenti. La complessità dei flussi è stata uno dei nodi più delicati del progetto, risolto con un sistema di percorsi distinti ma integrati.
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Dal punto di vista architettonico, l’elemento più riconoscibile è la copertura arcuata che corre da est a ovest. Due grandi pensiline sospese in acciaio, con un profilo curvo e leggero, avvolgono le tribune e dialogano con i volumi residenziali. Le pareti vetrate alle estremità alleggeriscono l’impatto visivo e consentono alla luce di filtrare all’interno. Le strutture metalliche sono progettate per assecondare i movimenti dovuti ai carichi di neve – una variabile tutt’altro che secondaria alle latitudini finlandesi – grazie a giunti che permettono spostamenti verticali e laterali controllati.
I pilastri angolari inclinati, con basi in calcestruzzo armato e diramazioni superiori in acciaio prefabbricato, trasferiscono i carichi della copertura alle fondazioni senza gravare sugli edifici residenziali. In questo modo le abitazioni mantengono autonomia strutturale e durabilità indipendente dall’impianto sportivo. È un esempio di progettazione “tettonica”, dove la struttura non è solo tecnica ma diventa linguaggio architettonico.
I materiali contribuiscono a radicare il complesso nel contesto: mattoni chiari lungo il perimetro, superfici in calcestruzzo a vista negli ingressi, acciaio e vetro per le parti più leggere. La copertura, rivestita con una membrana bituminosa chiara su supporto in compensato, riflette la luce e contribuisce alla riduzione degli inquinanti atmosferici. Il quartiere è servito da trasporto pubblico e collegato alla rete cittadina di teleriscaldamento e raffrescamento, riducendo l’impatto energetico complessivo.
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Il percorso verso l’inaugurazione, avvenuta nel 2024, non è stato lineare. Dopo la vittoria del concorso, il progetto ha attraversato revisioni, confronti con la comunità locale, iter autorizzativi complessi e la parentesi della pandemia. Solo tra il 2020 e il 2021 è arrivato il via libera definitivo al cantiere. Una gestazione lunga, che testimonia quanto sia delicato intervenire in un tessuto urbano consolidato.
Il risultato, però, ha convinto critica e istituzioni. Il complesso ha ricevuto il Finlandia Prize for Architecture 2024, riconoscimento promosso dall’Ordine degli Architetti Finlandesi per opere capaci di generare valore culturale e benessere collettivo. Un premio che non celebra solo la qualità formale, ma soprattutto la capacità di immaginare città più compatte e sostenibili.
Il Tammela Stadium incarna una tendenza sempre più diffusa in Europa: rigenerare la città esistente anziché consumare nuovo suolo. Invece di separare funzioni – sport qui, case altrove, commercio in un altro punto – le sovrappone in un sistema integrato. Lo stadio non è più un oggetto isolato, ma una miniatura urbana che vive ogni giorno: la mattina con i residenti che escono di casa, il pomeriggio con i clienti dei negozi, la sera con le luci accese sul campo.
In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata parola chiave ma spesso resta slogan, Tampere offre un esempio concreto di densificazione intelligente. Qui il calcio non è solo spettacolo, ma motore di rigenerazione urbana. E lo stadio, da spazio vuoto intermittente, si trasforma in un pezzo di città che respira insieme ai suoi abitanti.
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Location: Tampere, Finland
Completion: 2024
Size: 47,350 m2
Client: City of Tampere
Architect: JKMM Architects
Structural: Ramboll Finland
Geotechnics, Acoustics: A-Insinöörit
HVAC: Granlund Tampere
Fire Protection, Electrical, AV: Ramboll Finland
Landscape: VSU maisema-arkkitehdit
Photography: Hannu Rytky, Tuomas Uusheimo
All images courtesy of JKMM Architects