Una nuova primaria a Mantova che interpreta lo spazio come forma di educazione
Da una parte l’evoluzione del concetto di skholé, dall’altra le parole di un’autorevole figura di riferimento del settore dell’educazione come Franco Lorenzoni: «La città dovrebbe essere capace di tornare a scuola e la scuola di aprirsi alla città». A partire da questi principi cardine è andato sviluppandosi il progetto per la nuova primaria intitolata a Piero Angela di Mantova, firmata dallo studio Atelier(s) Alfonso Femia, inaugurata a marzo 2026 (aprirà poi a partire dall’anno 2026/2027) e realizzata grazie a fondi Pnrr nell’ambito del Programma Innovativo della qualità dell’abitare (PinQuA).
Aule montessoriane, palestra, aree gioco all’aperto, giardini, una mensa e orti, una corte a cielo aperto, una copertura abitabile per attività e laboratori, un’agorà: spazi interni ed esterni, per un totale di 4.700 metri quadri, si completano a vicenda e hanno confini sfumati tra loro, diventando a tutti gli effetti «forme di educazione», volendo riprendere le parole dell’architetto Femia.

L’architettura della scuola Piero Angela può essere letta come un ritorno e una restituzione del duplice significato del termine skholé: ozio come tempo dedicato al piacere intellettuale e luogo dell’insegnamento e dell’educazione, entrambi valori sintetizzati nelle scelte progettuali, materiche, di distribuzione degli ambienti, geometriche, così da creare luoghi da abitare e in cui crescere.
L’idea di skholé si ritrova poi anche nella sfumatura dei confini e delle partizioni tra indoor e outdoor: tutto ruota intorno a corti e giardini, ma anche e soprattutto alle persone, agli studenti e agli insegnanti. «L’architetto ha il dovere di realizzare progetti che soddisfino le esigenze, ma anche i desideri delle comunità, interpretandoli attraverso una visione responsabile e generosa», ha sottolineato Alfonso Femia.

«La Piero Angela è una scuola fatta di aule flessibili, di verde, ma anche di intelligenza previsionale, che tiene conto del futuro andamento demografico, dei grandi cambiamenti in termini generali – ha spiegato il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi –. Non abbiamo realizzato semplicemente una scuola, ma un pezzo di città». E per fare questo si sono tenute come faro le parole del maestro Franco Lorenzoni, nonché fondatore del centro di sperimentazione educativa Casa-laboratorio di Cenci, monito ad aprire la scuola alla città e viceversa. Due gli ingressi, così da facilitare l’arrivo da varie parti della città.
La primaria Piero Angela è dunque qualcosa di molto più di una scuola: è un landmark architettonico e urbano, è un centro civico in grado di accogliere una comunità allargata. La scuola, a corte e su due piani, è caratterizzata da molti spazi ibridi, multifunzionali, con un piano terra pensato per aprirsi al quartiere, così come lo sarà la palestra (di 1.300 metri quadri). Al piano superiore, tra le altre cose, laboratori e una biblioteca con sedute e divanetti per ospitare studenti e insegnanti.

Tutti gli spazi della scuola, da quelli interni come le 15 grandi aule riconfigurabili e ampliabili per 375 bambini in totale, fino a quelli esterni, sono progettati e allestiti in modo innovativo, con un’organizzazione funzionale al sostegno dell’apprendimento – «imparare facendo e sperimentando» –, dell’educazione e, allo stesso tempo, al comfort, garantito anche dall’atmosfera data da colori tenui provenienti dalla natura. Palette che lega sia gli interni sia gli esterni.
In questa visione trovano origine il percorso montessoriano delle lezioni – parallelo all’insegnamento tradizionale – ma anche tutti gli spazi verdi circostanti l’edificio e il tetto calpestabile, pensato per attività e lezioni all’aperto, ma anche per sport e attività di gioco. Inoltre tutti gli spazi, compresi quelli all’aperto, sono protetti e sicuri per gli studenti grazie alla pianta a forma di elle e agli angoli tra i vari volumi.

Ad attrarre lo sguardo, fin dall’esterno, sono i colori tenui, tra il verde e l’azzurro, dell’involucro e delle vetrate, sempre diversi a seconda dell’ora della giornata e dell’incidenza dei raggi solari. I materiali, in altre parole, hanno una valenza narrativa: la ceramica diamantata, densa di riverberi e vibrazioni luminose mai uguali a se stessi, è accostata al vetro. Ma questi non sono gli unici materiali: leggerezza e massività convivono, scansiti dai mutevoli intervalli della ceramica, del policarbonato, dei pannelli prefabbricati e delle tessiture metalliche, funzionali all’oscuramento e alla mitigazione climatica. Infine, sotto il profilo tecnico, l’involucro è stato pensato come attore intelligente, indispensabile per contenere i consumi energetici: trasparenze e opacità lavorano insieme attraverso materiali ad alta prestazione, eco-coerenti e facilmente manutenibili. In copertura, in corrispondenza della palestra, sono installati l’impianto di climatizzazione e il sistema fotovoltaico.
«La scuola, dunque, concede il tempo di respirare, l’opportunità a bimbi e bimbe di “imparare facendo”, di avere visioni e di esercitarsi a immaginare».
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Location: Mantova, Italy
Architects: Atelier(s) Alfonso Femia
Area: 4.700 m2
Client: Comune di Mantova
Local architect: Paolo Vincenzi
Photography: Stefano Anzini, courtesy of Atelier(s) Alfonso Femia