Concepito sulla base dei bisogni percettivi, relazionali e motori della prima infanzia, il complesso scolastico si distingue per qualità spaziale e benessere sensoriale
Situata in provincia di Bergamo, nel Comune di Romano di Lombardia, la scuola dell’infanzia per bambini da 0 a due anni interpreta l’architettura come una presenza educativa attiva, un organismo spaziale costruito intorno ai bisogni relazionali, percettivi e motori dell’infanzia.
«Il progetto nasce come un’architettura sensibile pensata per la vita dei piccoli ospiti, in cui luce, materia e spazio si intrecciano in un equilibrio misurato per accompagnare con discrezione la scoperta del mondo, trasformando ogni soglia in esperienza e ogni relazione in occasione di crescita», sottolinea l’architetto Remo Capitanio di Studio Capitanio Architetti, autore del progetto.

Il concept progettuale nasce dalla consapevolezza del ruolo che lo spazio assume nei primi anni di vita di un bambino, che non si limita a ospitare le attività educative, ma contribuisce direttamente a definire l’identità, la percezione del sé e la relazione con l’altro. Questa consapevolezza si traduce in un impianto distributivo chiaro e leggibile, dove ogni ambiente è concepito per sostenere la pedagogia della scoperta e dove la qualità spaziale e il benessere percettivo diventano strumenti educativi.
L’edificio si inserisce nel paesaggio della bassa pianura bergamasca attraverso un segno orizzontale misurato e silenzioso. La composizione architettonica si definisce mediante un gesto di sottrazione sul fronte sud, che apre lo spazio comune verso il cortile trasformandolo in una naturale estensione delle attività interne. Il giardino diventa parte integrante del percorso educativo, la luce naturale, le variazioni atmosferiche, i suoni e i colori delle stagioni entrano così nella quotidianità dei bambini, stimolando il loro sviluppo sensoriale e motorio.
Un porticato perimetrale continuo definisce una soglia abitabile e protetta, che oltre a svolgere una funzione climatica e di schermatura della luce, crea uno spazio intermedio in cui interno ed esterno si sovrappongono. Per i bambini, il porticato diventa quindi luogo di esplorazione libera, di gioco e di relazione, mantenendo sempre una dimensione di sicurezza e protezione.
L’involucro esterno, rivestito in lamiera di alluminio bianca, si presenta come una superficie essenziale, attraversata da una texture verticale che reagisce alla luce naturale generando continui mutamenti di riflessi e ombre. Anche il sistema di lamelle frangisole del porticato contribuisce a determinare un’esperienza percettiva in movimento: attraversandolo, il paesaggio si frammenta e si ricompone ritmicamente, trasformando l’atto dello sguardo in una sequenza dinamica di immagini.
Questa dimensione introduce per il bambino una forma primaria di esplorazione spaziale, in cui il movimento del corpo modifica continuamente la percezione dell’ambiente.

All’interno, il cuore della scuola è rappresentato dallo spazio comune centrale, attorno al quale si organizzano le aule come spazi aperti e permeabili. La tradizionale logica del corridoio viene superata in favore di una spazialità continua, fluida e relazionale.
Le ampie superfici vetrate, tratto distintivo del progetto, permettono una costante permeabilità visiva tra gli ambienti, favorendo il dialogo tra le diverse attività. La trasparenza assume inoltre un valore profondamente pedagogico: i bambini possono osservare ciò che accade intorno a loro, alimentando curiosità e partecipazione spontanea, mentre gli educatori possono beneficiare di una condizione di controllo diffuso.
La scelta di utilizzare come materiale dominante il legno di betulla, utilizzato nei serramenti e negli arredi integrati, contribuisce a creare un’atmosfera domestica e accogliente, capace di trasmettere familiarità e comfort. Le grandi aperture tra le aule e lo spazio centrale sono caratterizzate da imbotti profondi che diventano soglie abitabili: piccoli dispositivi spaziali destinati alla sosta, all’incontro informale e alla relazione spontanea.
Particolare attenzione è stata infine dedicata alla qualità acustica degli ambienti. I controsoffitti in pannelli di fibra di legno a vista contribuiscono al controllo del riverbero, definendo condizioni sonore più confortevoli, fondamentali per il benessere dei bambini nei primi anni di vita. La componente tecnica si integra così con quella percettiva, in un equilibrio coerente tra prestazione e sensibilità.
In definitiva, il progetto della scuola dell’infanzia di Romano di Lombardia costruisce un paesaggio educativo in cui architettura, pedagogia e natura dialogano in continuità. Uno spazio pensato non soltanto per accogliere, ma per accompagnare con delicatezza la scoperta del mondo, trasformando ogni ambiente in un’occasione di crescita condivisa.
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Location: Romano di Lombardia, Bergamo, Italy
Completion: 2025
Client: Municipality of Romano di Lombardia
Architect: Studio Capitanio Architetti
Main Contractor: Impresa Ecoedile
Consultants
Structural: Sebastiano Moioli
Electrical and Mechanical: ING
Plant Equipment: DueEsse Impianti
Collaborators: Claudio Crevena, Andrea Drago, Greta Cortinovis
Photography: Stefano Tacchinardi, courtesy of Studio Capitanio Architetti