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Althan Quartier e Francis: quando la riconversione diventa progetto urbano

A Vienna, la conversione dell’edificio direzionale, oggi ribattezzato Francis, segna il passaggio da infrastruttura chiusa e impenetrabile a un fulcro urbano trasparente e permeabile dell’Althan Quartier

DMAA | JWA

Francis di DMAA e JWA a Vienna
Scritto da Redazione The Plan -

Nel cuore del nono distretto di Vienna, là dove per decenni la stazione di testa Franz-Josefs-Bahnhof e l’ex sede della Bank Austria hanno agito come una barriera fisica e simbolica, oggi prende forma un nuovo centro urbano. La riconversione dell’edificio direzionale sovrastante la stazione, ribattezzato Francis, firmata da Delugan Meissl Associated Architects (DMAA) insieme a Josef Weichenberger Architects (JWA), segna un passaggio paradigmatico: da infrastruttura chiusa e impenetrabile a fulcro trasparente e permeabile dell’Althan Quartier.

 

Althan Quartier, da un quartiere diviso a una trasparenza informale

Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Gebhard Sengmüller, courtesy DMAA

© Gebhard Sengmüller

La scelta di riconvertire, anziché demolire e ricostruire, non è stata soltanto una decisione progettuale, ma una presa di posizione culturale e ambientale. Conservare la struttura esistente ha significato ridurre drasticamente l’impatto ecologico dell’intervento, risparmiando grandi quantità di CO₂ e preservando risorse preziose. Secondo lo studio condotto da Werner Sobek - esperto di sostenibilità, architetto e ingegnere civile - la riconversione ha consentito un risparmio del 67% delle emissioni rispetto a una nuova costruzione, evitando l’impiego di oltre 122.000 tonnellate di calcestruzzo e quasi 11.000 tonnellate di acciaio. Numeri che trasformano Francis in un caso esemplare nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità urbana.Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA

© Christian Pichlkastner

Ma la sostenibilità qui non si misura solo in dati ambientali. Durante i lavori, la qualità della vita dei residenti è stata tutelata in modo concreto: circa 10.000 viaggi di camion sono stati evitati grazie alla decisione di non demolire l’edificio. Le operazioni di smontaggio, rimozione e riciclaggio sono avvenute quasi interamente all’interno del complesso e nel piazzale di carico sotterraneo, riducendo al minimo rumore, polveri e traffico di cantiere. Un approccio che restituisce dignità al processo edilizio come parte integrante della vita urbana.Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA

© Christian Pichlkastner

Il risultato più evidente della trasformazione è però urbano e spaziale. L’Althan Quartier, con i suoi 2,4 ettari, diventa oggi un elemento di connessione tra Spittelau e Lichtental, quartieri a lungo separati dai binari e da edifici inaccessibili. Nuovi percorsi pedonali, spazi pubblici e semi-pubblici, aree di sosta e funzioni miste restituiscono continuità al tessuto cittadino. Julius-Tandler-Platz, un tempo dominata dal gesto monumentale e autoreferenziale dell’edificio, acquista un nuovo volto, più aperto, accessibile e invitante.

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La riconversione come un’opportunità

Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Gebhard Sengmüller, courtesy DMAA

© Gebhard Sengmüller

Fondamentale in questo processo è stata la rilettura attenta dell’edificio originale degli anni Settanta, progettato da Karl Schwanzer. Attraverso lo studio di disegni storici, documenti d’archivio e la creazione di un gemello digitale tramite BIM, DMAA e JWA hanno compreso il potenziale latente della struttura in cemento armato, straordinariamente efficiente per l’epoca. Questa analisi ha permesso di intervenire con precisione chirurgica: eliminare la facciata specchiante e la scala monumentale ormai anacronistiche, aprire il basamento, introdurre terrazze e nuovi spazi esterni, restituendo all’edificio una dimensione relazionale prima negata.Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA

© Christian Pichlkastner

Il nuovo rivestimento in acciaio inox, opaco e setoso, sostituisce l’effetto riflettente del passato, mentre la ridensificazione avviene in modo misurato, con un ampliamento di due piani arretrati che si integra quasi impercettibilmente nella sagoma esistente. All’interno, otto piani di uffici per 40.000 m² offrono spazi flessibili, altezze generose fino a 3,5 metri e viste che spaziano dai palazzi storici al Liechtenstein Park, fino alla Cattedrale di Santo Stefano.Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA

© Christian Pichlkastner

Francis non è solo un edificio rinnovato, ma un sistema urbano intelligente: accessibilità totale, integrazione con il trasporto pubblico e le reti ciclabili, gestione delle forniture attraverso il piazzale sotterraneo, standard di sicurezza e prestazioni aggiornati, fino alla certificazione ÖGNI Gold. Come sottolinea Dietmar Feistel di DMAA «oltre alle ragioni ecologiche, l’elevata qualità spaziale e la flessibilità di questa struttura modulare, sviluppata nello spirito del modernismo, depongono anch’esse a favore della conservazione del tessuto edilizio esistente». Un’affermazione che fa di Francis non solo un progetto riuscito, ma una lezione per la città contemporanea.

 

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© Christian PichlkastnerAlthan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA
© Christian PichlkastnerAlthan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA
© Christian Pichlkastner
Althan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Christian Pichlkastner, courtesy DMAA
© Christian PichlkastnerAlthan Quartier/Francis - DMAA, JWA © Gebhard Sengmüller, courtesy DMAA
© Gebhard Sengmüller
 

Credits

Location: Vienna, Austria
Completion: 2024
Architect: Delugan Meissl Associated Architects (DMAA), Josef Weichenberger Architects (JWA)
Client: Eristalis Holding
Gross Floor Area: 70.000 m2
Project management: IC

Consultants

Structural: Spirk + Partner
Lighting: Bartenbach
Facade: Dr Pfeiler
HVACR/ Electrics: ICE Project Group
Fire security: Brandrat
Surveyor: Vermessung Meixner
Traffic Planner: Traffix


Photography by:
Christian Pichlkastner, Gebhard Sengmüller, courtesy of DMAA

Cover image by Gebhard Sengmüller

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