L’edificio religioso trasforma un margine frammentato in un luogo identitario e simbolico per la comunità di Enna
Nel margine periferico di Enna, comune siciliano di 25mila abitanti, il complesso parrocchiale dedicato a Santa Lucia sorge come un dispositivo urbano prima ancora che come architettura religiosa. Il progetto, firmato da Atelier di Architettura e maturato attraverso un iter ventennale, - dal concorso promosso dalla Diocesi di Piazza Armerina fino alla sua realizzazione - non è soltanto risposta a una necessità funzionale, ma esito di una lunga sedimentazione di condizioni, vincoli e visioni.

Il quartiere Santa Lucia, situato nella zona bassa della città, si presenta come un sistema discontinuo, una costellazione di recinti isolati, resi tali dalla morfologia acclive e da una viabilità che fatica a costruire relazioni. In questo contesto, il progetto assume come riferimento l’asse stradale nord-sud che lambisce l’area, trasformando un limite in occasione. I volumi del centro parrocchiale seguono il perimetro dell'area, ad eccezione del volume eclittico destinato al sagrato, - vero cuore simbolico dell’intervento - su cui si apre il grande accesso della chiesa e degli altri edifici che compongono il complesso. 
È in questo spazio che si manifesta la duplice natura del progetto: infrastruttura urbana e luogo liturgico. I corpi edilizi minori - sala parrocchiale e sagrestia - si dispongono come un basamento continuo, filtro tra il rumore della strada e la dimensione più raccolta del complesso. L’aula ecclesiale, un volume ellittico, inciso dal grande portale in acciaio Cor-Ten e affiancato dal campanile, segna un’eccezione formale che diventa orientamento visivo.

«L’intero impianto architettonico determina uno spazio di aggregazione a misura d’uomo, facilmente raggiungibile e con una ben definita identità. All’eccezione formale dell’ellisse, alla sua piena ed essenziale matericità, alle sue linee semplici e regolari è affidata non solo la riconoscibilità della chiesa ma anche l’obiettivo di indicarne la presenza nel territorio e di dare origine ad una condizione qualificante sul piano urbano» spiega Giuseppina Farina, architetto dello studio Atelier di Architettura.

L’ellisse, nella sua apparente semplicità, condensa molteplici significati simbolici. Gli stessi progettisti riconducono all’iconografia della Madonna con il Bambino, con esplicito riferimento alle linee essenziali dell’opera realizzata da Henri Matisse per la cappella di Vence. La verticalità dell’aula allude a un’aspirazione trascendente - la Gerusalemme celeste - mentre la sua forma avvolgente evoca un grembo accogliente, quasi un gesto materno che si apre alla comunità.
Questa tensione tra verticale e orizzontale, tra ascesa e accoglienza, si traduce in un impianto che alterna pieni e vuoti. Il perimetro irregolare dell’area viene abitato da aperture strategiche che moltiplicano gli accessi, trasformando il complesso in uno spazio capace di ricucire almeno in parte la frammentazione del quartiere. Il sagrato non è più soltanto uno spazio antistante, ma un dispositivo relazionale.
All’interno, il dinamismo dell’ellisse si amplifica in un percorso che conduce il visitatore dal sagrato all’esonartece (porticato esterno) giungendo all’endonartece (vestibolo interno), fino a un cambio di direzione che restituisce centralità all’altare, orientato a est. 
La luce naturale e artificiale, sempre indiretta e controllata, modella lo spazio liturgico. I tre camini di luce - sull’ambone, sul fonte battesimale, sulla cappella feriale - scandiscono i poli funzionali sottolineando la matericità del marmo di carrara che caratterizza gli spazi, mentre i tagli verticali dell’abside filtrano la luminosità attraverso un trittico di pale d’altare in vetro e resina, generando una vibrazione cromatica che amplifica il senso sacrale. Un sottile taglio perimetrale in copertura segue l’ellisse, diffondendo una luce radente sulle superfici, mentre l’unico fascio diretto, proveniente dall’occhio zenitale, marca l’omphalos, centro simbolico e spaziale.
Il complesso parrocchiale di Santa Lucia restituisce al quartiere il ruolo che la chiesa ha storicamente avuto nei tessuti urbani: non solo spazio di culto, ma luogo identitario catalizzatore di relazioni.
Location: Enna, Italy
Client: Parrocchia Santa Lucia, Enna – Diocesi Piazza Armerina
Completion: 2024
Built Area: 1,400 m2
Architect: Atelier di Architettura
Project Team: Sebastiano Fazzi (Team Leader), Giuseppina Farina, Riccardo Girasole, G. Walter Libertino, M. Gabriella Fazzi
Construction Project Manager: Sebastiano Fazzi, Massimo Vicari, M. Gabriella Fazzi
Main contractors: Icaro Ecology and Co.G.En.
Consultants
Structural: Massimo Vicari
Plant Equipment: Benedetto Giummulè
Art: Gianni Ruggeri, Santo Nicoletti, Angelo Salemi
Paints: Mapei
Entrance Designs: Oikos
Photography: Santo Eduardo Di Miceli, courtesy of Atelier di Architettura