La residenza, nel paesaggio collinare di Capalbio, reinterpreta l’identità dell'edificio rurale per adattarsi alle esigenze abitative contemporanee
Affacciato sul mare dell’Argentario, sulle alture della Maremma grossetana a Capalbio, emerge Il Casale Celato, opera dello studio romano Westway Architects. Destinata all'uso abitativo, la costruzione reinterpreta in chiave contemporanea i casali storici della tradizione rurale toscana e italiana. I suoi 700 m2 distribuiti su due piani spiccano nelle distese verdi del paesaggio collinare.

La richiesta progettuale, avanzata dalla committenza tenendo conto anche delle indicazioni dell’amministrazione comunale, prevedeva che il progetto rispettasse l’identità del casale come parte di un prezioso patrimonio architettonico ereditato dalla storia e dalla cultura contadina. La proposta dello studio coniuga efficacemente una simile attenzione alla tradizione con le moderne esigenze dell’abitare.
All’esterno questo approccio è immediatamente visibile. Alla struttura principale, con il tipico tetto spiovente tegolato, sono accostati diversi volumi che ne ricalcano le forme ma si distinguono per un marcato contrasto cromatico e materico.
Questa contrapposizione sintetizza efficacemente l’operazione del progetto. Se infatti in origine i casali rispondevano a precise finalità funzionali, oggi questo tipo di architettura viene riconosciuto per il suo valore simbolico, estetico, culturale.
I progettisti ne hanno selezionato quindi i tratti formali distintivi, che conservano l’identità della costruzione, riadattandoli per rispondere a necessità del tutto diverse. Le finestre, ad esempio, erano storicamente molto piccole sia per evitare dispersione termica sia per modulare l’ingresso della luce; il casale di Capalbio si caratterizza al contrario per le grandi aperture vetrate, che rispondono ad attuali e contestuali esigenze di tipo abitativo.

Il legame con il paesaggio si trasforma nel progetto di Westway in un’esperienza estetica, contemplativa, e il confine tra interno ed esterno si fa di conseguenza meno marcato, fino ad arrivare a sfumarsi del tutto: la natura è inglobata nell'abitazione, con la luce che inonda gli ambienti e la vista che si estende su tutto il panorama attraverso la creazione accuratamente studiata di “canali visivi”- come li definiscono i progettisti - di collegamento tra il fuori e il dentro.
L’area living al livello superiore è interamente vetrata su tre pareti e a soffitto, e si estende ulteriormente in una zona terrazzata. La sala da pranzo al piano terra è collocata in una serra che comunica direttamente con lo spazio aperto. Allo stesso modo anche l’interno contamina l’esterno: la presenza di una struttura attrezzata con cucina, accanto alla piscina in pietra, trasferisce le funzioni abitative anche al di fuori dei confini domestici.

L’organizzazione degli ambienti - storicamente molto razionale - nel casale di Westway si fa decisamente libera. Sfruttando la morfologia del terreno, l'ingresso è collocato al piano superiore, da cui si scende per raggiungere il piano terra. Quest'ultimo ospita un soggiorno, la sala da pranzo nella serra e la cucina, nascosta da una parete in legno effetto bronzo. Le aree living e le cinque camere da letto, ciascuna con bagno privato, sono distribuite su entrambi i livelli. Al centro della casa spicca la scala, scultoreo elemento di collegamento tra gli ambienti, rivestita della stessa pietra dei pavimenti.
L’architettura si inserisce in un discorso stratificato che comprende identità storica, paesaggio e contemporaneità, riuscendo a costruire complessivamente un dialogo equilibrato tra artificiale e naturale, passato e presente, innovazione e tradizione.
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Location: Capalbio, Grosseto, Italy
Completion: 2024
Built up Area: 700 m²
Client: Private
Architect: Westway Architects
Photography by Serena Eller & Francesco Marano, courtesy of Westway Architects