THE PLAN 167 è l’ottavo e ultimo numero del 2025. Contiene una sezione interamente dedicata alle architetture del Medio Oriente. In copertina mostra il progetto King Abdullah Financial District Metro Station, a Riyadh, Arabia Saudita, opera di Zaha Hadid Architects.
Nell’editoriale “Architettura verde”, il Professor Wilhelm Vossenkuhl sostiene che la vera “architettura verde” non è un modello unico, ma un processo sociale, tecnologico e territoriale che, tra adattamento climatico, uso di materiali e tecniche locali, riqualificazione e collaborazione collettiva, mira a integrare responsabilmente l’ambiente costruito nella natura per evitare un futuro “città infernale”.

Situata a Purbach am Neusiedler See, in Austria, la residenza privata progettata driendl*architects è una casa-loft essenziale ma tecnologicamente sofisticata. È incastonata in una riserva naturale, che sfrutta materiali semplici, vista panoramica, schermature mobili e sistemi energetici rinnovabili per creare uno spazio luminoso, flessibile e acusticamente ottimizzato, concepito come un “laboratorio spaziale” perfetto tanto per la vita quotidiana quanto per la musica.
Per la rubrica Letter from India, di Durganand Balsavar, si parla di due residenze a Surat e una terza in città. Esse mostrano come Matharoo Associates trasformi la casa in un rifugio: padiglioni semplici e permeabili, centrati su corti contemplative, materiali essenziali e spazi flessibili che conciliano vita familiare estesa, intimità, tradizione e funzionalità contemporanea, offrendo luoghi di quiete in un contesto urbano e culturale in rapido cambiamento.

Arbour House, nuova residenza di Patkau Architects sull’isola di Vancouver, fonde basamento abitato e una raffinata copertura lignea filtrante per creare un padiglione luminoso e contemplativo che amplifica viste, luce e paesaggio costiero, offrendo ai residenti uno spazio fluido, intimo e profondamente integrato con la natura circostante.
Per la rubrica Zoom Anna Heringer interpreta la luce come forza fisica, morale e sociale capace di rendere visibili persone e contesti marginalizzati. Nel volume Light – The Natural Force that Makes Things Visible per Zumtobel, il suo sguardo attraversa Bangladesh, Ghana e Austria, mostrando come la progettazione possa unire, emancipare e trasformare.

A Boston, Treehouse di Studio Gang trasforma il centro congressi in un luogo di connessione urbana, sociale ed ecologica: un padiglione in legno ingegnerizzato che si apre al quartiere, porta la vita pubblica in sommità, riduce l’impronta di carbonio con strategie integrate – facciata auto-ombreggiante, fotovoltaico, gestione dell’acqua piovana, calcestruzzi a basso impatto – e costruisce un paesaggio attivo che lega edificio, comunità e fiume Charles.

A New York City, SO–IL trasforma tre residenze di Brooklyn in infrastrutture di socialità, usando facciate tridimensionali, vuoti, terrazze e passaggi aperti per creare un abitare collettivo e poroso entro i vincoli del mercato e del regolamento.
Nella sezione dedicata allo speciale “Architettura in Medio Oriente” trovano spazio i seguenti progettisti: AAU Anastas, ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, A.D.D. Consultants, AE7, Azaz Architects, David Chipperfield Architects, Dewan Architects + Engineers, KA architecture studio (Mohammad Khavarian), Kettle Collective, Killa Design, LWK + Partners, MMA Projects, Pininfarina, tkdp, Schiattarella Associati.

Il museo, inteso come luogo che custodisce la memoria e insieme riscrive nuove narrazioni, trova nello Zayed National Museum di Norman Foster Architects, un esempio in cui architettura, paesaggio e identità nazionale si fondono in un percorso simbolico e sensoriale che celebra la storia degli Emirati e ne proietta il futuro.

La Bridge House di TAEP/AAP interpreta il labirinto come principio distributivo e spaziale, creando un “labirinto domestico” che bilancia gerarchia e varietà, interno ed esterno, luce e ombra, e connette paesaggio, struttura e abitazione in un’esperienza architettonica contemplativa e immersiva.

La King Abdullah Financial District Metro Station di Riyadh, progettata da Zaha Hadid Architects, unisce architettura fluida e iconica a innovazione strutturale, sostenibilità ambientale e richiamo alla tradizione locale.
THE PLAN 167 è l’ottavo e ultimo numero del 2025. Si apre con l’editoriale "Architettura verde" di Wilhelm Vossenkuhl e contiene una sezione interamente dedicata alle architetture del Medio Oriente. Fra i progetti presenti ci sono residenze e ab... Read More