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Il dibattito sulla circular economy al forum Perspective EU 2025

Soluzioni progettuali e best practice per migliorare l'ambiente costruito

AREP | LAVA - Laboratory for Visionary Architecture Berlin GmbH | Henning Larsen | ALN - Architekturbüro Leinhäupl + Neuber | Bechu et Associés

“The importance of circular economy” a Perspective EU 2025
Scritto da Redazione The Plan -

All’interno del forum Perspective EU 2025, organizzato da THE PLAN e Gruppo Maggioli e tenutosi a Venezia a inizio maggio, si è svolta la tavola rotonda sul tema dell’circular economy con un dibattito sulle possibili soluzioni architettoniche e migliori pratiche di progettazione che possono essere messe in atto per migliorare l'ambiente costruito. L’evento ha visto la partecipazione di rinomati architetti provenienti da tutto il mondo, che hanno affrontato il tema da molteplici prospettive.

I relatori che hanno partepato al confronto sono Markus Neuber di ALN - Architekturbüro Leinhäupl + Neuber, Luca Bertacchi di Bechu et Associés, Tobias Wallisser e Alexander Rieck di LAVA - Laboratory for Visionary Architecture, Giulia Pedemonte di Ameller DuboisKatrin Bindner e Louis Becker di Henning Larsen, Michelle Ange Maurice e Ambra Bernabò Silorata di AREP. La moderazione è stata curata da Alessandro Zoppini di Studio Zoppini Architetti.

 

Sfide e strategie per l’economia circolare globalizzata

 ©Fabio Delfino

Tobias Wallisser e Alexander Rieck (LAVA), Giulia Pedemonte (Ameller Dubois)


Nel corso della tavola rotonda sono state evidenziate diverse criticità nell'affrontare la tematica: quando si tratta di economia circolare, la vera sfida consiste nello sviluppare una visione più ampia, che integri e adatti l’architettura all’ambiente naturale. Questo non significa semplicemente "aggiungere alberi nella facciata di un edificio", ma adottare un approccio più globale, più consapevole, che coinvolga l’intera società.

Ma come rendere questa teoria efficace nella pratica? Come progettare edifici realmente sostenibili, capaci di ospitare funzioni diverse nel tempo? Pensiamo a edifici che possano essere teatro, poi chiesa, poi scuola, e così via — in un ciclo di utilizzo flessibile e riutilizzabile. Questa è la svolta decisiva: passare dal concentrarsi esclusivamente sulle performance energetiche e strutturali a considerare la capacità dell’edificio di adattarsi a molteplici funzioni.Katrin Bindner (Henning Larsen), Luca Bertacchi (Bechu et Associés) ©Fabio Delfino

Katrin Bindner (Henning Larsen), Luca Bertacchi (Bechu et Associés)


Questo nuovo paradigma non può limitarsi all’Europa, ma deve estendersi a contesti come Africa, Asia e India, dove i Paesi producono e di conseguenza inquinano per noi. Per cui non esiste un’unica soluzione globale ma è fondamentale individuare molteplici strategie, ciascuna adattata al contesto locale e radicata nelle specificità del territorio. 

Le strade possibili da percorrere sono molteplici, a seconda delle aree geografiche e delle tecnologie disponibili, e queste strategie devono essere pensate a lungo termine. Attualmente si produce più di quel che si consuma. Qualunque cosa produciamo deve essere destinata a durare nel tempo. Partire dagli edifici esistenti e utilizzare materiali locali rappresenta un passo importante e per farlo è necessario un cambiamento culturale che favorisca l’utilizzo ridotto di materiali, preferibilmente riciclati, e che promuova edifici facilmente assemblabili e riassemblabili. Un passo fondamentale è il coinvolgimento del committente: in architettura il dovere è di sensibilizzare e formare chi commissiona i progetti, affinché condivida questa visione.

 

Pratiche e responsabilità per un futuro sostenibile

 ©Fabio Delfino

Ambra Bernabò Silorata e Michelle Ange Maurice (AREP), Markus Neuber (ALN)


Riflettendo sul concetto di circolarità, è importante riconsiderare la sua definizione: si tratta di un termine ombrello che include molteplici pratiche, dal riciclo dei materiali alla rigenerazione urbana, all’uso intelligente delle risorse.

Nella fase di progettazione, l’analisi del ciclo di vita e l’impiego di metriche specifiche sono essenziali. È fondamentale lavorare con consapevolezza, partendo da ciò che già si possiede, e privilegiare il riutilizzo rispetto al riciclo. Riciclare, infatti, significa spesso smantellare e inviare materiali in impianti di trattamento, mentre riutilizzare implica reinserire parti di edifici nel ciclo economico locale, attraverso il loro riutilizzo diretto o la rivendita a reti comunitarie. Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma favorisce anche la giustizia sociale, evitando di estrarre risorse da Paesi lontani e rafforzando le economie locali.

Infine, è importante mettere in discussione i propri modi di operare, imparare dalle buone pratiche esistenti e cercare costantemente nuovi approcci. Come consumatori e professionisti, tutti hanno una responsabilità in prima persona. Gli architetti, in particolare, hanno il potere e la responsabilità di creare narrazioni, spazi ed esperienze che promuovano un futuro più sostenibile e resiliente. ©Fabio Delfino

Alessandro Zoppini (Studio Zoppini Architetti)
 

>>> Scopri la conferenza inaugurale di Perspective EU 2025 a cura di Marion Weiss e Michael Manfredi

 

Photography by Fabio Delfino

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