«Siate voi stessi, e abbiate cura di quello che fate, una cura profonda, perché nessun altro lo farà, e questa cura si vedrà nel vostro lavoro. Questo è tutto quello che dovete fare». È forse l'insegnamento più prezioso di Frank O. Gehry quello che chiude l'intervista realizzata nel 2010 da Nicola Leonardi, co-fondatore di THE PLAN, al visionario progettista del Guggenheim di Bilbao, scomparso il 5 dicembre a 96 anni.
>>> Leggi l'intervista integrale a Frank O. Gehry, pubblicata come editoriale su THE PLAN 045, con una copertina speciale che nasce dal college di alcune tra le sue opere più importanti
Canadese naturalizzato statunitense, Frank Owen Gehry nasce con il nome di Ephraim Owen Goldberg a Toronto nel 1929. Nel 1947 si trasferisce con la famiglia a Los Angeles, dove nel 1954 si laurea in Architettura alla University of Southern California. Negli anni successivi, lavora per lo studio Welton Becket & Associates e in seguito per Victor Gruen Associates. Dopo il servizio militare obbligatorio nell'esercito degli Stati Uniti, entra alla Harvard Graduate School of Design, dove studia Urbanistica.
Nel 1961 trascorre un anno a Parigi, dove si trasferisce insieme alla moglie e ai due figli: qui lavora nello studio di André Remondet e studia le opere di Le Corbusier e Balthasar Neumann. Tornato a Los Angeles, nel 1962 e apre il suo studio di progettazione, Frank O. Gehry and Associates, con sede a Santa Monica. Nel 1972 viene nominato assistant professor alla University of Southern California e nel 1974 entra a far parte del College of Fellows dell'American Institute of Architecture. Tra gli anni Settanta e Ottanta ricopre il ruolo di visiting critic in vari atenei statunitensi e nel 1988 diviene professore alla Yale University.
Nel 1980 è uno degli architetti chiamati da Paolo Portoghesi alla Biennale di Venezia per partecipare – insieme ad altri maestri come Rem Koolhaas, Charles Moore, Hans Hollein e Franco Purini – all'installazione centrale della mostra, "Strada Novissima", destinata a diventare il manifesto del Movimento Postmoderno. Nel 1987 viene eletto membro dell'American Academy of Arts and Letters a Roma e nel 1989 vince il Pritzker Prize, che consacra il suo nome a livello internazionale.
Tra le opere di Gehry, uno dei massimi esponenti del Decostruttivismo, vi sono il Guggenheim Museum di Bilbao (1997), universalmente riconosciuto come il suo capolavoro, la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles – inaugurato solo nei primi anni Duemila, anche se il progetto di Gehry data del 1989 – e il Weisman Art Museum alla University of Minnesota (1990), di fatto la sua prima grande opera a essere completata negli Stati Uniti.
Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, realizza anche il Vitra Design Museum a Weil am Rhein, in Germania (1989), e il Binoculars Building a Venice, in California, edificio che ospita la sede sulla West Coast dell'agenzia pubblicitaria Chiat Day, così chiamato poiché l'ingresso ha la forma di un binocolo gigante, creato dagli scultori Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen.
Risalgono invece agli anni Duemila l'Hotel Marqués de Riscal a Elciego, di nuovo in Spagna, il Lou Ruvo Brain Center for Health a Las Vegas, e la Beekman Tower di New York, grattacielo residenziale a Lower Manhattan, noto per la sua facciata ondulata in acciaio inossidabile. Portano la sua firma anche il Jay Pritzker Pavilion e il BP Pedestrian Bridge al Millennium Park di Chicago, la Fondazione Louis Vuitton a Parigi, immaginata come una nuvola trasparente nel Jardin d’Acclimatation al Bois de Boulogne, e la Fondazione Luma ad Arles, sempre in Francia.
>>> Leggi anche l'articolo "La costante crescita del processo creativo di Gehry Partners" a firma di Miachel Webb, pubblicato sempre su THE PLAN 045



