L’assistenza al fine vita è un tema che per molto tempo è stato affrontato da un punto di vista prettamente medico, spesso trascurandone la dimensione sensoriale, emotiva e spirituale, che oggi sta invece emergendo come protagonista, in Europa e nel mondo, a rispecchiare un ripensamento globale degli hospice e degli ambienti per le cure palliative.
Tra i progetti più recenti in questo ambito, spicca quello di Segmento Urbano per Echoes of the Void, centro dedicato ai malati terminali che sorgerà a Povoação, sull'isola di São Miguel, in Portogallo. La struttura esprime l'idea di un’architettura della transizione, che ridefinisce il momento del fine vita non come un processo clinico, ma come un viaggio umano.
Adotta un approccio analogo — fondendo paesaggio e architettura per favorire dignità, comunità e serenità nel morire — il progetto di Bjarke Ingels Group (BIG) per il complesso destinato ad accogliere l'hospice Sankt Luka e il centro di cure palliative Lukashuset in Danimarca.
A Bangalore, in un contesto geografico e culturale completamente diverso, le stessa sensibilità verso l'argomento viene espressa da Bagchi Karunashraya, la “Dimora della compassione”, struttura di assistenza ospedaliera che offre cure palliative gratuite e di qualità ai malati terminali di cancro.
Echoes of the Void, un santuario per l'ultimo viaggio
Isola di São Miguel, Portogallo
Segmento Urbano

Il progetto Echoes of the Void, firmato dallo studio di progettazione Segmento Urbano e vincitore del WAFX Award 2025 nella categoria WAF Future Project: Health, propone un modello fondato non sulla funzionalità medica, ma sull’empatia esistenziale e sull’integrazione con la natura. Collocando la struttura nel paesaggio vulcanico di São Miguel, una terra plasmata da processi di trasformazione elementare, i progettisti sottolineano il legame tra il ciclo naturale di creazione e dissoluzione e l’esperienza umana della mortalità.
L’organizzazione degli spazi ispirata alle cinque fasi del lutto propone una narrazione architettonica — dalla negazione all’accettazione — nella quale ogni sequenza spaziale riflette un passaggio emotivo. L’alternanza tra zone comuni e luoghi di solitudine, insieme alla presenza di elementi come la cappella e la stanza per la psicoterapia, suggerisce un’architettura che invita alla riflessione senza creare una condizione di isolamento. L’area termale aggiunge un ponte tra corpo e spirito, offrendo un contrappunto fisico agli aspetti psicologici e spirituali del progetto.
Sankt Luka Hospice and Lukashuset, riconnettersi alla natura
Hellerup, Danimarca
BIG (Bjarke Ingels Group)

Il complesso che sorgerà a Hellerup, in Danimarca, per accogliere l'hospice Sankt Luka e il centro di cure palliative Lukashuset in Danimarca, è stato concepito dai progettisti di BIG (Bjarke Ingels Group) come un villaggio che fonde paesaggio e architettura per favorire dignità, comunità e serenità nel momento del fine vita.
Radicate nella storia della Sankt Lukas Foundation e destinate ad assistere 2.100 pazienti all'anno, le due nuove strutture sono ispirate da tre principi fondamentali: la sicurezza e il senso di casa, la solitudine e l'unione, l'arrivo e l'addio. Gli edifici verranno costruiti con materiali naturali come mattoni di argilla bruciata e legno, e saranno circondati da giardini e spazi sensoriali, deputati a estendere gli ambienti interni all'esterno per creare una connessione benefica con la natura.
Bagchi Karunashraya, la dimora della compassione
Bangalore, India
Mindspace Architects

Bagchi Karunashraya — ovvero la “Dimora della compassione”— è una struttura di assistenza ospedaliera a Bangalore, in India, dedicata a offrire cure palliative gratuite e di qualità ai malati terminali di cancro. Abbracciando l'idea che "dove non c'è cura, c'è assistenza", il centro progettato da Mindspace Architects — studio guidato da P N Medappa — offre un ambiente dignitoso e sereno per le cure di fine vita.
Esteso su una superficie di oltre otto etteari, il progetto comprende reparti per adulti e bambini, alloggi per il personale e un'ala dedicata alla ricerca. L'architettura si dispiega lentamente, seguendo la topografia del luogo, attraverso un gioco di spazi costruiti e non costruiti. La struttura, che verrà edificata utilizzando laterite di provenienza locale, sarà arroccchita da murales realizzati da artisti regionali, generando un luogo che fonde natura, cura e compassione.
