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Abitare il ritmo della città

Pulso Hotel

Studio Arthur Casas

Abitare il ritmo della città
Scritto da Redazione The Plan -

Entrare al Pulso Hotel significa immergersi in una sequenza di spazi che non si limitano ad accogliere, ma invitano a restare. L’hotel a cinque stelle, situato nel cuore finanziario di San Paolo, contiene già nel nome una doppia tensione: la frenesia incessante della metropoli e il battito lento del benessere fisico. È su questo equilibrio che Studio Arthur Casas definisce l’architettura come un’estensione dell’abitare, un luogo dove la vita precede il progetto.

Pulso Hotel © Fernando Guerra / FG+SG, courtesy Studio Arthur Casas

Manifesto di questa visione sono gli spazi comuni: la lobby, ad esempio, non è una soglia neutra, ma un vero e proprio salotto urbano, dove arredi di scala domestica, materiali caldi e luce naturale filtrata dal verde contribuiscono ad alimentare un linguaggio architettonico che appare quasi residenziale. Come un vivace polo sociale, qui le persone si siedono, conversano, si incontrano, circondate dal verde. Il giardino esterno e quello interno funzionano come dispositivi di mediazione tra città e interiorità, mentre l’atrio aperto diventa un portico contemporaneo che connette bar, ristorante e boulangerie in un continuum fluido. Integrata nell’architettura e nel verde, l’opera Mácula di Nuno Ramos – un pannello lungo trenta metri con iscrizioni in Braille – rafforza il dialogo tra arte, spazio e percezione.

Questa dimensione conviviale prosegue anche nei luoghi dedicati alla gastronomia e alla socialità. Il Charlô Bistrô, caratterizzato da laccature verdi, piastrelle in ceramica, superfici in legno e frammenti di pietra, conferisce agli spazi un’atmosfera sofisticata e accogliente. Cha Cha Boulangerie, sul lato opposto, mescola funzioni e rituali quotidiani – caffetteria, panetteria, gastronomia – mantenendo un rapporto visivo costante con la lobby. Il Sarau Bar, infine, introduce una dimensione più notturna e intima: ottone, marmo, specchi e moquette definiscono uno spazio raccolto, scandito dalla presenza centrale di un’area performance, dove la musica dal vivo diventa parte integrante dell’esperienza architettonica.

Pulso Hotel © Fernando Guerra / FG+SG, courtesy Studio Arthur Casas

Salendo verso le camere, l’architettura si fa ancora più personale. Le 57 unità, con superficie compresa tra 32 e 64 m², vengono pensate come micro-residenze più che come tipiche stanze di hotel. Ogni ambiente è caratterizzato da una curatela attenta di arredi e oggetti, molti dei quali firmati da grandi maestri del design brasiliano – da Sergio Rodrigues a Jorge Salszupin – accanto a pezzi vintage selezionati personalmente dai progettisti nei mercati e nelle botteghe di San Paolo. Le camere da 32 m² seguono una distribuzione essenziale, mentre quelle più ampie di 64 m² introducono un soggiorno separato, una cabina armadio e un bagno con la vasca, enfatizzando l’idea di un abitare temporaneo ma completo. Marmo venato, pavimenti in legno, dettagli capitonné e superfici tessili contribuiscono a creare un’estetica raffinata e senza tempo. All’esterno, l’hotel, inserito nello sviluppo a uso misto della Praça Henrique Monteiro (vincitore del THE PLAN Award 2025), dialoga con una torre residenziale, una base orizzontale e un volume sospeso dedicato al benessere.
La composizione dei volumi è chiara e leggibile: ciascun elemento mantiene la propria identità, ma partecipa a un linguaggio comune definito da fasce orizzontali in calcestruzzo prefabbricato, pannelli metallici e frangisole coordinati. La facciata vetrata si allinea al marciapiede, rafforzando l’idea di un vero hotel urbano, aperto e permeabile. Il piccolo boulevard verde che accompagna l’ingresso, con alberi di Ipè e piante a foglia larga, introduce una pausa nel ritmo della città e prepara l’esperienza dell’interno. Ancora più in alto, la piazza sospesa diventa un elemento chiave del progetto, uno spazio paesaggistico sopraelevato capace di ospitare alberi e di offrire viste sulle chiome, dove si collocano piscina, spa, sauna e palestra all’interno di un volume vetrato.

Luogo: San Paolo, Brasile
Completamento: 2024 
Superficie lorda: hotel 3.960 m2, ristorante e boulangerie 1.076 m2
Progetto architettonico e degli interni: Studio Arthur Casas 
Appaltatore principale: Barbara Engenharia e Construtora

Consulenti
Strutture: Aluizio D’Avila 
Illuminazione: Mingrone Iluminação 
Progettazione elettrica e idraulica: Rewald Engenharia 
Paesaggio: André Paoliello 
Acustica: Harmonia
Facciata: Inovatech Engenharia

Fotografie: Fernando Guerra / FG+SG, courtesy Studio Arthur Casas

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