Affacciati sul porticato dell’ottocentesco Palazzo comunale di Arzignano, nella provincia di Vicenza, emergono gli spazi del nuovo Caffè Nazionale, storico locale nella principale piazza cittadina, oggetto di un intervento di restauro firmato dallo studio AMAA Collaborative Architecture Office For Research And Development.

Dalla sua apertura negli anni ‘50 il caffè ha occupato un ruolo centrale nell’identità cittadina, punto di incontro sociale di intere generazioni. Dopo circa tre anni di chiusura, l’amministrazione comunale ha promosso un progetto di riqualificazione a partire dal maggio 2022, con l’obiettivo di preservare l’identità storica del caffè.
L’intervento dello studio ha così restituito alla comunità un luogo dal grande valore culturale, costruito attorno a un’idea di recupero e di rispetto storico. Parallelamente, è stata innescata una riflessione sulla dimensione pubblica e sociale di un locale come il Caffè Nazionale.

L’organizzazione degli interni segue una traiettoria che dallo spazio pubblico aperto conduce ad ambienti che si fanno gradualmente più intimi e privati.
L’ingresso, da Piazza Libertà, avviene attraverso una porta in ferro brunito, dalla forma diamantata e con una maniglia in marmo serpentino verde: con la sua forma romboidale e la texture materica, ricorda le architetture industriali che hanno segnato la storia di Arzignano. Le vetrate che affiancano la porta garantiscono una continuità visiva tra interno ed esterno, insieme all’arredo che si prolunga all'aperto. 
Nella sala principale, le sedute progettate su misura, prendono ispirazione dall’opera di Donald Judd e dalle panchine delle metropolitane newyorkesi: i visitatori, rivolti verso la piazza, si fanno spettatori della vita urbana che la anima. Allo stesso tempo, mettono in scena la dimensione relazionale e operativa del bar, con la cucina completamente a vista sul portico.
L'ispirazione teatrale prende forma nella parete di fondo della sala del bar, realizzata in lamiera di acciaio piegata a evocare i drappeggi di un sipario, dalla quale una grande porta a bilico semitrasparente, realizzata in alluminio ondulato e microforato, si apre sugli ambienti più raccolti del caffè.
Un vestibolo e un essenziale giardino di betulle proiettano i visitatori in un retroscena metafisico: uno spazio volutamente incompleto, privo di colore e quasi del tutto vuoto, definisce un’atmosfera meditativa e atemporale.
Il progetto è permeato dall'idea della soglia come passaggio, trasformazione e rito, immagine che viene veicolata dalle due porte pivotanti movimentate con sistemi FritsJurgens: quella che segna l'entrata nel locale dall'esterno e quella interna, che separa, e al contempo unisce, la porzione del locale affacciata sulla piazza e l'area più intima che si rivolge verso il giardino interno.

Il non finito si inserisce all’interno di una più ampia idea di temporalità che guida l’intervento dello studio. Le travi in legno della cucina trovano eco nell'imponente soffitto a cassettoni in multistrato della sala; la parete sipario ricalca le forme degli archi storici, che rivelano in trasparenza disegni dell’artista Stefan Marx, costruendo un dialogo tra il recupero del preesistente e un linguaggio visivo contemporaneo.
Nel vestibolo l’ambiente appare come un cantiere in corso d’opera. Un lavabo e un vassoio poggiati su delle staffe in acciaio, l’illuminazione essenziale, la vetrata sul sobrio cortile interno: pochissimi elementi occupano lo spazio, a suggerire uno stato non definitivo ma ancora in evoluzione, un “processo di realizzazione congelato”, come lo definiscono gli architetti.
La volontà è quella di rendere visibile e onorare la temporalità del luogo, celebrando il suo passato, come dimostrano, ad esempio, le azioni di restauro che hanno portato alla luce le superfici decorate nascoste sotto alcune contropareti tecniche, ma anche immaginando un futuro possibile, di cui il non finito si fa simbolo, a sottolineare la vivacità di un ambiente che vive di storie, dove la dimensione sociale racconta, e allo stesso tempo riscrive, lo spazio.
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Location: Arzignano, Vicenza, Italy
Completion: 2024
Built up Area: 325 m²
Client: MAM (Marco Mettifogo, Andrea Poli, Marcello Galiotto), Comune di Arzignano
Architect: AMAA Collaborative Architecture Office For Research And Development
Partner-in-Charge: Marcello Galiotto
Main Contractor: Moredile
Consultants
Structural: Simone Michelotti
Fire Safety and Electrical: Nicola Rosa
Mechanical: Riccardo D’Alessandro
Safety Coordinator: Simone Michelotti
Acoustic: Luca Dal Cengio
Pivot Doors Systems: FritsJurgens
Millwork: Operae Interiors
Electrical Fittings: Jung
Lighting: Viabizzuno
Electrical Fittings: Quadro
Photography by Simone Bossi, Rory Gardiner, Mikael Olsson, courtesy of AMAA