Immerso nella bellezza naturale della penisola di Punta Mita, sulla costa pacifica del Messico, il ristorante Rubra, commissionato dalla chef Daniela Soto-Innes, incarna a pieno lo spirito e il carattere messicano, attraverso l’identità dei materiali, delle lavorazioni e delle tecniche costruttive tradizionali. Arredi, accessori e oggettistica da tavola sono stati concepiti e realizzati da artigiani locali, seguendo un’etica che si allinea alla pratica dei progettisti Ana Paula de Alba e Ignacio Urquiza, che privilegiano la collaborazione con laboratori del territorio.
L’architettura di Rubra si distingue per la sua forma monolitica e monocromatica, realizzata in calcestruzzo colorato e texturizzato da Pablo Kobayashi. Questa superficie, che richiama la finissima granulazione della sabbia, si integra armoniosamente con l’ambiente costiero, enfatizzata da delicate sfumature di rosa che evocano i toni caldi del tramonto e della natura circostante. La modulazione rigorosa dei volumi, con angoli arrotondati ispirati all’architettura tradizionale messicana, alleggerisce la geometria del complesso e trasmette un senso di accoglienza e familiarità.

All’interno, la palette materica rimane volutamente essenziale: legno massello e tezontle – pietra vulcanica rossa estratta dalle cave di Puebla – completano una gamma cromatica terrosa e naturale. Gli arredi in legno e la vegetazione rigogliosa dialogano con i toni sabbia degli ambienti, mentre il paesaggio interno, curato dalla paesaggista Thalia Davidoff, introduce specie vegetali autoctone, come se frammenti della giungla del Nayarit fossero stati trasportati in ogni aiuola, fondendo ambiente naturale e costruito. Si crea così la sensazione di un’immersione totale nel paesaggio costiero, tra oceano e selva.
Il progetto privilegia un rapporto diretto con l’ambiente naturale, mantenendo uno spazio principale aperto, coperto da un tetto a pergola che lascia permeare la luce naturale richiamando l’ombra delle enramadas – le tradizionali coperture in foglie di palma – e permette alla brezza marina di rinfrescare gli ambienti grazie a un sistema di ventilazione trasversale. La flessibilità di utilizzo è rafforzata dalla presenza di facciate vetrate scorrevoli, che consentono di sfumare i confini tra esterno e interno, adattandosi alle condizioni climatiche e preservando la sensazione di continuità con il paesaggio.

Tutti gli arredi e accessori sono stati realizzati a mano e su misura in una piccola bottega locale usando legno massello autoctono. L’artigianato si fa così protagonista, non come ornamento, ma come parte integrante di una vita quotidiana accompagnata da oggetti che appartengono al luogo. Le stoviglie, create appositamente per il ristorante dalla ceramista Claire Lippmann, presentano forme organiche, segni di bruciatura e variazioni di smalto che custodiscono la memoria del fuoco, della mano e della terra, incorniciando il cibo in una palette naturale di colori, venature e texture.
La cucina a vista, immaginata come palcoscenico di un racconto culturale, coinvolge gli avventori nei processi culinari e nella narrazione spaziale. Luce e ombre mutano nel tempo creando atmosfere suggestive e un ambiente confortevole e rilassato per un’esperienza gastronomica immersiva e sensoriale.
Luogo: Punta Mita, Nayarit, Messico
Completamento: 2024
Superficie lorda: 536 m2
Progetto architettonico e degli interni: Estudio Ignacio Urquiza Ana Paula de Alba
Consulenti
Illuminazione: ILWT
Paesaggio: Thalia Davidoff
Fotografie: Rafael Gamo, courtesy Estudio Ignacio Urquiza Ana Paula de Alba
THE PLAN Interior Design & Contract 12 è il dodicesimo numero speciale che THE PLAN dedica al mondo dell'architettura d'interni. La pubblicazione, in uscita a aprile 2026 insieme a THE PLAN 169, raccoglie una ventina di progetti, tra i più signific... Read More
Incorniciare il paesaggio con linee semplici ed eleganti
Pratic
Il restyling di Baita Piè di Tofana proietta gli interni in una dimensione moderna e permette agli ospiti di pranzare in terrazza circondanti dalle m...
L'autenticità della cucina italiana nel cuore del Marocco
ReCS Architects | Fiandre Architectural Surfaces
Il Ferrarino è un ristorante di cucina italiana situato nel cuore di Casablanca, in Marocco, e progettato dallo studio RECS Architects...
Tre Interior design dal sapore raffinato
OEO Studio
Una rassegna di 3 progetti di interior design rivolti al mondo della ristorazione firmati OEO Studio...