Questo luogo di meditazione a Weil am Rhein è intitolato al Premio Pritzker indiano, scomparso nel 2023, che lo ha progettato con la nipote Khushnu Panthaki Hoof e suo marito Sönke Hoof
Uno spazio di contemplazione che invita all’ascolto e al rallentamento prende forma nel Vitra Campus di Weil am Rhein. Il Doshi Retreat, progettato dal maestro indiano Balkrishna Doshi, Premio Pritzker nel 2018, insieme alla nipote Khushnu Panthaki Hoof e al marito Sönke Hoof, è la prima opera dell’architetto realizzata fuori dall’India e l’ultima prima della sua scomparsa nel 2023.
Il rifugio nasce dal desiderio di introdurre nel campus uno spazio dedicato alla quiete e alla riflessione, ispirato alla spiritualità indiana. Nel contesto del Vitra Campus, dove convivono architetture iconiche di Frank Gehry, Zaha Hadid, Herzog & de Meuron, Álvaro Siza e Tadao Ando, il Doshi Retreat rappresenta un nuovo capitolo nell’evoluzione del sito, che da polo industriale si è trasformato in paesaggio pubblico e culturale.

Doshi e i suoi collaboratori si sono ispirati alla filosofia spirituale della Kundalini, l'energia latente alla base della colonna vertebrale, il cui risveglio e ascensione attraverso i chakra è centrale per la trasformazione spirituale. L'architettura interpreta questo percorso come un movimento spaziale che guida il visitatore verso la consapevolezza.

Da un’immagine onirica trae origine il processo creativo: due cobra intrecciati, apparsi in sogno all’architetto, ispirano i confini serpeggianti del percorso, che – come la profondità dell’inconscio – si svolge al di sotto del terreno.

La destinazione finale è una sala di contemplazione circolare, che accoglie un gong, due panche in pietra semicircolari e un sottile canale d’acqua piovana alla base. La luce naturale filtra da un’apertura superiore e si rifrange su un mandala in ottone martellato a mano, realizzato in India, generando riflessi dorati e vibrazioni luminose.

Elemento fondante del progetto è il suono, inteso come vera e propria materia architettonica. Un sofisticato sistema audio, integrato nelle nicchie del pavimento, diffonde toni di gong e flauti che si propagano lungo le pareti, trasformando lo spazio in una cassa di risonanza sensoriale.
«È il suono, che risuona nel corpo del visitatore, a cancellare il confine tra sé e la struttura» racconta Khushnu Panthaki Hoof: «L’edificio riflette il suono verso chi vi passa, trasformando sia il percorso che la sala in strumenti di risonanza».

La materia amplifica questa esperienza. Il Doshi Retreat è costruito in acciaio XCarb® forgiato e modellato, una lega a basse emissioni di carbonio composta in gran parte da rottami riciclati e prodotta con energia rinnovabile. Nel tempo, il materiale sviluppa una patina calda e naturale, che reagisce alla luce e all’umidità, generando un paesaggio mutevole e vibrante. Le pareti sinuose accompagnano il visitatore lungo un percorso di curve e prospettive, evocando l’idea di un viaggio interiore.
Il Doshi Retreat è concepito come un’esperienza spirituale e sensoriale: un luogo di introspezione, dove suono, materia e luce si fondono in un’unica armonia percettiva.






Location: Weil am Rhein, Germany
Completion: 2025
Client: Rolf Fehlbaum, Vitra
Architects: Balkrishna Doshi, Khushnu Panthaki Hoof, Sönke Hoof (design), Studio Sangath (execution)
Consultants
Structural: Jan Knippers, B+G Ingenieure Bollinger und Grohmann
Lighting: Licht kunst Licht
Acoustics: The Works Research Institute B.V.
Photography by Daisuke Hirabayashi, Dejan Jovanovic, Marek Iwicki, Julien Lanoo, courtesy of Vitra Campus
Cover image © Julien Lanoo