A Los Angeles, l'abitazione ridefinisce spazio, materia e rituali dell’abitare, adottando la terracotta come materiale identitario
Progettata dallo studio di architettura Current Interests, Terracotta House, affronta il tema dell’ADU — Accessory Dwelling Unit — non come semplice addizione funzionale, ma come occasione per riscrivere le gerarchie spaziali, materiche e percettive di un tipico lotto residenziale di Los Angeles.

La casa esistente, in stile “revival coloniale spagnolo” degli anni Trenta, possiede tutti gli elementi iconici del suo linguaggio: archi profondi, patio interno, tetto in tegole di terracotta sovrapposte. A tradire lo spirito originario è stata però l’organizzazione dello spazio esterno, sacrificato all’automobile: un garage e un vialetto che spezzavano il giardino, rendendolo più infrastruttura che luogo di vita. L’intervento di Current Interests è stato tanto semplice quanto incisivo: ribaltare l’impianto e spostare l’ADU nell’angolo posteriore del lotto, liberando così il cuore dello spazio aperto e consentendo l’inserimento di una piscina e di un ampio patio, restituendo al giardino una dimensione conviviale.
Fin dalle prime fasi, il progetto si è configurato come una riflessione profonda sulla terracotta, materiale identitario del contesto ma raramente esplorato oltre la sua funzione più convenzionale. Current Interests, forte di esperienze dirette nella fabbricazione ceramica sia artigianale che industriale, ha trasformato questa intuizione in un processo collaborativo con Sandkuhl Clayworks, storica azienda a conduzione familiare dell’Ohio. Da questo dialogo nasce una piastrella del tutto nuova: un blocco cavo standard a tre camere viene tagliato a filo subito dopo l’estrusione, quando l’argilla è ancora umida. Il risultato è un elemento bifronte, nervato su un lato e liscio sull’altro, che conserva le tracce evidenti del processo produttivo. Una volta cotti, i pezzi vengono spediti a Los Angeles e pigmentati uno a uno con un intenso verde murario. 
La facciata dell’ADU diventa così un dispositivo espressivo: non una pelle levigata, ma una massa materica appoggiata. Le piastrelle non sono incollate né stuccate, ma sostenute da una struttura in alluminio a due strati che le accoglie come su una mensola. Ne risulta una composizione volutamente imperfetta, quasi una pila informale di materiale, in cui luce e ombra disegnano profondità, ritmo e una calma visiva che dialoga con il paesaggio.

Questa attitudine sperimentale prosegue all’interno, concepito come un vero e proprio laboratorio di materia. Il pavimento integra un sistema di riscaldamento radiante ed è stato levigato fino a ottenere una superficie liscia pigmentata di verde e arricchita da grandi aggregati lapidei. In contrasto, lo zoccolo perimetrale resta grezzo, con inerti a vista: una linea di confine che racconta il processo costruttivo anziché nasconderlo, unito a elementi su misura come il battiscopa, pannelli murali in noce e le cornici delle finestre.
Il rivestimento ligneo, trattato con un olio danese pigmentato, introduce una complessità cromatica inattesa. Il verde, reagendo al calore del noce, genera una finitura verde-argento con sottotoni violacei, qualità che diventa guida per l’intera palette interna.
All’esterno, il paesaggio completa il racconto. In collaborazione con il paesaggista Phil Davis, il giardino viene pensato come una stanza all’aperto, delimitata da un muro perimetrale disegnato con la stessa cura dell’architettura. Il patio — definito dagli architetti come un “tappeto di mattoni” — delimita lo spazio, mentre la piscina, con il suo bordo rialzato, crea una soglia netta tra l’architettura e un contorno di ghiaia e piante autoctone californiane.
>>> Scopri Patitiri House, firmata da ARP-Architecture Research Practice ad Antiparos





Location: Los Angeles, California, USA
Architect: Current Interests
Client: Private
Landscape consultant: Phil Davis Landscape
Photography by: Franco Zulueta, courtesy of Current Interests