Il centro socio-educativo di Save the Children è un nuovo spazio civico accessibile e inclusivo, per bambini e adolescenti, nel quartiere Gallaratese di Milano
È uno spazio civico dedicato ai bambini e ai giovani il nuovo Punto Luce di Save the Children a Milano, centro socio-educativo rivolto a ragazze e ragazzi tra i 6 e i 17 anni. Punto luce, primo edificio realizzato ex novo da Save the Children, è stato concepito dallo studio di progettazione milanese AOUMM come un hub di creatività e inclusione.
Attraverso varie attività formative e laboratoriali, la struttura punta a stimolare non solo l’apprendimento, ma anche il senso di appartenenza al quartiere Gallaratese, concretizzando il concetto dello spazio come terzo educatore, coniato dal pedagogista Loris Malaguzzi.

Punto Luce sorge su un lotto in precedenza occupato da un edificio prefabbricato, in disuso dal 2008, che il progetto a firma di AOUMM ha trasformato in un luogo di condivisione e funzionalità. L'edificio di nuova costruzione, caratterizzato da una forma organica e geometricamente complessa, include spazi per laboratori educativi, musica e attività digitali e una cucina didattica, a cui si aggiungono orti, aree esterne per attività ludiche e un ambiente indipendente di 70 m2 a disposizione delle associazioni di quartiere.
Seguendo il modello di co-progettazione promosso da Save the Children nei suoi centri attivi in tutta Italia, il processo progettuale si è contraddistinto per un costante confronto con la comunità del quartiere: le scuole, le famiglie, gli adolescenti e le organizzazioni attive sul territorio.
Questa idea di partecipazione viene rispecchiata dall'impianto planimetro circolare dell'edificio: uno spazio fluido, senza gerarchie rigide, dove le diverse attività possono convivere in modo simultaneo, favorendo l’apprendimento interdisciplinare e l’arricchimento reciproco.
Il volume si inserisce in un ampio giardino con alberi, camminamenti e piazzole in pavimentazione drenante, e racchiude un cortile interno più intimo e protetto per i ragazzi. Soluzioni progettuali come il tetto verde, la struttura in legno prefabbricato e il riutilizzo del seminterrato e delle fondazioni preesistenti, sono volte a minimizzare l’impatto ambientale dell'intervento.
La pianta libera, ottenuta disponendo radialmente portali in legno lamellare e chiudendo la struttura con pareti prefabbricate a pannelli sandwich, contribuisce alla percezione dell'edificio come uno spazio pubblico e aperto, che pone al centro la comunità giovanile del quartiere. La permeabilità visiva e fisica della struttura, data dalle grandi vetrate, assicura una forte continuità tra spazi interni ed esterni, generando un dialogo con il contesto urbano circostante.

L'attenzione alla sostenibilità da parte dei progettisti viene sottolineata dalle diverse tipologie di legno non trattato impiegate nell'edificio, come l’abete per pilastri e struttura portante, l’okoumé e il larice per il rivestimento esterno, destinato a mutare nel colore e nell'aspetto, suggerendo l'idea di un’architettura che racconta il tempo che passa.
«Abbiamo voluto che l’edificio fosse un organismo vivo, in trasformazione», racconta Luca Astorri, cofondatore di AOUMM. «Tra 15 o 20 anni potremmo addirittura rinnovarne la facciata semplicemente invertendo le lamelle. È un approccio circolare, consapevole e poetico allo stesso tempo».

L'orientamento studiato del volume architettonico, la geometria della copertura – che fornisce ombra alla facciata sud durante i mesi estivi – e la presenza dei lucernari contribuiscono all’efficienza energetica dell'edificio migliorando al contempo il comfort e la salute degli occupanti.
A rafforzare queste strategie passive sono stati inoltre previsti un impianto fotovoltaico, un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione, sistemi HVAC ad alta efficienza, un sistema di controllo della qualità dell’aria collegato alle finestre sul tetto e un sistema di illuminazione intelligente.
Il progetto del paesaggio è stato concepito su una sequenza di soglie che definiscono i diversi spazi all'aperto: il cortile centrale, le aree ludiche periferiche, l’orto didattico e le alberature perimetrali. Il sistema dei percorsi pedonali accompagna i visitatori dall’ingresso al centro, verso queste diverse aree funzionali. La scelta delle specie vegetali è stata orientata verso l’utilizzo di essenze autoctone e facilmente gestibili, anche attraverso attività di manutenzione partecipata da parte dei ragazzi stessi.
L’intero progetto restituisce così uno spazio accessibile e inclusivo, capace di stimolare la curiosità e la socializzazione, valorizzando l’integrazione tra architettura e paesaggio a servizio dell'educazione.





Location: Milan, Italy
Completion: 2025
Building Area: 911 m²
Site Area: 3027 m²
Client: Save the Children Italia
Architcture and Project Management: AOUMM
Design Team: Luca Astorri, Chiara Torregrossa,Riccardo Balzarotti, Matteo Poli, Simone Ottaviana, Lara Zentilomo, Zofia Kasinska, Fabio Nicolò, Emily Marie Shiga
Main Contractor: Gruppo IMM - Investment Management Milano
Consultants
Landscape: PN studio
MEP: Digierre Group
Structures: Giovanni Turolla Timberwork (Wood); Andrea Bollinger (Reinforced Concrete)
Health & Safety Coordinator: Marco Anelli
Scientific Experts: Marco Imperadori; Elena Granata; Chiara Geroldi Francesca Cognetti; Marianna Merisi
Windows: Shüco
Glazed Facades: Thema
Sanitary Ware and Faucets: Duravit
Photography by Giacomo Bianco / Giovanna Silva, courtesy of AOUMM